Euskal Herria



sabato, maggio 28, 2005

 

La catena del momento (grazie Goiko...).

1. Volume totale dei file musicali nel mio HD

900 mega 

2. Ultimo CD che ho comprato

Boh, saranno cent'anni che non compro un cd...credo Tuttipazzi 1983-1992 dei Negazione

3. Canzone che sta suonando ora

Crawling dei Linkin Park

4. Cinque canzoni che ascolto spesso

Brain stew - Green Day, Two timing touch and broken bones - Hives, Abitudine - Subsonica, Moka - Linea 77, Cigaro - System of a Down  

5. Cinque blogger a cui passo il testimone

Ormai l'hanno fatto tutti questo test...lo giro a chi passa di qui e ha voglia di perdere 2 minuti.

postato da Edo14 | 15:25 | commenti



venerdì, maggio 27, 2005

 

Quando il premier spagnolo Zapatero, circa una settimana fa, aveva annunciato di voler intraprendere la strada del dialogo per risolvere il problema basco, in molti avevano intravisto una possibile soluzione pacifica del conflitto. Sono bastati pochi giorni per far ricredere anche i più incalliti ottimisti. Prima le bombe di ETA, a segnalare il rifiuto verso il “deponete le armi” che era stato indicato da Zapatero come prima condizione per una trattativa; quindi l’arresto di Arnaldo Otegi, portavoce e figura carismatica di Batasuna, il partito dell’estrema sinistra indipendentista dichiarato fuorilegge due anni fa a causa di presunte connivenze col terrorismo. Otegi era stato convocato ieri a Madrid dal giudice Fernando Grande-Marlaska per deporre in merito ai finanziamenti ottenuti da ETA attraverso le “herriko tabernas”, i locali culturali della sinistra basca equiparabili ai circoli ARCI nostrani; dopo la testimonianza, durata quasi tre ore, il leader batasunista era uscito dal tribunale in manette per essere condotto in carcere con l’accusa di appartenenza ad ETA. I legali di Otegi hanno depositato oggi gli avalli bancari per la cauzione di 400.000 fissata dal giudice e il politico basco dovrebbe essere scarcerato in giornata. La tensione per questo arresto, tuttavia, è in continua ascesa. Il quotidiano Gara, una delle voci più autorevoli del Paese Basco, ha scritto che la regione si trova in un vero e proprio stato di emergenza. Mentre la gente manifestava nelle piazze, due bombe esplose a mezzogiorno hanno danneggiato seriamente la stazione di Barakaldo, cittadina distante 10 km da Bilbao; sebbene l’attentato non sia stato rivendicato, la firma sembra quella di ETA, che solo mercoledì scorso aveva provocato 52 feriti e ingenti distruzioni con un’autobomba piazzata a Madrid. Joseba Permach, importante membro di Batasuna, ha dichiarato che l’arresto di Otegi è totalmente discordante con le parole concilianti di Zapatero e rappresenta perciò un attacco diretto al processo di pace e alla soluzione democratica del conflitto basco-spagnolo. Parole dure, durissime, che gettano nella disperazione coloro che avevano creduto di poter iniziare un dialogo reale tra le parti, che, ricordiamolo, sono in guerra dai tempi del franchismo. EHAK, il partito comunista erede di Batasuna, da parte sua continua a non condannare gli attentati terroristici, alimentando il sospetto di forti legami con ETA. Una soluzione politica del conflitto torna ad essere una chimera.

postato da Edo14 | 16:56 | commenti



mercoledì, maggio 25, 2005

 

WHY?

Queste ed altre foto si trovano sul sito di Eitb24.com.

postato da Edo14 | 14:23 | commenti

 

MADRID - Trentacinque tra feriti leggeri (otto) e contusi è il nuovo bilancio provvisorio dell'autobomba dell'Eta esplosa oggi alla periferia nord di Madrid. Secondo i dati dei servizi di assistenza medica del comune di Madrid, citati da Europa Press, quattro persone sono state ricoverate, ma di queste solo una versa in condizioni relativamente gravi. Il ministro dell'interno spagnolo Jose' Antonio Alonso ha reso noto che nel furgoncino fatto esplodere oggi c'erano fra i 18 e i 20 chilogrammi di esplosivo e che l'ordigno era quindi ''potente''.

ZAPATERO CONTRO IL TERRORE
L'autobomba, preannunciata al giornale basco Gara a nome dell'Eta, è esplosa stamane alla periferia nordorientale di Madrid facendo 25 feriti o contusi, di cui uno ricoverato, e spingendo il premier Josè Luis Rodriguez Zapatero a ribadire l'impegno a ''combattere e farla finita col terrorismo''.

L'esplosivo, che rappresenta un siluro contro la strategia di dialogo con l'Eta voluta dal governo, era contenuto in due zainetti all'interno di un furgoncino Renault rubato e posteggiato nei pressi di un concessionario Opel nel quartiere di San Blas, ed è detonato intorno alle 09:30. Venticinque persone sono rimaste leggermente ferite alle mani e al volto; un passante è rimasto travolto, riportando una forte contusione al torace, dall'onda d'urto dell'esplosione che è stata violenta ed ha causato un'alta nube nera poi dissoltasi. L'uomo è stato ricoverato in ospedale. Consistenti i danni materiali.

Al momento della detonazione la zona era già stata evacuata e cordonata dalla polizia avvisata dal quotidiano che aveva ricevuto la telefonata di avvertimento con un anticipo di 45 minuti.

Si tratta della seconda autobomba fatta esplodere dall'Eta nella capitale spagnola dopo quella che nel febbraio scorso aveva causato numerosi feriti davanti ad una zona fieristica alla periferia della città poco prima dell'arrivo di re Juan Carlos e del presidente messicano Vicente Fox per una inaugurazione.

La bomba è la sesta attribuita ai separatisti baschi dopo la risoluzione socialista che dà mandato al governo di dialogare con l'Eta - che nei mesi scorsi si era detta pronta a ciò - se questa abbandonerà la strada della violenza. Le precedenti bombe a basso potenziale erano esplose nel Paese Basco. La strategia socialista nei confronti dell'Eta, duramente respinta dal Pp ha di fatto portato a una rottura del 'patto antiterroristico' fra questo partito e il Psoe creata sotto il governo di Josè Maria Aznar e ha spinto il leader dell'opposizione Mariano Rajoy ad accusare Zapatero di ''tradire i morti'' del terrorismo.

I media hanno negli ultimi giorni parlato di contatti già esistenti fra Eta e governo e in particolare di una lettera inviata dagli indipendentisti a Zapatero lo scorso anno, nella quale gli offriva condizioni per il negoziato. La Moncloa ha smentito la cosa, ma il Pp continua a ritenere che l'esecutivo socialista menta. In questo clima si sono inseriti gli arresti di esponenti dell'Eta in Francia, violente dichiarazioni contro il partito fuorilegge Batasuna da parte dei ministri della difesa e della giustizia e la convocazione del leader di Batasuna Arnaldo Otegi oggi come imputato per partecipazione a banda armata davanti alla Audiencia Nacional a Madrid. Batasuna, considerata ala politica dell'Eta, ha commentato questi fatti affermando che non vanno nella direzione del negoziato.

Zapatero, parlando davanti al senato, ha sottolineato che l'unica cosa che resta da fare all'Eta è ''abbandonare le armi e sciogliersi''. Il premier ha ringraziato il partito Popolare (Pp), all'opposizione, il cui portavoce Pio Garcia Escudero gli ha espresso solidarietà e appoggio nella lotta antiterroristica. Escudero ha però sottolineato che questo nuovo attentato ''non sembra un desiderio di negoziato (da parte dell'Eta) se non piuttosto un tentativo di esercitare pressione''. Il Psoe ha risposto chiedendo l'unità di tutte le forze politiche, affermando che l'Eta non otterrà nulla con la violenza.

Secondo il leader di Izquierda Unida, Gasopar Llamazares, l'Eta non può voler ''dialogare e compiere attentati'' allo stesso tempo.

© Copyright ANSA Tutti i diritti riservati

Non ho nemmeno più un commento da fare. Basta, finitela, gettate le armi, anzi mettetevele dove dico io. Pace, per pietà.

postato da Edo14 | 14:17 | commenti



lunedì, maggio 23, 2005

 

Pace? ETA dice no (e accidenti a loro).

Una bomba firmata ETA è esplosa ieri mattina vicino alla casa di un uomo d'affari basco nella cittadina litoranea di Zarautz (presso Donostia-San Sebastian), fortunatamente senza provocare feriti. La bomba ha danneggiato il muro che separa la casa dalle rotaie della ferrovia e nessun componente della famiglia è stato colpito. Una seconda bomba, poi, è stata disinnescata in un parco della stessa Zarautz. Alle 3 di mattina una persona rimasta anonima ha telefonato alla polizia basca ed ha segnalato una scatola sospetta nel parco di Muntxo. La bomba era vicino ad una panchina e il visitatore gli ha dato dei calci, ha sentito un ronzio all'interno ed ha deciso di telefonare alla polizia. L'Ertzaintza ha isolato la zona e la squadra degli artificieri ha disattivato la bomba. Il dispositivo disinnescato consisteva di 2 chilogrammi di esplosivo, di un temporizzatore e di un detonatore rinforzati da esplosivo al plastico ed era stato predisposto per esplodere alle 5.30 di mattina. E' la seconda volta in otto giorni che ETA mette bombe in relazione alla "tassa rivoluzionaria", una forma di estorsione contro i commercianti nel paese basco effettuata, almeno secondo i terroristi, a scopo di autofinanziamento. Questi attentati sono la risposta all'offerta del governo di tenere colloqui con ETA, a patto che essa rinunci alla violenza e deponga le armi. Non ho davvero commenti da fare, sono abbastanza depresso per l'idiozia di questa gente. Amen. 

postato da Edo14 | 11:50 | commenti

 


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