Addio alla UEFA.
Caro Simone, rispondo al tuo commento con un intero post. Nemmeno io sono riuscito a capacitarmi di questa eliminazione, ma purtroppo quest'anno va così: una domenica i ragazzi fanno l'impresa (vittoria al Bernabeu dopo 6 anni), la domenica successiva fanno la frittata, in questo caso perdendo in casa da una formazione rispettabilissima, però tutt'altro che irresistibile. Questo è il calcio, bellezza. Isma Urzaiz, uno che di partite ne ha giocate a centinaia, ha detto che l'Athletic è senza dubbio superiore agli austriaci, ma che il calcio è uno sport e in quanto tale non è esatto: basta un errore (e i Leoni ne hanno commessi anche troppi) per perdere, magari dopo un'imbattibilità casalinga in Europa che durava da 30 anni. Dispiace essere usciti così, dopo aver eliminato i forti turchi del Trabzonspor al primo turno, dopo aver passato il girone con la perla del 7-1 allo Standard Liegi (vittoria in assoluto più larga dei biancorossi in una competizione europea), dopo lo 0-0 di Vienna, al termine di una partita dominata, che lasciava presagire ben altra gara di ritorno. Dispiace uscire anche perchè, nel prossimo turno, ci sarebbe stata la sfida con il Saragozza, un'altra compagine non trascendentale. Ma, soprattutto, dispiace da matti vedere le fratture che si stanno creando all'interno della società: Valverde che non vede la sconfitta come un disastro, mentre il presidente Lamikiz sostiene che è stata una disfatta; la società che iscrive la squadra all'Intertoto senza il consenso del mister; il mister stesso ed Ezquerro che tergiversano e non si decidono a rinnovare il contratto. Segnali di tensione assolutamente non incoraggianti. L'unico modo per vedere il bicchiere mezzo pieno è considerare che la UEFA era oggettivamente la competizione più sacrificabile e che era impensabile giungere fino in fondo in Europa, nella Liga e in Coppa del Re con risultati positivi; magra consolazione, però adesso tecnico e giocatori potranno concentrarsi al meglio su campionato e Copa, per inseguire, come vuole Lamikiz, la Champion's e il titolo nella coppa nazionale. Per tornare al match con l'Austria Vienna, i Leoni si sono meritati l'eliminazione a fronte di una condotta di gara distratta, come se la qualificazione fosse scontata; il gol di Yeste al 20', su calcio di rigore dubbio (il fallo di mano è sembrato fuori area), ha ulteriormente rafforzato le convinzioni dei giocatori, che hanno finito per beccare due gol da polli su altrettante "disattenzioni" difensive capitalizzate al meglio dal ceco Sionko; in situazioni del genere, penso ad Aitor Ocio, prodotto del vivaio rojiblanco che gioca titolare nel Siviglia terzo in classifica, e mi sento veramente male. Inspiegabili i cambi di Valverde, che al 70', con due gol da segnare per qualificarsi, invece di mettere tre o quattro punte ha inserito Tiko per Gurpegi e Llorente per Ezquerro (perchè togliere Santi?): sarebbe stato meglio osare, tanto la partita era già compromessa. Da segnalare l'assoluta inciviltà dei tifosi austriaci, che hanno spaccato 300 seggiolini della Preferencia Norte e li hanno scagliati sul pubblico basco: complimenti vivissimi.

Lafuente (portiere di coppa) e Del Horno osservano impotenti il pallone dell'1-2 che si infila in rete: l'Athletic è fuori dalla UEFA. (foto As)