mercoledì, marzo 30, 2005
Al ritorno dalle vacanzine di Pasqua, sono stato accolto da una notizia pessima che non fa che confermare il mio scetticismo sulla reale volontà degli spagnoli di instaurare un dialogo con la più vera classe politica basca. Aukera Gutziak, il nuovo partito della sinistra nazionalista, non potrà partecipare alle elezioni regionali del 17 aprile, visto che la Corte Suprema ha cancellato d'ufficio la candidatura della lista. Il motivo è sempre quella: AG è accusata (ma che accusa sarebbe, poi?) di essere la riedizione del fu Batasuna e, quindi, di avere le stesse connivenze con ETA. In base a questo ragionamento, non sarà quindi più possibile vedere un partito nazionalista di sinistra in Euskadi, visto che per Madrid vale l'equazione abertzale (sinistra)=batasunista=etarra. I responsabili del partito hanno presentato ricorso, ma al 90% hanno già perso anche quello. Non ho parole, tutto ciò a casa mia si chiama repressione politica, per gli spagnoli invece è giustizia.
Ho letto una bella notizia su gazzetta.it e voglio riportarla, perchè mi ha sinceramente commosso. L'altro giorno Israele giocava contro Eire una gara valida per le qualificazioni mondiali, al 91' il risultato era di 1-0 per gli irlandesi. Abbas Suan, 29 anni, arabo israeliano, ha segnato il gol del pareggio che lascia Israele in testa al girone 4, a pari punti con Irlanda e Francia. A fine partita, Suan ha detto: " Visto quanto era successo a Gerusalemme (Suan venne fischiato durante l'amichevole con la Croazia dagli ultras del Beitar, nazionalisti ebrei), sabato a Tel Aviv mi ha fatto effetto sentire quarantamila persone invocare il mio nome. Dedico il gol a ogni cittadino israeliano. E’ tempo di smetterla, non dobbiamo più distinguere tra ebrei e arabi, siamo un unico popolo. Penso che persone come me, Walid Badir e Abed Rabah (gli altri due arabi della selezione, ndr) siano il migliore esempio di convivenza fra ebrei e musulmani e costituiscano l’auspicio di un futuro migliore". Abbas Suan gioca nel Sakhnin, club piccolissimo, molto povero e formato in prevalenza da arabi israeliani (ma anche da un cristiano, il brasiliano Gavriel Lima, da ebrei e da due musulmani africani), capace di battere lo scorso anno l'Hapoel Haifa in finale di coppa col punteggio di 4-1. "Il venerdì - raccontano a Sakhnin - Abbas Suan e gli altri giocatori arabi vanno a pregare alla moschea e gli israeliani entrano in sinagoga. Siamo osservanti di religioni diverse, però pensiamo tutti alla stessa cosa, la pace". E' un'altra di quelle storie straordinarie che solo lo sport è capace di raccontare.

L'1-1 di Abbas Suan: molto più di un semplice gol. (foto Reuters, da www.gazzetta.it)
Kaixo a tutti! Ritornato a casa per le vacanze di Pasqua, approfitto del tempo libero per aggiornare il blog, fermo da troppo tempo. In sottofondo adesso ho i Linea 77, ve lo dico perchè vi consiglio di ascoltarli se ancora non lo fate (grandi testi, bella musica).
In vista delle elezioni. In EH si è formata una nuova lista per le prossime consultazioni elettorali. Da quel poco che ho capito sui vari siti di informazione, "Aukera Gutziak" (questo il nome, che dovrebbe significare Tutte le Opzioni) è una lista che non si candida ad erede di Batasuna, ma si propone come una via alternativa al dialogo con Madrid. Un dialogo che rischia seriamente di finire prima di cominciare davvero, visto che il "democraticissimo" governo del guru dei progressisti italioti, Zapatero, in un paio di giorni è già riuscito ad ordinare alla polizia di scoprire eventuali legami tra la nuova formazione, Batasuna ed ETA; legami che, a detta dei poliziotti, ci sarebbero eccome, vsto che il 4% dei firmatari in favore di Aukera avrebbero trascorsi "pericolosi". Tali trscorsi, in realtà, non sono altro che la partecipazione di queste persone alla "kale borroka", ovvero alla lotta di strada, che spesso si scatena durante le manifestazioni più calde. In pratica, Zapatero e co. stanno accusando Aukera di legami con ETA, e quindi di illegalità, perchè il 4% (!) dei suoi sostenitori ha partecipato a degli scontri di piazza con la polizia. Ci sarebbe da ridere se la cosa non fosse così seria. Il tentativo di delegitimazzione operato dal governo di Madrid nei confronti di una lista appena nata è evidente e perciò ancora più scandaloso: e poi vengono a parlare di collaborazione e di maggior attivismo politico nei Paesi Baschi! Schifosi, dovrebbero solo vergognarsi. Se in Italia applicassimo il medesimo criterio ai partiti attuali, quanti ne sparirebbero? O forse qualcuno si è scordato dei trascorsi "picchiatori" di gente come Storace e La Russa, tanto per fare due nomi di destra (ma anche a sinistra c'è chi partecipa o ha partecipato, in gioventù, a manifestazioni e scontri con la polizia). Un'altra prova che la Spagna democratica è un'utopia di chi ha troppi amici a Madrid.

(Eitb24)
Athletic. Dopo due sconfitte consecutive (0-2 a Barcellona e 1-2 scandaloso in casa col Getafe), i Leoni di Bilbao sono tornati a ruggire contro il Levante, schiantato al San Mamés con il punteggio di 3-1. Gara dominata dai biancorossi, che hanno rischiato seriamente solo dopo l'1-0 a causa del classico rilassamento che continua a colpire questa squadra quando va in vantaggio. Da segnalare la doppietta di Fernando Lllorente, che ha segnato i primi gol in Liga, l'11° centro stagionale di un fantastico Isma Urzaiz e i 90' in panchina di capitan Guerrero. Con l'infortunio di Yeste pensavo, e speravo, che Valverde decidesse di utilizzare di più il numero 8, ma Txingurri si è inventato ogni tipo di soluzione (Jonan titolare, Ezquerro trequartista centrale, Tiko dietro Isma dopo due stagioni giocate da mediano puro) pur di non mettere Julen, nonostante una forma apprezzabile mostrata dal giocatore contro Malaga e Albacete. Ostracismo? Antipatia? Ordini superiori? Non so. Ma sicuramente so che non sarò tra coloro che si dispiaceranno per l'addio di Valverde. Anzi, io non vedo l'ora che se ne vada, perchè come allenatore è molto bravo, ma il modo in cui tratta una bandiera come Julen non riesco proprio a digerirlo.
Fernando Llorente scocca il destro che regala il primo vantaggio all'Athletic: è il primo gol nella Liga per il giovane centravanti biancorosso, e spero proprio che sia solo l'inizio di una lunga serie. Aupa Nando! (foto As)
Il Centenario.

Julen Guerrero esulta dopo aver segnato il gol del 3-1 contro l'Albacete, centesima rete in Liga con la camiseta rojiblanca: sotto la casacca della squadra, una maglietta con un cuore rosso e la scritta "100 Athletic". Grazie per tutte le emozioni che ci hai regalato, Capitano! (foto As)
Valverde se ne va.
La notizia era nell'aria e io, nel post precedente, avevo già riferito dei contrasti interni tra Ernesto Valverde, coach dell'Athletic, e la dirigenza capitanata dal presidente Lamikiz. L'annuncio ufficiale è arrivato l'altro ieri: Valverde guiderà la squadra fino a giugno e quindi rassegnerà le proprie dimissioni. La conferenza stampa congiunta mister-presidente ha cercato di mostrare l'esistenza di un buon rapporto tra le parti e la versione ufficiale parla di mancanza di energie da parte di Valverde, che ha ribadito di non avere accettato offerte da altre squadre e di non essere in contrasto con Lamikiz per questioni monetarie; da parte sua, il presidente ha elogiato Txingurri, dicendo di ritenerlo il miglior allenatore possibile, e ha fatto intendere di volerlo convincere a ripensarci. Sinceramente, mi sembrano un mucchio di cazzate. Penso che Valverde a settembre allenerà una grande squadra e percepirà uno stipendio nettamente maggiore, così come credo che Lamikiz si sceglierà un allenatore gradito (Valverde se l'è trovato) e in linea con i suoi desideri, mentre Txingurri aveva manifestato più volte alcune perplessità rigurado a certe scelte societarie (come, ad esempio, l'iscrizione all'Intertoto). Per il dopo-Valverde impazza il totoallenatore: oggi "Marca", il maggior quotidiano sportivo spagnolo, rivela l'interessamento del club per Michael Laudrup, mentre ieri era girata una voce importante riguardo a Mendilibar, allenatore dell'Eibar, rivelazione della Segunda Division. Si fanno inoltre i nomi di Irureta, Manè e Lotina, tutti tecnici baschi molto preparati. A me piacerebbe moltissimo vedere in panchina Jabo Irureta, o magari il buon vecchio Clemente; di sicuro, quello che preferisco di meno è Laudrup, che ha l'aggravante di essere un ex madridista. Un in bocca al lupo a Valverde per il prosieguo della carriera, anche se, come chi legge il blog sa, non mi è mai rimasto troppo simpatico.
Askatasuna.
L'associazione in difesa dei diritti dei prigionieri politici baschi ha indetto ieri una manifestazione sul problema, sempre attuale, della dispersione degli incarcerati nelle prigioni spagnole, condizione che li tiene lontani da casa e dai familiari. Lo slogan "Euskal presoak Euskal herrira" (prigionieri baschi nei Paesi Baschi) è stato scandito dalle migliaia di persone delle sette capitali basche che hanno risposto alla chiamata di Askatasuna, la quale ha invitato il governo spagnolo ad un gesto di civiltà e ha richiamato quello basco ad un maggiore impegno per sollecitare la risoluzione del problema. La manifestazione è stata dedicata alla memoria di Juanjo Urrutia, rifugiato da 15 anni in Uruguay e morto martedì scorso. Molte persone si sorprenderebbero nel conoscere le storie di confinati e rifugiati baschi; quando avrò un pò di tempo, ne parlerò.

(foto Eitb24)
Addio alla UEFA.
Caro Simone, rispondo al tuo commento con un intero post. Nemmeno io sono riuscito a capacitarmi di questa eliminazione, ma purtroppo quest'anno va così: una domenica i ragazzi fanno l'impresa (vittoria al Bernabeu dopo 6 anni), la domenica successiva fanno la frittata, in questo caso perdendo in casa da una formazione rispettabilissima, però tutt'altro che irresistibile. Questo è il calcio, bellezza. Isma Urzaiz, uno che di partite ne ha giocate a centinaia, ha detto che l'Athletic è senza dubbio superiore agli austriaci, ma che il calcio è uno sport e in quanto tale non è esatto: basta un errore (e i Leoni ne hanno commessi anche troppi) per perdere, magari dopo un'imbattibilità casalinga in Europa che durava da 30 anni. Dispiace essere usciti così, dopo aver eliminato i forti turchi del Trabzonspor al primo turno, dopo aver passato il girone con la perla del 7-1 allo Standard Liegi (vittoria in assoluto più larga dei biancorossi in una competizione europea), dopo lo 0-0 di Vienna, al termine di una partita dominata, che lasciava presagire ben altra gara di ritorno. Dispiace uscire anche perchè, nel prossimo turno, ci sarebbe stata la sfida con il Saragozza, un'altra compagine non trascendentale. Ma, soprattutto, dispiace da matti vedere le fratture che si stanno creando all'interno della società: Valverde che non vede la sconfitta come un disastro, mentre il presidente Lamikiz sostiene che è stata una disfatta; la società che iscrive la squadra all'Intertoto senza il consenso del mister; il mister stesso ed Ezquerro che tergiversano e non si decidono a rinnovare il contratto. Segnali di tensione assolutamente non incoraggianti. L'unico modo per vedere il bicchiere mezzo pieno è considerare che la UEFA era oggettivamente la competizione più sacrificabile e che era impensabile giungere fino in fondo in Europa, nella Liga e in Coppa del Re con risultati positivi; magra consolazione, però adesso tecnico e giocatori potranno concentrarsi al meglio su campionato e Copa, per inseguire, come vuole Lamikiz, la Champion's e il titolo nella coppa nazionale. Per tornare al match con l'Austria Vienna, i Leoni si sono meritati l'eliminazione a fronte di una condotta di gara distratta, come se la qualificazione fosse scontata; il gol di Yeste al 20', su calcio di rigore dubbio (il fallo di mano è sembrato fuori area), ha ulteriormente rafforzato le convinzioni dei giocatori, che hanno finito per beccare due gol da polli su altrettante "disattenzioni" difensive capitalizzate al meglio dal ceco Sionko; in situazioni del genere, penso ad Aitor Ocio, prodotto del vivaio rojiblanco che gioca titolare nel Siviglia terzo in classifica, e mi sento veramente male. Inspiegabili i cambi di Valverde, che al 70', con due gol da segnare per qualificarsi, invece di mettere tre o quattro punte ha inserito Tiko per Gurpegi e Llorente per Ezquerro (perchè togliere Santi?): sarebbe stato meglio osare, tanto la partita era già compromessa. Da segnalare l'assoluta inciviltà dei tifosi austriaci, che hanno spaccato 300 seggiolini della Preferencia Norte e li hanno scagliati sul pubblico basco: complimenti vivissimi.

Lafuente (portiere di coppa) e Del Horno osservano impotenti il pallone dell'1-2 che si infila in rete: l'Athletic è fuori dalla UEFA. (foto As)
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