giovedì, ottobre 28, 2004
Gimnástica Segoviana-Athletic 0-1
Gimnástica Segoviana: Pinillos; Ramses, Calleja, Cuco, Javi, Ricardo, Mariano, Valle (79' David García), Vila (71' Morín), Agustín, Barto.
Athletic de Bilbao: Lafuente; Iraola, Murillo, Karanka, Del Horno, Gurpegi, Guerrero (54' Etxeberría), Jonan García (46' Orbaiz), Ezquerro, Urzaiz, Arriaga (54' Yeste).
Rete: 76' Yeste.
Arbitro: Esquinas Torres (comité madrileño).
La formula della Coppa del Re, il trofeo in cui l'Athletic si è affermato più volte (23, come solo il Barcellona), al primo turno prevede che le squadre di Primera Divisìon affrontino in gara unica compagini di serie molto più modeste, paragonabili a C1 e C2 italiane, in casa di quest'ultime. Un turno che sembrerebbe di tutto riposo, ma che invece presenta insidie davvero non trascurabili. La scorsa stagione, era stato proprio l'Athletic a cadere sul campo del Tarragona, mente quest'anno non hanno superato il turno il Saragozza (detentore del trofeo), il Valencia e addirittura il Barcellona, indicato da tutti come la squadra più forte della Liga, trafitto al 98' da un contropiede del Gramenet. La vittoria, pur stentata, dei Leoni di Bilbao è quindi un risultato molto confortante, che fa morale in vista della partitissima di sabato proprio contro i blaugrana di Rijkaard. La partita è stata equilibrata nonostante Valverde schierasse molti titolari, con la gradita eccezione di Julen Guerrero, finalmente in campo dall'inizio e con la sua fascia da capitano; Ezquerro e lo stesso Guerrero hanno spaventato il portiere avversario, ma lo 0-0 ha retto fino al 76', quando Yeste (subentrato ad Arriaga) ha trovato il gol con una rasoiata di sinistro e la complicità di Pinillos. I padroni di casa si sono fatti vedere davvero raramente, però non hanno demeritato, visto e considerato che giocano in Terza Divisione (più o meno la C2). Archiviata la Coppa, è tempo di pensare al Barcellona, con la speranza che Valverde non stravolga la squadra con il suo cervellotico turnover e capisca la lezione di Capello: sempre la stessa difesa, pochi cambi e primato in Italia e in Europa.

Il gol di Yeste basta per passare il turno; caro Fran, adesso è ora di sbloccarsi in campionato...
Notizia del giorno.

Arresto importante questa mattina a Bilbao: la Guardia Civil ha infatti fermato Harri Totorika, considerato uno dei componenti principali della direzione logistica di ETA. Totorika, 25 anni, da più di un anno veniva attentamente seguito dalle forze dell'ordine spagnole, visto che il suo nome appariva nei documenti sequestrati all'etarra Ibon Fernandez de Iradi "Susper", arrestato il 4 dicembre dello scorso anno. La Guardia Civil ha sequestrato la macchina e la casa del giovane, che vive nel quartiere di Santutxu a Bilbao, e ha provveduto alla perquisizione della casa dei suoi genitori. (Eitb24).
Personalmente, mi auguro che Totorika venga trattato in carcere come un essere umano e non come un cane rabbioso, ma una vocina dentro di me mi dice proprio che non sarà così...
domenica, ottobre 24, 2004
Albacete-Athletic 1-0
Albacete: Valbuena, Gaspar, Peña, Rubén González, Buades, Jaime (62' Viaud), Alvaro Rubio, Rubén Castro (56' Francisco), Redondo, Pacheco (81' Iván Díaz), Momo.
Athletic Bilbao: Aranzubia, Luis Prieto, César, Murillo, Casas, Etxeberría, Felipe (46' Jonan), Yeste, Orbaiz, Bordas (55' Iraola), Azkorra (59' Urzaiz).
Rete: 44' Rubén Castro.
Arbitro: Muñiz Fernández, del collegio asturiano.
Quando, a fine stagione, sarà tempo di tracciare il bilancio annuale, io credo che Ernesto Valverde dovrà rendere conto dei tanti, troppi punti persi in queste prime 8 giornate di Liga. Txingurri è un tecnico giovane ma già molto stimato per competenza e preparazione, eppure in molte occasioni ci sono le sue scelte sbagliate dietro alle battute d'arresto dei Leoni. Scelte di formazione, soprattutto, proprio come è accaduto oggi in casa dell'Albacete. In primo luogo, non si può soprassedere sull'assortimento della linea difensiva messa in campo da Valverde: accanto all'intoccabile Prieto e a Murillo, si sono trovati a giostrare il baby Casas (solo una presenza prima di questo pomeriggio) e il redivivo César, assente da tempo immemorabile dall'undici titolare. Chiunque mastichi un pò di calcio sa benissimo che in difesa l'affiatamento e la conoscenza reciproca sono quasi più importanti dello stato di forma dei singoli; logico, quindi, che un reparto già scricchiolante non riceva grandi garanzie quando in campo scendono giocatori semi-esordienti o con chili di polvere addosso. Guarda caso, il gol dell'Albacete è nato da uno dei soliti drammi difensivi, con Rubén Castro lasciato libero di colpire indisturbato in piena area. Era proprio necessario utilizzare César? Stesso discorso per il centrocampo: Guerrero a casa, Jonan e Gurpegi in panchina e Felipe (e sottolineo Felipe) in campo sono una dichiarazione di resa in piena regola. Non a caso, lo stesso Felipe (e ri-sottolineo Felipe) è uscito dopo 45' di gioco. Su Azkorra dentro al posto di Isma non c'è niente da dire, visto che il giovane Gorka erediterà il ruolo di centravanti, però è innegabile che senza Urzaiz si crea poco e si finalizza ancor meno. L'Athletic ha provato a pareggiare nella ripresa, dopo un primo tempo a dir poco negativo, ma Valbuena è stato raramente chiamato in causa; solo un cabezazo di Isma al 91' ha spaventato il portiere di casa, comunque bravo nel dire no all'ariete navarro. La vittoria di mercoledì con il Parma lasciava presagire ben altro risultato, soprattutto perchè i biancorossi non sembravano aver faticato troppo e quindi ci si aspettava di vedere in campo la formazione migliore. Invece Valverde, per l'ennesima volta quest'anno, ha stravolto l'undici titolare, ottenendone in cambio una sconfitta evitabilissima vista la pochezza degli avversari di turno. Inutile che Txingurri dica che l'Athletic è nella parte bassa della classifica perchè gioca male e se lo merita. Pensi piuttosto ai suoi errori, visto che in questo inizio di temporada ne ha già commessi più del consentito.
PS Intanto il Siviglia ha battuto l'Atletico Madrid 2-1, con gol iniziale di Aitor Ocio. Ricordo che Ocio è stato un giocatore dell'Athletic fino a 2 anni fa, quando il suo contratto misteriosamente non venne rinnovato dal ds Zubizarreta; Aitor era il difensore forse più promettente, insieme a Luis Prieto, e lo ha dimostrato giocando (e bene) da titolare nel Siviglia, squadra rivelazione sia l'anno scorso, sia in questo inizio di temporada in cui occupa la seconda posizione. E noi giochiamo con Cesar...grazie Zubi (gran portiere, ma come dirigente non ci capisce una mazza, mentre l'altro basco Beguiristain è il ds del Barcellona: facciamo cambio?).

Jonan in azione: il suo ingresso non ha cambiato la gara (foto AS).
Mentre in questo blog si discute di questioni futili ancorchè bellissime come il calcio, in Euskadi non trova ancora una soluzione il dramma de La Naval, l'enorme cantiere di Sestao che rischia seriamente di chiudere e, quindi, di lasciare senza lavoro centinaia di persone. A nulla sono serviti gli incontri tra i vertici della fabbrica e i politici, sia baschi che spagnoli: ancora nessuno sa quale sarà il destino della Naval e dei suoi operai. Il mio collaboratore, Txomin, sta preparando un dossier ampio sulla vicenda, mentre io sono intervenuto per ricordare che oggi si terrà a Bilbao l'ennesima manifestazione, indetta dal sindacato nazionalista LAB. Solidarietà ai lavoratori della Naval!

venerdì, ottobre 22, 2004
Athletic-Parma 2-0
Athletic Club: Lafuente; Iraola, Prieto, Karanka, Del Horno; Orbaiz, Gurpegi; Etxeberria (65' Angulo), Yeste (75' Guerrero), Arriaga (75' Murillo); Urzaiz.
Parma AC: Berti; Potenza, Cannavaro, Contini, Bonera; Bolaño, Budel; Pisanu (70' Morfeo), Grieco (70' Marchionni), Rosina; Ruopolo (70' Gilardino).
Reti: 6' Gurpegi, 49' Del Horno.
Arbitro: Zsolt Szabo (Ungheria).
Al fischio finale dell'arbitro, il signor Szabo, non sapevo se essere felice o incazzato. Felice per la vittoria e per aver visto in diretta, per la prima volta quest'anno, il mio Athletic, incazzato per la vergognosa figura fatta dal Parma e, per estensione, da tutto il calcio italiano. Le esigenze di un club di media fascia di mettere al primo posto il campionato sono comprensibili, e d'altra parte lo facciamo pure noi biancorossi, però ho trovato vergognoso il modo in cui Baldini e co. si sono presentati al San Mamés con la chiara intenzione di non provare nemmeno a giocare, inficiando così lo spettacolo e l'evento sportivo nella sua interezza. Se vivessimo in un paese con una cultura sportiva decente, non leggeremmo sulla "Gazzetta" che il Parma dei giovani si è arreso con onore, bensì che i gialloblù hanno rimediato una delle peggiori figuracce della recente storia del calcio, e per questo dovrebbero essere additati al pubblico ludibrio. Invece niente. La cronaca della gara è alquanto scarna: l'Athletic, sceso in campo con la formazione titolare (tranne Lafuente, che sarà portiere di Coppa, e Karanka), ha iniziato fortissimo per trovare il gol; quando Gurpegi ha segnato al 6' con una legnata da 25 metri, Valverde ha ordinato di tirare in remi in barca per preservare le energie in vista della Liga, dato che i baby parmensi non avrebbero segnato nemmeno contro il Bilbao Athletic (la squadra B). I fantastici giornalisti italioti hanno visto un Athletic sottotono e nient'affatto irresistibile, senza notare che, alla minima accelerazione, i Leoni si sono sempre portati vicino al gol (Urzaiz al 22', con annessa paratona di Berti, ed Etxebe al 43': palla alta di un soffio dopo doppio dribbling). Che i biancorossi giocassero col freno a mano tirato era evidente anche dall'atteggiamento in campo, con passaggi orizzontali, pochissime verticalizzazioni e giocatori alla ricerca più del numero ad effetto (e Yeste ha deliziato un paio di volte la platea) che della rete, un comportamento che non è mai rientrato nel DNA di questo glorioso club. Nell'intervallo Txingurri deve aver ordinato di mettere al sicuro il match e Del Horno ha eseguito al 4', secondo uno schema che sta diventando un classico: punizione tagliata dalla destra, inserimento sul secondo palo e colpo di testa vincente. La partita è finita lì. Valverde ha richiamato Etxebe, Arriaga e Yeste (inserendo tra l'altro Guerrero), confermando di pensare alla sfida con l'Albacete più che a quella che stava penosamente finendo sotto i suoi occhietti furbi. Baldini ha provato a salvare la faccia, persa ormai da tempo (e qui penso all'inutile polemica con Spalletti), inserendo Morfeo, Marchionni e Gilardino, col solo risultato di guadagnare un giallo (entrata omicida di Morfeo) e un paio di crossetti innocui, più l'unico tiro nello specchio della porta reso vano dal fuorigioco di Rosina (ma Lafuente aveva comunque salvato). L'unico che si è accorto del potenziale del Parma col trio titolare in campo è stato il solito giornalista della "Gazzetta", mentre sul terreno verde non succedeva assolutamente nulla. Cos'altro aggiungere oltre a ciò che ho già detto? Sinceramente non mi sento più di commentare questa partita-farsa. Chiudo con un sentito ringraziamento a Baldini Silvio, il quale prima ha lisciato il pelo ai baschi ("Giocare con l'Athletic vuol dire misurarsi non con una squadra, ma con un intero popolo") e poi ha insultato i tifosi e gli appassionati di calcio mandando al macello una squadra di ragazzini, che non sono tornati a Parma con 6 o 7 gol sul groppone solo perchè i Leoni non hanno mai voluto affondare. Complimenti vivissimi a nome di tutti gli italiani, che oggi vengono presi per il culo e offesi (giustamente) su tutte le prime pagine dei quotidiani sportivi spagnoli.
La staffilata di Gurpegi per il primo gol biancorosso (aupa Carlos!).
Athletic-Malaga 1-0
Athletic Club: Aranzubia; Iraola, Murillo, Prieto, Del Horno; Orbaiz, Gurpegi; Etxeberria (87' Felipe), Yeste, Arriaga (63' Jonan); Urzaiz.
Málaga CF: Calatayud; Gerardo, Fernando Sanz, Juanito, Valcarce; Romero; Edgar, Miguel Angel (79' Juan Rodríguez), Leko (72' Manu), Duda (66' Luque); Wanchope.
Reti: 34' Urzaiz.
Arbitro: Daudén Ibáñez (Colegio Aragonés).
Ci sarebbero molti modi banali per introdurre questo 1-0 casalingo dell'Athletic Bilbao: massimo risultato col minimo sforzo, basta una capocciata di Urzaiz per piegare il Malaga, partita brutta ma redditizia, ecc ecc. Io invece ho visto in questa vittoria, a prima vista striminzita e poco spettacolare, ben più del misero 1-0 del tabellino. Ho visto un Athletic capace, per la prima volta in questa Liga, di finire imbattuto; ho visto una squadra concreta che ha neutralizzato uno dei migliori attacchi del campionato spagnolo (nonostante l'assenza pesantissima di Amoroso); ho visto una vittoria arrivata col 97° gol nelle fila biancorosse di Ismael Urzaiz (4 gol in 7 partite), il cui ritiro ormai prossimo non sarà mai troppo rimpianto; ho visto i biancorossi lottare (finalmente) fino al 90', senza cali di concentrazione e pericolose amnesie; ho visto, infine, arrivare tre punti chiave per il morale e per una classifica che si stava facendo davvero asfittica. Dal punto di vista della cronaca, bisogna però dire che questo Athletic-Malaga non passerà certo alla storia. Gli uomini di Valverde hanno ben ingabbiato gli avversari, facendosi pericolosi più volte nella prima mezz'ora, soprattutto con un Arriaga davvero ispirato, per poi passare al 34' col pezzo forte di Urzaiz, il cabezazo (assist su punizione di Yeste). Dopo un rigore negato a Iraola, al 40' l'arbitro Daudén Ibáñez ha annullato una rete a Wanchope, reo di aver commesso fallo su Murillo: inutili le proteste degli ospiti, l'1-0 ha resistito ed è arrivato sano e salvo fino al triplice fischio finale. Yeste al 52' ha sprecato solo davanti al portiere la palla del 2-0, mentre Dani Aranzubia ha salvato la porta (e la patria) dicendo no al minuto 82 ancora a Wanchope. Giovedì il Parma visita Bilbao: due squadre che vivono un periodo molto diverso, non tanto nei risultati quanto nell'aspetto mentale. Il San Mamés è inviolato in Europa da 20 anni, riusciranno i Leoni a mantenere l'imbattibilità?

Contatto ravvicinato Wanchope-Del Horno: al costaricano è stato appena annullato il gol del pareggio e lui non ci sta. Tutto inutile, l'Athletic vincerà 1-0.
venerdì, ottobre 15, 2004
EUSKAL HERRIA MUSIKOA: SKALARIAK
Skalariak nascono alla fine del 1994, frutto della passione di Juantxo y Peio Skalari per la musica Ska. Un ritmo che esiste da più di 40 anni da cui essi assumono le caratteritiche e le battute principali e le adattano fino a conseguire uno stile personale ed inconfondibile. Con solo una dozzina di concerti alle spalle la casa discográfica GOR Discos si interessa alla band e nel 1997 pubblica il loro primo album “Skalariak”. Nel 1999 vede la luce l'acclamato secondo lavoro “Klub Ska” (GOR Discos), che riflette la maturità che ha assunto la band anche grazie ai molti concerti nel frattempo tenuti in suolo iberico (basco sopratutto) ma anche europeo. Con questo album inizia una serie di dischi concettuali che nel caso di Klub Ska contribuisce a creare uno spazio multirazziale, internazionale, libero e solidale, dove i giovani apprezzano la libertà,non solo per divertirsi ma anche per esprimere le loro inquietudini. L'eccellente riscontro che l'album ha sul mercato musicale da quale viene pubblicato il primo singolo “Sólo Vivir”, li porta a effettuare tournè in paesi come Francia, Italia, Svizzera ed addirittura México: in quasi due anni realizzano più di cento concerti. Con il loro terzo disco “En la Kalle” (2001, GOR Discos), prosegue la tendenza a realizzare dischi concettuali che ci conduce in questa occasione in un'immaginaria “Strada dello Ska”, che rappresenta l'uscita dal Klub Ska verso l'esterno per mostrarci nella nostra intierezza come noi siamo, nè eroi nè banditi. Musicalmente questo album è caratterizzato da brani che mostrano un suono pulito e compatto. Constituisce un eccellente lavoro quanto a composizione ed esecuzione. Successivamente alla sua uscita la band si lancia nuovamente sulla strada ed altrettanto mette in pratica la filosofia del disco, realizzando concerti improvvisati “en la kalle” in città come Barcelona, Irun, Bilbao. Nell'anno 2003 Skalariak pubblicano con la casa discografica BOA Cor, il loro quarto album “Radio Ghetto”, l'ultimo della serie dei dischi concettuali. Dal Klub Ska, Skalariak hanno provato a vivere nella strada e ora questo spazio aperto si amplia fino a raggiungere il ghetto provocato dalla rovina della dinsinformazione: con “Radio Ghetto”, si intende rompere il muro della dinsinformazione comunicando. Con “Radio Ghetto” si intende operare un collegamento per estendere il sentimento di solidarietà per non lasciare che le persone si isolino, socialmente, politicamente ed ideolgicamente. Vogliamo parlare in tutte le strade, trasmettere il pensiero e dialogare...
¡Escucha Radio Ghetto! ¡ Conéctate a Radio Ghetto, el sentimiento mestizo en fuerzas, unido en lucha! ¡Sintoniza con Radio Ghetto y extiende el viento del pueblo!
www.radioghetto.com
martedì, ottobre 12, 2004
Censura globale?

Come molti di voi ormai sapranno, il sito di Indymedia è stato oggetto di un'azione censoria che ha dell'incredibile. Riporto adesso il fatto per come viene descritto su http://italy.indymedia.org:
"Giovedì 7 Ottobre 2004, alle 18 circa, l'FBI si è presentata presso la sede statunitense di rackspace, l'azienda presso la cui filiale londinese risiedono i server che ospitano molti siti locali di indymedia, fra cui italy.indymedia.org.
Gli agenti hanno richiesto il sequestro delle due macchine e rackspace ha consegnato loro gli hard disk.
Attualmente non abbiamo informazioni ulteriori, nemmeno sui motivi che hanno portato a questa operazione".
Io non sono un ultrà di Indymedia, nel senso che, alcune volte, mi sono sembrati deprecabili i toni eccessivamente accesi usati sul sito; in ogni caso, non si può negare l'innegabile ruolo di "voce contro" svolto da Indymedia in paesi troppo spesso avvolti in una cappa di oscurantismo e informazione univoca, proprio come l'Italia (e poi su Indy ho sempre trovato moltissime informazioni riguardo EH e la questione basca). Indymedia sta ricostruendo il proprio sito a questo indirizzo: http://italy.indymedia.org/index.php.
venerdì, ottobre 08, 2004
Siamo alle solite. "Askatasuna" ha denunciato i maltrattamenti subìti dagli arrestati di domenica scorsa; secondo l'organizzazione in difesa dei diritti dei prigionieri baschi, la polizia francese avrebbe usato metodi violenti in 3 delle case dei sospetti, ammanettando e tenendo incappucciato per mezz'ora un ragazzo di 16 anni e sottoponendo un'altra persona ad un esame rettale del tutto arbitrario. "Askatasuna" ha inoltre sottolineato che alcune delle persone già rilasciate non hanno potuto partecipare alla conferenza stamapa indetta dall'organizzazione stessa perchè trattenute dalla polizia. Alle 17.30 di domani, a Hendaye, si terrà una manifestazione di protesta.
Io mi chiedo: è possibile trattare come bestie persone della cui complicità con i terroristi di ETA non vi sono ancora prove? Ma soprattutto: anche se queste prove ci fossero, non si dovrebbero ugualmente trattare con dignità i prigionieri, anche se si trattasse dei peggiori terroristi di tutta la penisola iberica? Il valore massimo della civiltà occidentale non risiede forse nel rispetto dei diritti umani? Dunque un poliziotto ha il dovere di trattare bene le persone che arresta, fossero anche gli assassini della sua famiglia. Altrimenti si entra in un circolo vizioso da legge del taglione da cui non si esce più (e la Spagna c'è dentro da 50 anni).
Notizia leggerina: l'Athletic ha battuto 5-0 il Leoia, squadra regionale della Bizkaia. Gol di Arriaga, De Paula e (soprattutto) di Guerrero, che ha messo a segno una tripletta. Non sarà stata una partita di Champion's, però per me la notizia ha un sapore bellissimo e mi ha fatto sorridere di gioia.

Rialzati, Capitano, rialzati...
martedì, ottobre 05, 2004
Notizie del giorno.
ETA. Le ricerche dei covi (zulos) dei membri di ETA arrestati sabato notte hanno portato i loro frutti: la polizia francese ha infatti individuato 4 rifugi in cui si trovavano 2 missili da lancio, una tonnellata di esplosivo, svariati tipi di armi da fuoco ed un ingente quantitativo di denaro (21.000 euro e 50.000 dollari circa). Le forze dell'ordine transalpine hanno inoltre recuperato una macchina fotocopiatrice con la memoria integra e ne stanno analizzando il contenuto. Il Ministro dell'Interno spagnolo José Antonio Alonso ha dichiarato che questa operazione contro ETA non è ancora terminata.
Athletic. Sono stati sorteggiati oggi a Nyon i gironi della seconda fase di Coppa UEFA. L'Athletic Bilbao è nel gruppo B, in compagnia di Parma, Besiktas, Steaua Bucarest e Standard Liegi; questo il calendario degli incontri: 21/10 Athletic-Parma, 4/11 Besiktas-Athletic, 2/12 Athletic-Steaua, 16/12 Standard-Athletic. Le prime tre di ogni girone accederanno alla fase successiva.
Cultura. Si svolgeranno alle 19 di questo pomeriggio, al cimitero di Hondarribia, i funerali di Martìn Ugalde, il decano della cultura basca, deceduto domenica all'età di 83 anni. Giornalista e scrittore, visse 25 anni di esilio in Venezuela dopo la Guerra Civile, per poi tornare nel paese ancora sotto il giogo di Franco per continuare la sua battaglia in difesa dell'euskara; fondò numerosi giornali, tra cui il celeberrimo Euskaldunon Egunkaria, recentemente chiuso dalla fantastica coppia Aznar-Garzòn. "Tutti noi dobbiamo imparare moltissimo da ciò che è stato Martìn Ugalde" (Anjeles Iztueta).

Getafe-Athletic 3-1
Getafe: Sergio; Yanguas, Amaya, Nano, Pernía; Mario Cotelo, Diego Rivas, Gabi, Riki (74' Kome); Míchel (58' Craioveanu), Pachón (84' Yordi).
Athletic: Aranzubia; Iraola, Luis Prieto, Karanka, Del Horno; Gurpegi, Orbaiz; Arriaga, Jonan García (46' Etxeberría), Angulo (66' Azkorra); Urzaiz (77' Guerrero) .
Reti: 1', 59' e 65' Pachón, 51' Exteberría.
Arbitro: Lizondo Cortés (C. Valenciano).
Le parole nel dopopartita del tecnico dell'Athletic, Ernesto Valverde, sintetizzano meglio di ogni altra considerazione il match dei Leoni: "Oggi abbiamo giocato la peggior partita dell'anno". E come si può dare torto a Txingurri, dopo una sconfitta pesante rimediata sul campo di una neopromossa, che peraltro non era finora apparsa irresistibile? I biancorossi si presentano in campo con diversi cambiamenti rispetto alle vittoriose uscite con Real Madrid e Trabzonspor: fuori Tiko, Ezquerro,Yeste, infortunati, Murillo ed Etxeberrìa, tenuti a riposo dopo le fatiche dell'ultima settimana, dentro Jonan, Arriaga, Angulo e Karanka. La linea di trequartisti alle spalle di Urzaiz è inedita e ha un'età media più da squadra giovanile che da formazione di Primera, cosa che avrà il suo peso nel determinare la sconfitta. Dopo 1' l'Athletic è già sotto: Riki fa impazzire Iraola sulla destra, crossa in mezzo e Pachòn da 2 metri segna indisturbato. Per tutto il primo tempo i Leoni (anche se sarebbe più appropriato chiamarli Leoncini) non riescono ad abbozzare una reazione e si fanno vivi solo con una bella punizione di Del Horno e con un paio di tentativi di Jonan, il migliore, ma rischiano più volte di subire il raddoppio. Nell'intervallo Valverde prova a salvare il match, inserendo Etxeberrìa, anche se l'uscita di Jonan sembra poco azzeccata. La classe di Joseba, però, è davvero un'altra cosa e il numero 17, dopo un tiro al 46' che sfiora il palo, aggiusta la mira e pareggia al 51' con un gran sinistro dal limite. Purtroppo i biancorossi ricadono per l'ennesima volta in una delle loro maggiori contraddizioni, allentando la tensione mentale una volta raggiunto il pari, e si fanno immediatamente risuperare. Il 2-1 del Getafe è anche frutto di fortuna, con il rinvio di Aranzubia che finisce addosso a Pachòn e si insacca, ma la distrazione difensiva (in particolare di Luis Prieto, che ha effettuato un retropassaggio corto) in questa occasione ha del clamoroso. L'Athletic prova a rimontare inserendo un'altra prima punta, Azkorra (esordio nella Liga per lui), e si espone fatalmente al contropiede del Getafe, che va ancora a segno con Pachòn, il mattatore della gara. Valverde, sulla soglia della disperazione, si gioca anche la carta di Julen Guerrero, ma 13' più recupero sono un pò pochi e nemmeno il Capitano riesce a compiere un miracolo francamente impossibile, fermo restando che il suo ingresso in campo regala a tutti i tifosi un'emozione autentica, senza dubbio la più forte della partita. L'Athletic si trova così ultimo in classifica (anche se in numerosa compagnia), con la miseria di 5 punti in 6 gare; il gioco c'è e rende fiduciosi per il futuro, quando non ci saranno 3 partite in 7 giorni e Valverde potrà schierare la stessa formazione per due volte di seguito. Restano invariate le perplessità sulla scarsità della rosa e, soprattutto, sulla tenuta difensiva: l'assenza di Mari Lacruz (fuori altri 3 mesi per infortunio) è davvero grave, perchè solo Luis Prieto e Murillo si sono rivelati affidabili e non è davvero possibile disputare la Liga sapendo di non avere ricambi validi là dietro (Karanka, è giunta l'ora di appendere le scarpe al chiodo, madridista di m...). Speriamo bene e aupa Athletic!

Valverde catechizza i difensori: troppi gli errori del reparto arretrato in questo inizio di temporada.
domenica, ottobre 03, 2004
Notizie del giorno.
ETA. Un'operazione congiunta Polizia francese-Guardia civil ha portato stanotte all'arresto di un numero imprecisato di persone (18 per le autorità transalpine, 21 per quelle iberiche) accusate di appartenere ad ETA. Il blitz è stato effettuato nella città di Burgos in Spagna e nella zona tra Hendaye e Bayonne, in Iparralde (Paesi Baschi francesi). Due degli arrestati sembrano essere importanti membri dell'organizzazione terrorista e separatista basca: si tratta di Mikel "Antza" Albisu, uno dei portavoce, e di Soledad "Anboto" Iparragirre, numero 2 di ETA negli ultimi anni ed implicata in 14 attentati mortali. Gli arresti odierni seguono quelli di mercoledì scorso, quando 5 uomini vennero arrestati tra Bizkaia e Leon con l'accusa di traffico di armi e favoreggiamento nelle fughe all'estero di alcuni membri di ETA; fonti vicine alle autorità spagnole e francesi sostengono che sono ancora in corso nelle campagne dell'Iparralde le ricerche di sette rifugi dei terroristi , dove si troverebbero armi, esplosivi e documenti. (fonte: Eitb24).

Elkarri. Più di 3.000 persone sono scese nelle strade di San Sebastian-Donostia per partecipare alla manifestazione indetta da Elkarri, il Movimento Sociale per il Dialogo e l'Accordo. Temi della marcia il rispetto dei diritti civili, problema sempre di grande attualità in Euskal Herria, e i dialogo tra le varie forze politiche basche in vista delle elezioni autonome della prossima primavera. L'iniziativa di Elkarri ha riscosso l'approvazione di tutti i partiti regionali, dal PNV ad Eusko Alkartasuna, i cui esponenti hanno riconosciuto l'utilità di creare un fronte comune riguardo alle questioni ancora irrisolte tra Paese Basco e governo spagnolo. (fonte: Gara).

Athletic-Trabzonspor 2-0
Athletic Club:
Aranzubia; Iraola, Murillo, Prieto, Del Horno; Orbaiz, Gurpegi; Etxeberria (Javi González, min.83), Yeste, Ezquerro (Arriaga, min.46+); Urzaiz (Azkorra, min.88).
Trabzonspor Kulübü: Petkovic; Emrah, Erdinc, Tolga, Volkan (Yilmaz, min.67); Hüseyin (Thijs, min.67), Adem, Yong Lee; Yattara, Fatih, Gokdeniz.
Reti: 5' Ezquerro, 62' Yeste.
Arbitro: Tom Henning Ovrebo (Norvegia).
Missione compiuta. Nella splendida cornice di un San Mamés tirato a lucido e strapieno (più di 39.000 gli spettatori presenti), l'Athletic di Ernesto "Txingurri" Valverde fa fuori i rivali turchi e si qualifica ai gironcini di Coppa UEFA, mantenendo peraltro un'imbattibilità casalinga in Europa che dura da 20 anni. Prima del fischio d'inizio, i giocatori del Trabzonspor depongono fiori ai piedi del monumento al Pichichi, rispettando la tradizione che prevede questa offerta da parte di chi gioca per la prima volta alla Catédral; scese in campo le squadre, l'Athletic dà subito il benvenuto agli avversari: azione velocissima, palla in area e netto tocco di mano di. Rigore macroscopico su cui l'arbitro incredibilmente sorvola. L'appuntamento con il gol è rimandato di soli 4 minuti, visto che al 5' Ezquerro va a concludere dopo aver saltato due avversari e segna con la complicità del portiere Petkovic. La partita si mette in discesa per i biancorossi, che però non si limitano a controllare ma cercano con insistenza il raddoppio, anche se basterebbe l'1-0 per passare il turno. Ezquerro va vicino al gol con un colpo di testa su imbeccata di Etxeberrìa, poi si fa male ed è costretto ad uscire: ne avrà per almeno un mese. Il suo sostituto Arriaga fa il diavolo a quattro sulla fascia sinistra, ma la porta turca non ne vuole sapere di capitolare ancora e serve una magia di Yeste per siglare il 2-0 al 62': il numero 10 fa tutto da solo, semina avversari come birilli fino al limite dell'area e quindi lascia partire un sinistro eccezionale che non lascia scampo al portiere. Questa rete importantissima è la prima stagionale per il biondo Fran, bilbaino purosangue, che proprio ieri ha anche ricevuto la sua prima convocazione nella nazionale spagnola (assolutamente tardiva, a parer mio, viste le meraviglie mostrate dal fantasista basco nelle ultime due stagioni). La rete di Yeste ha il potere di risvegliare il Trabzonspor, fino a quel momento assolutamente inesistente; il tecnico Dogan corre ai ripari, inserendo i due titolari Thijs e Yilmaz inizialmente tenuti fuori, e le carte in tavola cambiano. Il forcing turco, tuttavia, non riesce ad avere sbocchi dalle parti di Aranzubia, davvero ben protetto dalla coppia centrale Prieto-Murillo (sorprendente il rendimento di quest'ultimo nelle recenti uscite dell'Athletic), ed i biancorossi riescono ad arrivare al 90' senza subire gol per la prima volta in questa stagione. Da segnalare l'esordio ufficiale di Gorka Azkorra, da tutti ritenuto l'erede di Ismael Urzaiz al centro dell'attacco. Martedì il sorteggio della prossima fase, con l'Athletic posizionato in terza fascia: noi tifosi italiani speriamo che i Leoni peschino almeno una squadra tra Parma e Lazio.

Iraola e Yeste festeggiano Ezquerro, il cui secondo gol consecutivo vale il passaggio del turno; Etxebe e Urzaiz sorridono soddisfatti.