lunedì, novembre 29, 2004
Athletic-Santander 3-0
Athletic Club: Pampín; Iraola, Murillo, Prieto, Casas; Orbaiz, Gurpegi (85' Bordas); Arriaga, Yeste (66' Tiko), Ezquerro; Urzaiz (77' Azkorra).
Racing de Santander: Aouate; Pedro López, Oriol, Moratón, Bertín, Regueiro; Parri, Anderson (63' Matabuena), Morán (63' Arizmendi); Banayoun, Javi Guerrero.
Reti: 7' Ezquerro, 25' Gurpegi, 63' Urzaiz.
Arbitro: Daudén Ibáñez (Colegio aragonés).
Note: i giocatori dell'Athletic sono entrati in campo indossando una maglietta bianca con la scritta "Gurpegi justicia", mentre i 32.000 del San Mamés esibivano cartelli col nome del navarro, intonando cori a suo favore. Tutto ciò per dare appoggio al giocatore nella nota vicenda doping.
L'annata a due facce dell'Athletic è proseguita contro una delle rivali storiche dei biancorossi, quel Racing Santander che molte volte è riuscito a violare il San Mamés. Sabato, invece, gli asturiani sono stati letteralmente spazzati via dai Leoni, scesi in campo con quella cattiveria agonistica che in casa non difetta ma spesso latita in trasferta. Eppure, la squadra di Valverde doveva sopperire a tre assenza importanti: Aranzubia squalificato (al suo posto il giovanissimo Pampín), Del Horno ed Etxeberria infortunati e sostituiti da Casas e Arriaga. Nonostante questi handicap evidenti, l'Athletic è sceso in campo determinato e dopo 7' è passato in vantaggio con Ezquerro, il cui delizioso tocco sotto porta ha confermato lo splendido stato di forma attuale del riojano. Al 25' Gurpegi, servito da una punizione millimetrica di Yeste, si è inserito in area e ha fatto secco di testa Aouate, facendo esplodere letteralmente lo stadio e chiudendo di fatto il match. Il Racing, inesistente, è stato dominato in lungo e in largo anche nella ripresa, impreziosita dall'ottavo gol stagionale di Urzaiz (mai partito così bene nella sua carriera e che, col colpo di testa di sabato, ha messo a segno lo stesso numero di gol totali dello scorso anno). Tre punti che ci volevano. Il problema principale, il rendimento esterno, resta; domenica a Siviglia, campo tradizionalmente difficile, l'occasione per invertire la rotta.

Il gol di Gurpegi: justicia por Carlos! (foto As)
sabato, novembre 27, 2004
Tristezza
Quando ho sentito la notizia, ieri a StudioSport, non volevo crederci. Dopo 106 anni immacolati, l'Athletic potrebbe ritrovarsi la macchia dello sponsor sulla sua gloriosa maglia. Il presidente Lamikiz, quasi a volersi giustificare, ha puntualizzato che il partner è il governo basco (pertanto la scritta sulla camiseta zurigorria sarebbe "Euskadi") e che la sponsorizzazione dovrebbe durare solo per le restanti due partite di coppa UEFA. Una marchetta da 350.000 euro. Dunque, per la misera somma di 700 milioni del vecchio conio, come direbbe Bonolis, il caro Lamikiz è pronto a buttare nel cesso una tradizione che inorgoglisce giustamente tutti i tifosi biancorossi, un motivo di vanto assoluto. Perchè? Questa storia non mi convince. Se il governo basco di Ibarretxe vuole pubblicità (ma per quale motivo, poi?), potrebbe pagare uno striscione con cui far entrare in campo i giocatori, insomma fare qualcosa di alternativo. La somma che verrà data al club è bassissima e non basta neppure a pagare un mese di stipendi ai ragazzi della squadra B, quindi io sento odore di intrallazzo politico, anche se spero di sbagliarmi. Prima di vedere lo sponsor sulla maglia, preferisco fare una colletta tra i tifosi, o magari provare a mandare Lamikiz da Bonolis per vedere se vince 500.000 euro, che sono anche più di quello promessogli dal governo basco. A questo punto non resta che sperare nell'UEFA, che per ora ha bocciato la richiesta dell'Athletic, giunta fuori tempo massimo. Inatnto, a conferma che le disgrazie non arrivano mai sole, la disciplnare ha confermato la squalifica di 2 anni nei confronti di Gurpegi, che potrà comunque continuare a giocare fino all'appello. Ho già parlato in un vecchio post della questione di Carlos, che, nonostante sembri avere un livello alto naturale di norandosterone, è stato squalificato con una durezza esemplare (a Pep Guardiola dettero 4 mesi, quando era nel Barcellona). Solo un miracolo può evitare all'Athletic di perdere uno dei suoi giocatori migliori e più attaccati alla maglia. Questa stagione è nata male e sta continuando sempre peggio...

Non mollare Carlos!
mercoledì, novembre 24, 2004
Orain Herria, Orain Bakea.
Nei giorni scorsi, quando il mio pc era bloccato dal virus, il leader di Batasuna Arnaldo Otegi ha formulato una proposta al governo spagnolo intitolata Orain Herria, Orain Bakea. Ho trovato il testo integrale in castigliano e ho chiesto al mio amico Emi di riportarmi le linee generali del documento, per poi poterle scrivere qui. Ecco cosa mi ha risposto:
"Ciao Edo...ho letto l'articolo di Otegi. Non dice molto secondo me, fa un excursus politico della situazione dal '70 al 2004. Attacca decisamente il PNV e la sinistra radicale per la situazione politica caotica di Euskadi. Attacca il governo spagnolo perchè ha risposto alla tregua di ETA con l'inasprimento del conflitto e lo scioglimento di Batasuna. Adesso propone due punti fondamentali: il dialogo con la popolazione e lo spostamento del conflitto dalla strada al tavolo delle trattative, chiedendo anche un dialogo da parte dei governi spagnolo e francese per la smilitarizzazione e il trattamento dei prigionieri. Nulla di nuovo...".
Beh, devo dire che sono rimasto piuttosto deluso. Viste le molte reazioni suscitate dalla proposta di Otegi, pensavo e speravo che i contenuti fossero decisamente più originali e, se mi passate la ripetizione, propositivi. Invece questo documento non sposta il dialogo nemmeno di un millimetro in avanti. E' un'occasione persa, peccato...
PS Orain Herria, Orain Bakea significa Ora noi (popolo basco), ora la pace (ringrazio ancora Emi per la traduzione dall'euskera).
Giocatori baschi (3).
Asier Riesgo Unamuno.

Nato a Deba il 06/10/1983. Portiere in forza alla Real Sociedad, 185 cm per 70 kg, è con tutta probabilità il miglior interprete basco del ruolo alle spalle di Aranzubia. Alto quanto basta, fisicamente asciutto, è molto reattivo tra i pali e discreto nelle uscite; è dotato di una buona personalità e per questo motivo alla Real il futuro sembra suo. Dopo aver svolto la trafila di rito nelle giovanili, due anni fa venne ceduto all'Eibar, club che spesso serve da palestra ai giocatori donostiarri; l'infortunio di Westerveld, lo scorso marzo, convinse i dirigenti a richiamarlo in fretta. Potrebbe essere il secondo ideale di Aranzubia, in quanto si tratta di un portiere davvero valido, in grado di dare sicurezza alla squadra (non come Lafuente); vista la sua bravura, però, difficilmente accetterebbe di trasferirisi in un club per essere solo il dodicesimo. Nel derby di domenica scorsa ha preso due gol su cui poteva fare ben poco e ha sventato un paio di conclusioni insidiose, suscitando nel complesso una discreta impressione.
lunedì, novembre 22, 2004
Real Sociedad-Athletic Bilbao 3-2
Real Sociedad: Riesgo; López Rekarte, Labaka, Luiz Alberto, Garrido; Alkiza, Aranburu, Karpin, Gabilondo (78' Rossato); Nihat (88' Arteta), Kovacevic.
Athletic de Bilbao: Aranzubia; Del Horno, Prieto, Karanka, Iraola (80' Arriaga); Tiko, Gurpegi; Ezquerro (62' Pampín), Etxeberria (72' César),Yeste; Urzaiz.
Reti: 39' Ezquerro, 42' Urzaiz, 60' e 67' Nihat, 73' Gabilondo.
Arbitro: Megia Dávila (Madrid).
Note: espulso al 61' Aranzubia (A) per fallo da ultimo uomo su Kovacevic.
Ennesima rimonta subìta dall'Athletic, ennesima sconfitta in trasferta, ennesima partita buttata via. In vantaggio per 2-0 al 45', la squadra di Valverde è rimasta negli spogliatoi e ha finito per perdere il derby basco di fronte a una delle più brutte Real Sociedad degli ultimi anni. Alla fine dirò quali sono stati, a parer mio, i motivi della sconfitta; prima, la cronaca. Primo tempo inguardabile per 30': squadre nervose, troppe pallonate a casaccio, uomini di punta con le polveri bagnate. Nell'Athletic il più ispirato sembra Ezquerro, sempre nel vivo del gioco, mentre si capisce subito che Yeste non è in giornata. Al 33' la Real Sociedad, fin lì migliore, sfiora il gol con Nihat, che, lanciato da Kovacevic davanti ad Aranzubia, prende la mira ma spara a lato di molto. Passa 1 minuto e l'Athletic sembra sul punto di capitolare: Karanka non chiude su Karpin che crossa, la palla ballonzola in area finchè Kovacevic non la fa sua, scarta Dani e appoggia. Sembra gol, ma Gurpegi si supera ribattendo sulla linea. In chiusura di tempo, incredibilmente, passa in vantaggio l'Athletic, che fino al 39' non aveva mai impensierito Riesgo. Il merito è tutto di Ezquerro, che semina un paio di avversari, umilia con una finta in area Labaka e supera il portiere avversario con un tocco sotto. La Real accusa il colpo e capitola nuovamente dopo 3', quando Urzaiz spedisce al volo di piatto un assist millimetrico del sempre bravissimo Iraola. Centesimo gol in maglia biancorossa per Isma, un grande. Si va al riposo con la sensazione che la partita sia saldamente nelle mani dell'Athletic, che in apertura di ripresa potrebbe segnare il 3-0: stavolta Ezquerro fa tutto bene fino al tiro, centrale, e quindi fallisce la ribattuta spedendo alto di testa, a porta completamente sguarnita. Lo scampato pericolo rinvigorisce i donostiarri, che si buttano avanti e trovano un alleato insospettabile: Aitor Karanka. Il centrale dell'Athletic, fin lì discreto nonostante un paio di incertezze, perde completamente la testa e al 60' commette un errore da terza categoria. Kovacevic è in area, spostato sulla sinistra dove non può fare nulla; Karanka lo affianca e poi, all'improvviso, si butta in scivolata senza che il serbo abbia accennato la finta. Darko ringrazia, lo salta e mette in mezzo per l'1-2 di Nihat. La solita paura di essere rimonatati invade i Leoni, che in pratica spariscono dal match. Al 62' Alkiza lancia Kovacevic, Karanka è in ritardo palese e Aranzubia non può far altro che stendere il serbo: rosso diretto, Valverde toglie Ezquerro (una scelta assurda visto l'impresentabile Yeste di ieri) ed inserisce il terzo portiere Pampín (Lafuente è infortunato). 5 minuti dopo è già 2-2: Nihat scatta su lancio in area, Karanka è ovviamente in ritardo e il ragazzino in porta non può far nulla. Doppietta per il turco, fino a ieri fermo a quota 1 gol in classifica cannonieri. La Real crede nel sorpasso e Valverde le facilita il compito: invece di tenere alta la squadra, toglie Etxeberria (comunque insufficiente) per un difensore, César. La mossa catenacciara di Txingurri viene puntualmente punita un minuto dopo: cross da destra dell'ottimo Karpin, Gabilondo stacca e insacca con la complicità di Pampín, in netto ritardo. Valverde aspetta altri 7 minuti per mettere una punta, Arriaga, e l'Athletic non crea più nulla, tranne un colpo di testa fuori di Del Horno e un paio di tentativi disperati di Tiko. Triplice fischio, tutti a casa, sconfitta incredibile per 3 a 2. Le colpe? In primo luogo di Karanka, che ormai è davvero impresentabile a certi livelli; in secondo luogo, di chi mette Karanka in campo (meglio Gurpegi come difensore) e di chi opera delle scelte assurde, e si parla della stessa persona: Valverde. Yeste, inguardabile, in campo tutta la partita; Ezquerro, ispiratissimo, fuori dopo 60'; via Etxebe per un difensore; Arriaga dentro troppo tardi; Azkorra in panchina; Guerrero a casa. 12 punti in 12 partite, un solo punto sopra la zona retrocessione; è troppo poco per chiedere che a casa resti Valverde?

Un grande Santi Ezquerro non è bastato per vincere un derby già nostro (foto Marca).
venerdì, novembre 19, 2004
Giocatori baschi (2).
Oskitz Estefania Gil.

Nato a Pasaia, Gipuzkoa, il 12/10/1986. Trequartista o seconda punta in forza alla Real Sociedad, 168 cm per 65 kg, è la grande promessa non solo del calcio basco, ma anche di quello spagnolo. Veloce, minuto, è dotato di grandissima tecnica, a cui abbina un'ottima visione di gioco e una naturale predisposizione all'assist per i compagni. La sua precoce carriera si svolge da sempre nelle fila della Real, club che lo prelevò in giovanissima età dal Pasaia; nel 2002 il debutto con la formazione B, con la quale ha finora disputato 56 partite e segnato 12 gol, quindi, nel dicembre 2003, l'esordio in prima squadra in Coppa del Re. Nell'ultima giornata della scorsa stagione Oskitz ha debuttato in Liga (Real Madrid-Real Sociedad 1-4), mentre quest'anno conta già tre presenze. In totale, ha giocato 6 partite e segnato 2 gol con la maglia biancoblu. E' nel giro delle nazionali giovanili e può vantare un secondo posto agli ultimi Mondiali under 17. Insieme a Cesc Fabregas e Iniesta rappresenta il futuro del football spagnolo, tanto che pronosticare un suo passaggio all'Athletic è puro fantacalcio.
giovedì, novembre 18, 2004
A volte ritornano...da me tornano sempre!

Mi scuso per l'assenza prolungata. Il carinissimo Backdoor.Colfusion Trojan ha beccato il mio pc e ho dovuto formattare per l'ennesima volta...no comment. Mi è molto dispiaciuto essere fuorigioco in questi tre giorni, perché sono successe molte cose: Batasuna ha fatto un'importante proposta politica, nuovi etarras (o presunti tali) sono stati arrestati, Askatasuna ha denunciato le solite torture della Guardia Civil, che non ci stancheremo mai di riportare. Insomma, molta carne al fuoco (che cercherò di cucinarvi al più presto), proprio mentre il mio pc veniva assediato e conquistato da un nuovo virus. Auguro il solito mese sul cesso al figlio di buona donna che lo ha inventato.
PS Emi, due cose: 1) dal sito dei template nessuna nuova. Iniziamo lo stesso con una grafica provvisoria? 2) Non è che puoi tradurmi la proposta di Batasuna? L'avevo vista su Eitb24 in inglese, ma ormai non c'è più...grazie.
lunedì, novembre 15, 2004
Athletic-Villarreal 2-1
Athletic Club: Aranzubia; Iraola (92' Solabarrieta), Gurpegi, Karanka, Del Horno; Orbaiz, Tiko; Etxeberria (66' César), Yeste (90' Jonan García), Ezquerro; Urzaiz.
Villarreal CF: Reina; Javi Venta, Gonzalo Rodríguez, Alvarez, Arruabarrena; Font (58' Cazorla), Josico (32' Arzo), Battaglia, Riquelme; José Mari, Forlán (55' Guayre).
Reti: 47' e 52' Urzaiz, 60' José Mari.
Arbitro: Puentes Leira (Colegio gallego).
Note: Espulso Battaglia (V) al 72' per fallo a palla lontana su Orbaiz. Partita sospesa nel primo tempo per 17 minuti a causa di un guasto temporaneo ai riflettori del San Mamés.
La vittoria era l'unico risultato utile e la vittoria è arrivata. Sicuramente non si può parlare di risultato scaccia-crisi, almeno per due motivi: primo, perché la classifica, molto corta come in Italia, resta preoccupante (anche se siamo solo a -4 dal Valencia settimo); secondo, perché l'affermazione di ieri è arrivata tra le mura amiche del San Mamés, dunque il tabù trasferta resta ancora tutto da sfatare. Per vincere, sabato scorso, l'Athletic si è aggrappato con tutta la forza al suo bomber principe, quell'Isma Urzaiz che ha toccato quota 99 gol con la maglia biancorossa, diventando il miglior marcatore zurigorri in attività; le larghe spalle dell'ariete navarro si sono dimostrate un solido appiglio per i Leoni, che in questa prima parte di stagione non riescono a prescindere dalle reti del numero 20. Il primo tempo, piuttosto noioso, si è ravvivato solo dopo l'interruzione causata dal guasto ai riflettori dello stadio; la pausa ha rianimato i bilbaini, che si sono finalmente fatti vedere dalle parti di Reina in chiusura di frazione, ma non ha portato chiarissime occasioni da rete. Praticamente inesistente il Villarreal, capace di produrre solo un paio di innocui tentativi in 45'. Tutta un'altra musica nella ripresa, che si è aperta con il gol del vantaggio dell'Athletic originato da uno schema classico, il cross dalla sinistra di Del Horno: l'uscita di Reina è stata imperfetta e la palla è arrivata al limite dell'area ad Urzaiz, che ha controllato di petto e quindi ha spedito in rete con un bolide sotto l'incrocio dei pali. Il Villarreal, che ha protestato a lungo per una presunta irregolarità (secondo i canarini il traversone di Asier era uscito), si è subito buttato in avanti alla ricerca del pari ed è stato puntualmente infilato in contropiede al 52', grazie ad un tiro da fuori di Isma giunto a conclusione di una splendida cavalcata di Etxeberria. Il gol del 2-1 di José Mari, al 60', non ha guastato la festa all'Athletic, nonostante la scelta "trapattoniana" di Valverde che ha deciso di giocare gli ultimi 20 minuti a protezione dello scarno vantaggio, sostituendo Etxebe con un difensore puro, César. In ogni caso, un bravo anche al tecnico, che finalmente è tornato a portare a casa un risultato positivo. Domenica c'è il superderby in casa della Real Sociedad: quale migliore occasione per vincere la prima partita in trasferta?

Nella foto AS, il bellissimo tiro di Urzaiz per l'1-0 dell'Athletic.
giovedì, novembre 11, 2004
Notizie del giorno.
E' morto Arafat. La sua causa era giusta, i suoi metodi, spesso, no. Qualcuno dice che la violenza a lui andasse bene, perchè senza di essa non avrebbe più avuto potere. Chissà. Adesso è morto e bisognerà aspettare molti, molti anni per poter dare un giudizio sereno su di lui e sul suo operato. Di sicuro se ne è andato un uomo che, piaccia o no, è stato tra i grandi protagonisti del secolo appena passato.
ETA. Sono state rilasciati tre dei fermati delle scorse settimane, mentre gli altri otto restano in carcere. Il fatto che queste tre persone siano state liberate dopo diverse settimane (e alcune soffiate importanti) mi fa sospettare qualcosa sui metodi usati dalla Guardia Civil in prigione... Ma nessuno potrà mai sapere cos'è successo nelle carceri spagnole in questi giorni.
Athletic. Due news sulla squadra di Bilbao. Ieri i Leoni si sono qualificati agli ottavi di Coppa del Re battendo in trasferta per 2-1 la Cultural Leonesa, squadra di Segunda B; la vittoria è arrivata solo al 108' con il gol di Ezquerro (in precedenza, gol di Orbaiz al 41' e pareggio locale di Paulino al 56'), però anche ieri la Coppa ha fatto vittime illustri (Deportivo, Real Sociedad e Levante su tutti), dunque bene così. Valverde mi ha stupito, schierando in pratica la formazione titolare; se domenica, in casa col Villarreal, il mister mette i ragazzini, parto per Bilbao e lo gonfio di mazzate. Perchè non può scegliere i titolari contro una squadra di C e utilizzare Cesar, Bordas e Felipe in Liga, come peraltro ha già fatto. Per tacere poi dell'assenza di Guerrero... Seconda notizia: il ds Zubizarreta ha rescisso il suo contratto ieri e verrà sostituito nelle sue funzioni dall'intera giunta del presidente Lamikiz. Mi hanno ascoltato ragazzi! Adesso vedremo cosa succederà...io continuo a sperare in un paio di acquisti dalle categorie inferiori, però un fatto è certo: senza Zubi non rischieremo di perdere a costo zero uomini validi come Ocio o esperti come Larrazabàl e Carlos Garcia.
mercoledì, novembre 10, 2004
Dopo il momento serio, passo ad inaugurare una nuova pseudo-rubrica dedicata ai calciatori baschi (non dell'Athletic) più interessanti del panorama odierno.
Joseba Llorente Etxarri.

Nato a Hondarribia, Gipuzkoa, il 24/11/1979. Attaccante in forza all'Eibar, 184 cm per 72 kg, fa della velocità e della rapidità in area le sue caratteristiche principali. Non è potentissimo ma si fa valere in acrobazia e riesce a sfruttare al massimo le proprie qualità di rapinatore d'area, che gli stanno consentendo di primeggiare nella classifica cannonieri della Segunda divisìon. Llorente, prodotto del vivaio della Real Sociedad, sembrava destinato da subito ad un futuro in prima squadra, però gli acquisti esterofili del club (Kovacevic, Lee Chun-Soo e soprattutto Nihat) hanno chiuso le porte in faccia a questo ragazzo, capace comunque di segnare 4 reti in 24 presenze, quasi tutte da subentrato, in Primera; per non ridursi a fare la fine di Oscar De Paula, attaccante basco eterna riserva nella Real, Llorente se ne è andato da San Sebastian alla fine del 2003. Lo scorso anno l'ambientamento, in questa stagione l'esplosione: 8 gol in 11 partite, primato sia tra i cannonieri, sia in classifica con l'Eibar, squadra che non si trovava al comando solitario della Segunda da 17 anni. E' un attaccante dalle caratteristiche piuttosto diverse da Urzaiz, e in effetti può agire anche da esterno, però quest'anno gioca da punta unica con eccellenti risultati. Viste le difficoltà in zona gol dell'Athletic, un pensierino su Llorente si potrebbe anche fare.
Con un giorno di ritardo...

9/11/1989-9/11/2004: askatasuna!
lunedì, novembre 08, 2004
Essere terzultimi: analisi della crisi dell'Athletic Club Bilbao.

(foto Marca)
Terzultimo posto, seppur in coabitazione, 9 punti fatti su 30 disponibili, attacco sterile e difesa regolarmente battuta. In queste prime dieci giornate di Liga, in pratica un quarto di campionato, l'Athletic ha fatto vedere il suo lato peggiore, riuscendo solo a tratti a coniugare gioco e risultati. Eppure, a ben guardare, i giocatori sono gli stessi che l'anno scorso si guadagnorono un brillantissimo quinto posto finale. Quali sono i motivi della crisi nera che sovrasta la squadra di Bilbao come la classica nuvoletta fantozziana? Proverò a rispondere alla domanda da un milione di dollari impostando il discorso punto per punto.
1) Le scelte disastrose di Valverde, ovvero La solitudine dell'ex ala destra: Ernesto "Txingurri" Valverde, apprezzato attaccante degli anni '90 dell'Athletic, è riconosciuto da tutti come un tecnico preparato e di grande valore nonostante la giovanissima età (40 anni appena), una sorta di Mancini in salsa basca, insomma. L'anno scorso partì male, cercando di adattare la squadra al suo modulo favorito (4-4-2 a rombo), poi capì come far rendere al meglio gli uomini a sua disposizione, schierò i Leoni col 4-2-3-1 abituale in Liga e arrivò 5°. Quest'anno Valverde sembra preda di una smania forsennata, che lo porta a cambiare formazione ad ogni partita; non ho controllato, ma sono quasi sicuro che il Txingurri non abbia schierato mai la stessa squadra, e se lo ha fatto non certo in due partite successive. L'ansia del turnover a tutti i costi, anche quando i giocatori sembravano freschi, ha finito per scompattare i reparti e ha tolto un'anima riconoscibile all'Athletic, che si trova in continuazione a dover cambiare pelle. Clamoroso lo scempio che il tecnico ha perpetrato ieri pomeriggio: fuori Urzaiz, capocannoniere e boa imprescindibile per il gioco biancorosso, con Ezquerro ed Etxebe ad agire da punte pure (e non lo sono). Una volta espulso Prieto, Valverde ha tolto Etxebe per Karanka, avanzando il suo pupillo Iraola. Risultato: ennesima sconfitta. E adesso anche i sostenitori del Txingurri cominciano a non capirci più nulla...che il ventilato passaggio al Real Madrid abbia dato alla testa del nostro mister?
2) L'attacco che non segna, ovvero Quando la punta è in vacanza: Urzaiz capocannoniere con 4 reti, Etxeberrìa fermo a 2, Ezquerro e Yeste 1 gol, Arriaga e Azkorra 0. Il bottino dei nostri attaccanti è misero e non viene corroborato dagli altri giocatori, dei quali il solo Iraola ha messo piede in classifica marcatori. Totale reti Athletic in Liga: 10 in 10 partite. Così non si va lontano, anzi, si rischia di finire dove mai siamo stati (leggi: Segunda Divisìon). L'anno scorso Tiko, con 5 gol ad inizio anno, e quindi Yeste (11 reti, capocannoniere) avevano mascherato le palesi difficoltà della squadra ad andare in rete. Quest'anno i centrocampisti latitano e chi la butta dentro è il solo Isma. Etxebe sembra aver smarrito la vena di due anni fa, mentre Ezquerro non ha mai avuto un bel rapporto con la porta avversaria (e restano comunque due fantastici giocatori); Arriaga ed Azkorra sono troppo giovani per essere caricati di responsabilità. Se i big non si svegliano, difficilmente l'Athletic riuscirà a sopperire alle crepe di una difesa più che allegra...non sempre la squadra può essere salvata da una magia di Yeste o da un tikotazo.
3) La difesa che fa acqua, ovvero L'allegra banda del buco: quando Mari Lacruz si ruppe, alla fine dello scorso anno, in pochi avrebbero creduto che la sua assenza si sarebbe sentita così tanto. Invece, complice anche la paurosa involuzione di Karanka, simile ormai più ad un ex che ad un giocatore di fatto, la difesa dell'Athletic si trova completamente in ambasce. Murillo è ancora acerbo e non sembra avere i crismi del grande difensore, Cesar è in naftalina da troppo tempo per poter essere affidabile, Oskar Vales è disperso, Karanka...è Karanka e il solo Luis Prieto, il miglior centrale nonostante qualche amnesia di troppo, non può sopperire alle carenze di un intero reparto. Che Iraola, Del Horno e Javi Gonzàlez siano più bravi a spingere che a difendere è assodato, dunque servirebbero due centrali di peso per reggere l'urto degli attaccanti avversari. Invece, errori grossolani, disimpegni sbagliati, marcature approssimative e chi più ne ha, più ne metta. Se a tutto ciò si aggiunge il momento non certo straordinario di Aranzubia, che sembra comunque in ripresa, ecco spiegato perchè la difesa dell'Athletic sia rimasta imbattuta una sola volta. E questo per tacere di Valverde, che ci ha messo molto del suo con i continui cambi di assetto. Torna presto, Mari...
4) Le trasferte disastrose, ovvero San Mamés mon amour: un solo punto in trasferta, ottenuto per di più a Pamplona (dunque in territorio basco), è quanto è riuscito a fare per ora l'Athletic. Una media da retrocessione certa, da vera squadra materasso. I biancorossi sono da sempre una squadra diversa, quando si trovano a giocare in casa, ma da qui ai risultati odierni ce ne corre. Forse, l'unica spiegazione delle sconfitte assurde in casa del Getafe e dell'Albacete è il turnover cervellotico imposto da Txingurri in quelle gare. In ogni caso, è un trend da invertire assolutamente.
5) I nuovi canterani, ovvero Gioventù bruciata: l'anno scorso bastò il nome di Andoni Iraola, una delle rivelazioni della passata temporada, per chiudere in positivo il bilancio dei giovani promossi dal vivaio. Poco importò che Jonan avesse giocato poco e Bordas non avesse giocato affatto. Quest'anno, invece, dei canterani si sono smarrite le tracce. Casas ha giocato (e male) due volte, Angulo, nonostante la qualità, è un caso da Chi l'ha visto?, Azkorra è stato utilizzato a sprazzi e Solabarrieta gioca soprattutto nel Bilbao B. Pure Jonan e Bordas sembrano relegati ai margini, nonostante la predilezione di Valverde, che gli ha allenati nelle giovanili, per loro. Tutto ciò serve a rimarcare un concetto: siamo davvero sicuri che spedire dei ragazzini senza esperienza in Prima squadra rinforzi il club? Non tutti si chiamano Iraola...
6) La rosa scarna, ovvero Quella sporca dozzina: l'Athletic ha in rosa 24 giocatori, dei quali almeno 4 o 5 si vedono in campo col lumicino; a conti fatti, dunque, Valverde ha a disposizione la miseria di 20 giocatori per 3 fronti, Coppa del Re, UEFA e Liga. Un pò poco, non vi sembra? Anche perchè di validi rincalzi ai titolari, come lo stesso tecnico ha dichiarato ieri, se ne vedono davvero pochi. O la società decide di lasciar perdere qualcosa, oppure alla fine resteremo con il classico pugno di mosche in mano.
7 e ultimo) Il mercato dell'Athletic, ovvero Non ci resta che piangere: saranno almeno 4 anni che l'Athletic non compra un giocatore. Detto della politica di investimento sui giovani, che qualche anno paga (se hai dei fenomeni in cantera, come Guerrero o Iraola), ma qualche anno no, bisogna chiedersi perchè la società ignori la voce "Gocatori in entrata". Nessuno chiede la Luna, nessuno pretende di avere Mendieta o Mikel Arteta, però non è possibile vedere l'Eibar, squadra basca, in vetta al campionato di B con un bomber davvero interessante (Joseba Llorente) e non pensare ad acquistarne un paio di elementi. Se i soldi non ci sono, la soluzione è facile, ancorchè dolorosa: vendere una delle stelle della squadra (Del Horno e Yeste sono richiestissimi) e rifare di sana pianta la difesa. Mi addolorerebbe perdere un giocatore sublime come Fran, però bisogna essere concreti: se lui parte, possono arrivare 3 o 4 elementi d'esperienza per rinforzare un reparto allo sbando. Meglio vendere che retrocedere.
Concludo con un caro saluto alla Real Sociedad, che, pure comprando stranieri da affiancare ai baschi, è sopra di noi di 2 punti appena (e con l'acquisto di Arteta sul groppone). Beti aupa Athletic!
Levante-Athletic 1-0
Levante: Mora, Pinillos, Culebras, Jesule, Harte, Ettien (86' Juanma), Rivera, Celestini (73' Diego Camacho), Nacho, Sergio García (80' Cuéllar), Manchev.
Athletic Club: Aranzubia, César, Murillo, Luis Prieto, Del Horno, Iraola (80' Arriaga), Orbaiz, Tiko, Yeste (68' Urzaiz), Ezquerro, Etxeberria (57' Karanka).
Rete: 68' Jesule.
Arbitro: González Vázquez (colegio gallego).
Note: espulso Luis Prieto (A) al 47' per doppia ammonizione.
C'è poco da dire: partita assolutamente dominata dal Levante, a cui l'arbitro non ha peraltro concesso due rigori evidenti nei primissimi minuti, partita che è terminata 1-0 solo per l'imprecisione dei valenciani e per la buona vena di Aranzubia, partita giocata male dall'Athletic e impostata ancora peggio da Valverde. Fuori casa i Leoni non fanno punti, sono inesistenti sul piano del gioco e spesso riescono a creare appena un paio di occasioni in 90'. Ieri pomeriggio in campo c'erano una squadra che voleva vincere e ci ha provato in ogni modo, il Levante, e una squadra che si è fatta mettere sotto senza reagire, meritando ampiamente la sconfitta, l'Athletic. Pochi i tiri in porta dei biancorossi, sconfortante il dato sul possesso palla (38% contro il 62% dei padroni di casa), terribilmente deprimente la situazione di classifica (9 punti in 10 giornate, 17° posto). La svolta del match si è avuta con l'espulsione di Prieto, ammonito due volte in modo sacrosanto, ma l'impressione è che il Levante sarebbe riuscito lo stesso a scardinare, prima o poi, la scricchiolante difesa bilbaina. Valverde ha commesso di nuovo errori tattici a parer mio madornali, anche se di questo parlerò a breve in un nuovo post. Adesso vado a comprarmi due tappi per il naso, perchè inizio a sentire un gran puzzo. Puzzo di serie B.

No comment... (foto AS).
venerdì, novembre 05, 2004
Coppa UEFA: Besiktas-Athletic 3-1.
Sinceramente non ho voglia di commentare l'ennesima sconfitta, la seconda su due trasferte in Turchia, di quest'annata altalenante dell'Athletic Bilbao, una squadra capace di giocare in modo spettacolare col Barcellona sabato e di essere dominata da un Besiktas non irresistibile il giovedì successivo. Il Txingurri ci ha messo nuovamente del suo, schierando per l'ennesima volta (mi sono quasi stancato di ripeterlo) una difesa diversa da quella della partita precedente, perà dal centrocampo in su c'erano i titolari e questo è davvero preoccupante. La vittoria del Parma sulla Steaua Bucarest ci facilita la vita, visto che nel gironcino tutte le squadre sono a quota 3 tranne lo Standard Liegi, che è fermo a 0 ma ha una partita in meno. La qualificazione è ampiamente alla portata dei Leoni, però, in tutta franchezza, questo continuo saliscendi di risultati è sconcertante e sempre più incomprensibile. Domenica trasferta a Valencia per affrontare il Levante, squadra tosta, una delle rivelazioni di questo inizio di temporada. Fare pronostici con questo Athletic è impossibile, speriamo che la famosa garra, l'orgoglio, esca fuori di prepotenza, perchè ce n'è un bisogno disperato.
Il gol di Santi Ezquerro non rende meno amara la sconfitta in Turchia (foto AS).
giovedì, novembre 04, 2004
Gernika (1).
Stamattina ero a fare colazione al bar, sorseggiavo il mio cappuccino e sfogliavo il quotidiano "La Nazione", che in Toscana va per la maggiore. La pagina della cultura si apriva con un pezzo di Arrigo Petacco sulle nuove teorie riguardo al bombardamento di Guernica (in euskera, Gernika) del 1937, che rappresenta la pagina più nota della Guerra Civile spagnola, e a me è venuta voglia di scrivere qualcosa su questo episodio. Innanzi tutto, va detto che esistono due versioni dei fatti: in base alla prima, quella passata alla storia, Gernika era una cittadina di 7000 abitanti che venne bombardata durante un lunedì di mercato per testare le capacità dell'aviazione italo-tedesca (nazisti e fascisti appoggiarono Franco durante la guerra spagnola); il bombardamento, durato tre ore e mezzo, fece circa 2000 morti e scatenò un incendio che distrusse il 70% della città. Tutto ciò venne diffuso dal Times grazie al reportage di George Steer, che però, come venne dimostrato in seguito, quel 26 aprile del 1937 non si trovava a Gernika e basò il suo pezzo su racconti non verificabili; i famosi filmati del bombardamento, inoltre, non sarebbero altro che montaggi delle immagini dei raid su Barcellona e Madrid, visto che a Gernika, quel giorno, non c'erano operatori nè cineprese. Da parte loro, i franchisti negarono il bombardamento e sostennero che a distruggere Gernika fossero stati i repubblicani durante la ritirata. La seconda versione, che è poi quella descritta da Petacco (il giornalista riporta le tesi del libro Il bombardamento di Guernica: la verità fra due leggende di Stefano Mensurati; le due leggende sarebbero quella della strage e quella dei franchisti), sostiene che Gernika venne sottoposta non ad un bombardamento terroristico, mirato cioè all'annientamento della popolazione civile, bensì ad un raid per così dire normale, visto che era un importante obiettivo strategico per la vicinanza al fronte e per la presenza di 3 fabbriche di armi (secondo la storiografia ufficiale, invece, Gernika era un paese senza alcuna rilevanza militare). Quel 26 aprile, inoltre, non sarebbe stato giorno di mercato, perchè il governatore basco Francisco Lozano lo avrebbe sospeso insieme alla partita di pelota della sera; le stime ufficiali parlerebbero di 126 morti, un numero altissimo ma comunque inferiore alla cifra "sparata" da Steer. Infine, l'incendio, che sarebbe stato causato dai tipi di bombe usati dagli italo-tedeschi e si sarebbe sviluppato grazie ad un forte vento, e non per l'opera dell'esercito repubblicano. Dove sta la verità? Nessuno può dirlo con certezza, anche se io, in base alle prove riportate, mi sento di concordare con Mensurati; non bisogna dimenticare che la Guerra Civile spagnola fu un conflitto fortemente ideologico e, come spesso accade quando c'è di mezzo l'ideologia, i servizi degli inviati al fronte tendevano ad esagerare i misfatti della parte avversa, minimizzando quelli della propria (come dimenticare, in tal senso, il massacro degli anarchici da parte dei comunisti repubblicani?). In ogni caso, Gernika è e resterà il simbolo della follia di quella e di tutte le guerre, anche perchè la cittadina basca fu la prima in assoluto a ricevere il mostruoso trattamento del bombardamento aereo. Parlerò ancora di questa meravigliosa cittadina, la cui storia è da sempre fortemente intrecciata con il nazionalismo basco.


mercoledì, novembre 03, 2004
Per l'ennesima volta questo paese

ha dimostrato di non capire un emerito cazzo, come dimostra questa tabella:

E' inutile spendere troppe parole sulla manfrina dell'election day targato U.S.A., visto che la Casa Bianca dà per scontata la riconferma di Bush jr.; Kerry sta già richiedendo il conteggio di voti nell'Ohio, stato decisivo che si avvia a diventare l'oggetto del contendere come lo è stato la Florida 4 anni fa, però non vedo per lui margini di affermazione. Spero di sbagliarmi, ma credo proprio che per altri 4 anni la faccia dell'uomo più potente della Terra sarà questa

Io non commento...
PS Il mio mito Ralph Nader ha preso 400.000 voti (1% delle preferenze)...che grande!

lunedì, novembre 01, 2004
Athletic-Barcellona
Athletic Club: Aranzubia; Iraola, Prieto, Murillo, Del Horno; Orbaiz, Gurpegi; Etxeberria (84' Felipe), Yeste, Ezquerro (59' Arriaga); Urzaiz (73' Azkorra).
FC Barcelona: Valdés; Damiá, Puyol, Oleguer, Van Bronckhorst; Márquez, Deco (46' Iniesta), Xabi; Giuly (61' Larsson), Eto'o, Ronaldinho.
Reti: 11' Eto'o, 14' Yeste.
Arbitro: Ramírez Domínguez (Colegio Andaluz). Note: espulso Gurpegi (A) all'80' per doppia ammonizione.
Che partita, ragazzi! Athletic-Barcellona è stato uno dei match più belli di questa prima parte di Liga, con moltissime occasioni da rete, rovesciamenti di fronte continui e giocate di altissimo livello tecnico-spettacolare. Il Barcellona ha controllato il possesso palla, dimostrandosi squadra eccellente nella gestione della partita, mentre l'Athletic ha puntato tutto sul contropiede veloce, ottenendo in cambio un punto meritatissimo. La cronaca. Entrambi i tecnici dimostrano di tenere molto alla gara e scelgono le formazioni migliori: Txingurri Valverde può finalmente rimettere in campo la fantastica linea di trequartisti Etxeberrìa-Yeste-Ezquerro alle spalle di Urzaiz, mentre Rijkaard risponde con il tridente formato da Ronaldinho, Eto'o e Giuly, supportati da Deco, con l'unica novità rappresentata dal terzino destro Damià al posto dell'indisponibile Belletti. L'inizio è col botto: al 5' Etxeberrìa, imbeccato dal solito cross tagliatissimo di Del Horno, manda a lato di un soffio, quindi Eto'o risponde al 9' e porta in vantaggio i suoi con un gol di rapina. L'attaccante camerunense sfrutta un clamoroso buco di testa di Murillo, controlla e perfora Aranzubia con un bolide sotto la traversa. La reazione dei Leoni non si fa attendere e, al primo tentativo, porta subito al pareggio: al 13' Urzaiz serve di testa Yeste che, un metro dentro l'area, accarezza il pallone al volo col sinistro e lo deposita in rete con un diagonale eccezionale per bellezza e precisione. E' il primo gol in campionato per Fran. Il Barcellona tiene il pallone, lo fa girare in modo perfetto ed è sempre pericoloso quando verticalizza, però soffre maledettamente i velocissimi ribaltamenti di fronte dei biancorossi. Accade così che sia Del Horno a sfiorare il gol del vantaggio, sparando alto in spaccata da poco più di un metro (la posizione del terzino sinistro era però irregolare). I blaugrana vanno a loro volta vicinissimi al 2-1 con Deco, il cui cross viene deviato da Iraola sulla parte alta della traversa, e concludono il tempo in attacco. La ripresa si apre con la partenza veemente del Barça, che costringe alla corde l'Athletic e sembra in grado di passare da un momento all'altro; Rijkaard se ne accorge e decide di sfruttare il momento favorevole inserendo Larsson al posto di uno spento Giuly. Ronaldinho è altrettanto spento e allora ci pensa Yeste a illuminare la partita: il numero 10 viene lanciato in area da Del Horno, con un tocco al volo elude Puyol e quindi conclude di esterno spedendo il pallone fuori di un metro. Il San Mamès è estasiato dalle prodezze del bilbaino Fran, che un minuto dopo stoppa il pallone e dribbla tre avversari con un unico colpo di tacco. La gara è nella sua fase più bella. Arriaga entra al posto di Ezquerro, ahimè davvero impalpabile, ma è Joseba Etxeberrìa a strappare applausi con un colpo di tacco che libera a rete Iraola, la cui conclusione viene toccata da Valdès quel tanto che basta a farla finire a un pollice dal palo. Il Barcellona non sta a guardare e sfiora tre volte la rete, una volta con Larsson e due con Xavi; in due occasione Aranzubia è superbo, nella terza è la traversa a salvarlo sul destro a giro strepitoso del centrocampista catalano. Ronaldinho si sveglia e serve Gio con un tacco da fantascienza, l'olandese crossa ed Eto'o conclude a lato in rovesciata. Tutto avviene in rapida successione, la partita è bellissima e così emozionante da togliere il respiro. A 10 minuti dal termine Gurpegi viene espulso per doppio giallo e l'Athletic si chiude a difesa dell'1-1, un risultato che neppure l'invasione di campo da parte dello stesso pazzo catalano che entrò in campo durante la finale degli scorsi Europei riesce a cambiare. Finisce così in parità, risultato giustissimo per una partita davvero strepitosa, da consigliare a tutti coloro i quali sostengono che il campionato italiano sia il più bello del mondo. In Italia partite del genere non si vedono e mai si vedranno. E' vero, in Spagna ci sono spazi ampi come praterie, ma la gente che ammira queste gare ha davvero l'impressione di assistere ad un gioco spettacolare, non ad una fiera delle pallonate e del risultato a tutti i costi. Migliori e peggiori: per l'Athletic benissimo Yeste (cha ha numeri da pallone d'oro), Prieto e Del Horno, male Ezquerro e Murillo per quell'erroraccio; nel Barça eccellenti i terzini di spinta, Gio e Damià, ed Eto'o, un pò in ombra Ronaldinho e Giuly.
Il magico sinistro di Francisco Javier Yeste per il gol dell'1-1.