Valverde se ne va.
La notizia era nell'aria e io, nel post precedente, avevo già riferito dei contrasti interni tra Ernesto Valverde, coach dell'Athletic, e la dirigenza capitanata dal presidente Lamikiz. L'annuncio ufficiale è arrivato l'altro ieri: Valverde guiderà la squadra fino a giugno e quindi rassegnerà le proprie dimissioni. La conferenza stampa congiunta mister-presidente ha cercato di mostrare l'esistenza di un buon rapporto tra le parti e la versione ufficiale parla di mancanza di energie da parte di Valverde, che ha ribadito di non avere accettato offerte da altre squadre e di non essere in contrasto con Lamikiz per questioni monetarie; da parte sua, il presidente ha elogiato Txingurri, dicendo di ritenerlo il miglior allenatore possibile, e ha fatto intendere di volerlo convincere a ripensarci. Sinceramente, mi sembrano un mucchio di cazzate. Penso che Valverde a settembre allenerà una grande squadra e percepirà uno stipendio nettamente maggiore, così come credo che Lamikiz si sceglierà un allenatore gradito (Valverde se l'è trovato) e in linea con i suoi desideri, mentre Txingurri aveva manifestato più volte alcune perplessità rigurado a certe scelte societarie (come, ad esempio, l'iscrizione all'Intertoto). Per il dopo-Valverde impazza il totoallenatore: oggi "Marca", il maggior quotidiano sportivo spagnolo, rivela l'interessamento del club per Michael Laudrup, mentre ieri era girata una voce importante riguardo a Mendilibar, allenatore dell'Eibar, rivelazione della Segunda Division. Si fanno inoltre i nomi di Irureta, Manè e Lotina, tutti tecnici baschi molto preparati. A me piacerebbe moltissimo vedere in panchina Jabo Irureta, o magari il buon vecchio Clemente; di sicuro, quello che preferisco di meno è Laudrup, che ha l'aggravante di essere un ex madridista. Un in bocca al lupo a Valverde per il prosieguo della carriera, anche se, come chi legge il blog sa, non mi è mai rimasto troppo simpatico.
Askatasuna.
L'associazione in difesa dei diritti dei prigionieri politici baschi ha indetto ieri una manifestazione sul problema, sempre attuale, della dispersione degli incarcerati nelle prigioni spagnole, condizione che li tiene lontani da casa e dai familiari. Lo slogan "Euskal presoak Euskal herrira" (prigionieri baschi nei Paesi Baschi) è stato scandito dalle migliaia di persone delle sette capitali basche che hanno risposto alla chiamata di Askatasuna, la quale ha invitato il governo spagnolo ad un gesto di civiltà e ha richiamato quello basco ad un maggiore impegno per sollecitare la risoluzione del problema. La manifestazione è stata dedicata alla memoria di Juanjo Urrutia, rifugiato da 15 anni in Uruguay e morto martedì scorso. Molte persone si sorprenderebbero nel conoscere le storie di confinati e rifugiati baschi; quando avrò un pò di tempo, ne parlerò.

(foto Eitb24)