Euskal Herria



lunedì, febbraio 21, 2005

 

Un trionfo atteso sei anni.

Era dal novembre del 1999 che l'Athletic Bilbao non vinceva al Bernabeu. Nel 1999 andavo in quarta superiore, ero all'inizio della mia storia d'amore più lunga e importante e, soprattutto, cominciavo a simpatizzare per una squadra della Liga con la maglia biancorossa. Sabato sera i Leoni sono stati grandissimi, a cominciare dall'atteggiamento tattico. A inizio stagione ho criticato spesso Ernesto Valverde, tecnico che non amo, però non ho alcun problema ad ammettere che adesso ha trovato i giusti correttivi ai suoi errori precedenti e sta azzeccando tutto, anzi ne sono felice. Il 4-2-3-1 classico che Txingurri usa in casa diventa, in trasferta, un 4-4-2 molto coperto e ottimo per il contropiede veloce (Urzaiz sta in panchina e davanti giocano i due peperini Ezquerro ed Etxeberria); il Real, privo di molti titolari, ha affrontato i Leoni in manera sconsiderata ed è stato tagliato a fettine dalle sovrapposizioni e dalle rapidissime ripartenze dei ragazzi di Valverde. Il primo tempo, piuttosto noioso e privo di grandi occasioni, è stato segnato dal gol fantasma di Iraola: Andoni ha preso palla a centrocampo, ha visto Casillas fuori dai pali e da 45 metri ha fatto partire un tiro spettacolare, teso e potente, che ha superato il portiere merengue, ha colpito la parte inferiore della traversa ed è rimbalzato ben oltre la linea di porta prima di rientrare in campo. L'arbitro Delgado e il guardalinee non hanno visto, e pure io devo dire che, da casa, non avevo avuto l'impressione del gol, tale era la velocità del missile scagliato da Iraola. Quando ho visto le immagini ho pensato che il destino del match fosse segnato, perchè segnare al Bernabeu non è la cosa più semplice del mondo e se si mettono a rubare gol buoni è un dramma...ma non avevo fatto i conti con la garra dei Leoni. Nella ripresa i biancorossi hanno dominato e si sono portati giustamente sul 2-0. Quando sono entrati Raul, Zidane e Ronaldo era troppo tardi, e poi Aranzubia era in vena di miracoli. La serie positiva dell'Athletic si allunga a dieci partite, mentre quella di vittorie consecutive del Real si ferma a sette; il Barça scappa e io ne sono felicissimo.

Le mie pagelle sulla partita:

Aranzubia 7,5: inizio titubante, non trattiene un paio di palloni semplici e dà l'impressione di non essere in serata. Col passare dei minuti acquista sicurezza e nella ripresa si erge a protagonista con tre interventi da fenomeno: sullo 0-1, solo contro Figo, esce basso e toglie il pallone dai piedi del portoghese, respingendo poi il tiro seguente con un riflesso da gatto, quindi dice no a un destro da due metri di Zidane e ad un colpo di testa ravvicinato di Ronaldo. Stravince il duello con Casillas.

Murillo 6,5: schierato come terzino destro, spinge pochino ma annulla totalmente un cliente difficile come Solari. Buca, come al solito, un paio di palloni di testa, però gioca nel complesso una delle migliori partite della stagione.

Del Horno 7,5: quando Asier vede merengue è simile al toro con la muleta davanti: incazzato e travolgente. Domina la fascia di competenza, anche se palesa le tipiche incertezze in fase di contenimento, mette cross insidiosi in mezzo e si propone per la conclusione. Segna il primo gol con il suo classico inserimento di testa sul secondo palo: un gigante.

Luis Prieto 6,5: non è bello a vedersi ma è senza dubbio un difensore efficace. Davanti a Owen non si intimorisce e sfodera una partita da vero centrale basco, senza risparmiare botte e ardore.

Gurpegi 7: sono straordinarie la maturità e la duttilità tattica di questo ragazzo. Schierato in difesa come centrale, randella, corre per tre e non disdegna mai di spazzare la palla in curva; è un cuore biancorosso, sente il match e sfodera una prestazione superba. Fondamentale.

Iraola 8: hombre del partido. Si presenta con una sassata da 45 metri che beffa Casillas, ma siccome non gliela danno buona continua ad attaccare come un matto. Sulla destra semina scompiglio e ridicolizza l'inguardabile Raul Bravo; sfiora il gol con un pallonetto dopo una serpentina in area da urlo e, infine, raccoglie la meritata soddisfazione personale col piatto destro dello 0-2 (spiazzando peraltro Casillas). Questo ragazzo è un giocatore eccellente e, per nostra fortuna, ama l'Athletic: la mia speranza è di vederlo con la maglia zurigorria almeno per altri 10 anni.

Orbaiz 7,5: un altro elemento di caratura superiore. Mediano moderno, capace di impostare come di spezzare il gioco altrui, davanti alla coppia Beckham-Gravesen si erge a dominatore assoluto del centrocampo. Suo l'assist dello 0-1, ma soprattutto suoi un senso della posizione straordinario e la capacità rara di non sprecare un pallone. Vedendolo giocare sabato sera mi è venuta in menta la puntata di Controcampo di due settimane fa, nella quale Piccinini e soci lamentavano l'insostibiluità di Pirlo per il gioco milanista, ovviamente ritenendolo il milgior regista del mondo: si vede che non hanno mai visto giocare Pablo, che già due anni fa, prima del grave infortunio che lo ha tenuto fuori la scorsa stagione, era ritenuto da Saez il miglior mediano della Liga. Voi tenetevi Pirlo, io mi tengo stretto Orbaiz.

Tiko 6: sottotono, si vede poco e non dà un grandissimo apporto alla causa biancorossa. Un paio di tentativi da dimenticare sono stati la cosa più appariscente del suo match.

Yeste 7: inizia contratto, poi si rende conto della libertà assoluta di cui gode (d'altronde, Luxemburgo aveva detto di non aver alcuna paura dell'attacco dell'Athletic) e sfodera una prestazione da grande giocatore. In pratica, tutte le azioni offensive passano dal suo sapiente piedo sinistro, che raramente sbaglia un appoggio o un'apertura. Davanti ad Aragones, ct della Spagna, dimostra di essere il numero 10 più in forma della Liga. Un campione vero, speriamo che anche lui segua l'esempio dei senatori del club.

Etxeberria 5,5: brutta partita per il capitano. Fuori dal gioco e dal match, si mangia un gol fatto e sbaglia diversi contropiede interessanti. Peccato, ma non può sempre essere un'iradiddio.

Ezquerro 7: ha una tecnica mostruosa e non perde occasione per esibirla. Da solo traumatizza la coppia Helguera-Samuel e impreziosisce la sua prestazione con l'assist dello 0-2 ad Iraola. Uno degli amici con cui guardavo la partita è rimasto impressionato dalla sua bravura: questo è Santi, un giocatore poco pubblicizzato ma con due piedi difficili da trovare in qualsiasi altro campionato.

Lacruz 6: entra al posto di Tiko e dà sostanza alla difesa.

Solabarrieta e Casas s.v.

Valverde 8: imposta una partita tatticamente splendida e raccoglie i frutti del suo lavoro con una vittoria storica. Ha la fortuna di allenare un gruppo formato da giovani forti e attaccati alla maglia, ma ha anche un merito non da poco, quello di valorizzarli e di attingere con profitto dal vivaio. Anche l'era Clemente, quella degli ultimi due scudetti, iniziò così (e speriamo di non aver tirato la gufata!).

   

I gol di Del Horno e Iraola. (foto As)

Il Madrid è a terra e Andoni esulta: questa è la felicità. (foto Marca)

               

postato da Edo14 | 09:44 | commenti (6)



martedì, febbraio 08, 2005

 

Una storia romantica.

Sul giornale di oggi ho trovato una storia, la storia di un bandito e di un campione di calcio. Il giornalista abusava di parallelismi con la canzone di De Gregori e si rifugiava spesso in luoghi comuni, però questa vicenda mi ha colpito ugualmente. Immaginate un ragazzo, quello che vedete nella foto a destra; un pastore sardo trascinato in eventi più grandi di lui, costretto alla fuga, alla vita da randagio di una "Primula Rossa". E immaginate un altro giovanotto, un lumbard, chiuso e taciturno ma fenomenale con la palla tra i piedi, talmente fenomenale da trascinare il Cagliari ad uno storico scudetto. Il bandito è tifoso di quella squadra, una squadra che in quel momento simboleggia la voglia di riscatto di un'intera regione, un pò come l'Athletic per i baschi; per vedere all'opera quell'inimitabile attaccante, il fuggiasco si camuffa e sfida la polizia entrando allo stadio e tifando insieme a migliaia di altre persone. Quando viene beccato, tre giocatori di quel Cagliari vanno a salutarlo in tribunale; tutti, calciatori, allenatore e dirigenti, sapevano delle "visite" allo stadio del bandito. 40 anni in prigione, poi la grazia. E per prima cosa, il bandito manda un saluto al campione, che ringrazia commosso e lo invita a trovarlo. Un incontro che si concretizzerà fra pochi giorni. Una storia strana e commovente, che rimanda ad un calcio dal sapore antico. Una maglia come seconda pelle, la voglia di rappresentare qualcosa per qualcuno e non solo il desiderio di ingrassare il conto in banca, la passione per un gioco, per una squadra e per un bomber che arriva a mettere in pericolo la propria libertà. Sembra un film hollywoodiano, ma non lo è. E' la storia di Graziano Mesina e di Gigi Riva, la Primula Rossa e Rombo di Tuono.

Il gol di Riva in Vicenza-Cagliari 1-2 del 18 gennaio 1970: tutta una regione segue col fiato sospeso le imprese di una squadra che, attraverso un pallone, le sta restituendo dignità.

postato da Edo14 | 17:25 | commenti (8)



lunedì, febbraio 07, 2005

 

 Furto al Riazor.

 (As)

Capitan Etxebe, Gurpegi e Prieto protestano con il guardalinee, su segnalazione del quale l'arbitro Pino Zamorano ha fischiato all'86' un rigore più che dubbio in favore del Depor. Rigore trasformato da Tristan per l'1-1 finale, dopo che Orbaiz aveva portato in vantaggio i Leoni con un bolide da 30 metri ad inizio ripresa. Due punti rubati ai biancorossi, che si vendono ancora rimontati (per l'ennesima volta quest'anno) dopo il 2-2 di Valencia. Ci consoliamo con il raggiungimento della semifinale di Copa del Rey, ottenuta grazie alla vittoria per 1-0 a Valladolid (decide Yeste su rigore, che a onor del vero per me non c'era). Athletic in semifinale dopo diversi anni, in compagnia di Betis, Osasuna e una tra Atletico Madrid e Numancia; la Coppa in Spagna non è un torneo di terz'ordine come in Italia, dunque questo risultato è già molto buono. Anche se ci manca un trofeo da 20 anni e il desiderio di tornare a vincere si fa davvero bruciante... 

postato da Edo14 | 13:55 | commenti

 


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