mercoledì, settembre 29, 2004
Euskal presoak (2).
Torno di nuovo sulla questione dei prigionieri politici baschi, stavolta per ricordare coloro che sono morti nelle carceri spagnole e francesi. Il terrorismo è giusto? No di certo. I terroristi devono stare in prigione? Ovviamente. Queste premesse, però, non giustificano la tendenza all'arresto senza prove, alla tortura e al trattamento inumano dei detenuti politici. Ricordiamo dunque dieci persone, tra cui alcuni ragazzi poco più che ventenni, morte in carcere anche a causa delle orribili condizioni psicologiche in cui versavano, oltre che per i loro ideali.
19 giugno 1981: Juan José Crespo Galende, morto a Carabanchel dopo 85 giorni di sciopero della fame.
26 giugno 1985: José Ramón Goikoetxea Bilbao, di 25 anni.
9 giugno 1986: Joseba Asensio, ad Herrera de la Mancha.
2 marzo 1988: Mikel Lopetegi Larrarte, di 34 anni, ad Herrera de La Mancha.
15 giugno 1988: Juan Carlos Alberdi Martiarena.
30 novembre 1990: Mikel Zalakain nel carcere di Martutene.
27 gennaio 1991: Jean Groix nel carcere di Fresnes.
23 gennaio 1997: Jean Luc Maillet a Fresnes. Tenente della Gendarmeria incarcerato per presunta collaborazione con ETA. 7 febbraio 1997: Jose Mari Aranzamendi nel carcere di Alcalá.
20 luglio 1997: Juan Carlos Hernando nel carcere di Torrecica (Albacete).
8 luglio 2004: Oihane Errazkin, trovata impiccata nel carcere francese di Fleury-Mérogis.

Ohiane Errazkin. Ora sei davvero libera...agur!
lunedì, settembre 27, 2004
Athletic-Real 2-1

Athletic Club: Aranzubia; Iraola, Murillo, Prieto, Del Horno; Orbaiz, Gurpegi; Etxeberria (Casas, min.94), Yeste (Arriaga, min.84), Ezquerro (Jonan, min.69); Urzaiz.
Real Madrid: Casillas; Michel Salgado, Samuel, Helguera, Raúl Bravo (Roberto Carlos, min.60); Beckham (Morientes, min.60), Celades; Figo, Guti, Raúl; Ronaldo.
Reti: 10' Urzaiz, 45' Ezquerro, 51' Raúl.
Arbitro: Fernández Borbalán (Colegio Andaluz).
L’Athletic vince la prima partita ufficiale della stagione e lo fa in una delle sfide maggiormente sentite dai tifosi, quella contro le merengues del Real Madrid. Il punteggio finale di 2-1 va davvero stretto agli uomini di Valverde, finalmente bravi a coniugare il bel gioco, mai mancato nelle precedenti uscite dei biancorossi, con un risultato positivo. Il tecnico bilbaino non fa sconti ai madrileni e schiera l’undici migliore, in barba alla prudenza che consiglierebbe il turn-over in vista della sfida di Coppa Uefa di giovedì; in difesa, Javi Gonzaléz fa spazio al più diligente Iraola, mentre Murillo viene confermato accanto a Luis Prieto e Del Horno resta padrone della fascia sinistra. Orbaiz e Gurpegi formano la coppia di mediani, con Etxeberrìa, Yeste ed Ezquerro per la prima volta schierati insieme a supporto dell’ariete di Tudela, Urzaiz. E’ questa la linea di attacco migliore per qualità tecnica e pericolosità, come dimostrato al 10’: Del Horno crossa, Raul Bravo buca il pallone e per Isma è un gioco da ragazzi controllare e spedire alle spalle di Casillas. Nonostante due buone occasioni per Ronaldo il Real è alle corde, tramortito dal gioco frizzante dei Leoni che si portano spesso in zona gol grazie ad attacchi ficcanti e alle continue sovrapposizioni sulle fasce, dove ai Galattici mancano terribilmente la spinta e l’esperienza di Roberto Carlos. Il 2-0 è la logica conclusione del dominio basco e si concretizza proprio in chiusura di tempo, al 45’. Del Horno, scatenato, mette l’ennesima palla al centro, l’inguardabile Raul Bravo si dimentica di Ezquerro e il riojano è libero di incornare e battere il numero 1 del Real e della nazionale spagnola. E’ il primo gol stagionale per Santi, che io adoro, un giocatore inarrestabile se libero di partire palla al piede da lontano e che, giostrando da trequartista, ha un rendimento assolutamente migliore di quando viene schierato come prima punta, un ruolo che limita le sue qualità di imprendibile funambolo. La ripresa viene vivacizzata dal gol di Raul, una rete davvero di gran classe, che serve al Real per tenere viva almeno la speranza; tranne un paio di palle gol, però, alle merengues capita raramente di poter impensierire Aranzubia, tanto che è l’Athletic a sfiorare più volte il raddoppio con Etxebe, Orbaiz e l’eterno Urzaiz. I bilbaini riescono così a portare a casa una vittoria prestigiosa e tremendamente importante per la classifica, che iniziava a farsi preoccupante; il pensiero adesso corre già a giovedì prossimo, ovvero al match di ritorno col Trabzonspor per il passaggio del primo turno di UEFA. Però, almeno per pochi istanti, voglio fermarmi ad assaporare questa vittoria, che porta con sé l’indelebile ricordo della partita dell’anno scorso. Io c’ero e non potrò mai scordarlo. Quest’anno, e vi prego di credermi, c’ero con il cuore.
PS Approfitto dell’occasione per deplorare l’articolo su Athletic-Real della Gazzetta dello Sport di domenica, nel quale non era scritto che i Leoni avevano vinto, bensì che il Real aveva perso! Mi spiego: non una parola sul gioco bellissimo dei baschi, sulle azioni, sugli undici gladiatori biancorossi in campo; solo un accenno per i marcatori, poi tre colonne di analisi sulla crisi del Madrid. Della serie: se vincono è merito loro (sono i Galattici), se perdono non è merito di chi avevano di fronte, è solo colpa loro perché giocano sottotono. Questo provincialismo è indegno di un quotidiano come quello rosa, che si vanta di essere autorevole e cade in analisi degne di una conversazione nemmeno da Bar Sport, ma da bambini delle elementari (quando si pensa che in Spagna vincano, ed esistano, solo Real e Barcellona, in Inghilterra solo Man Utd e Arsenal, e così via). Complimenti per la professionalità.

Iraola ed Ezquerro: è questa la felicità.
giovedì, settembre 23, 2004
Betis-Athletic 2-1
Betis: Prats; Melli, Juanito, Rivas, Castellini; Joaquín (Capi, m.81), Cañas, Benjamín (Arzu, m.87), Fernando; Edu (Assuncao, m.69), Oliveira.
Athletic Bilbao: Aranzubia; Javi González, Karanka (Murillo, m.73), Gurpegi, Casas (Del Horno, m.65); Orbaiz, Tiko; Arriaga (Etxeberría, m.62), Yeste, Ezquerro; Urzaiz.
Reti: 37' Juanito, 38' Urzaiz, 59' Fernando.
Arbitro: Puentes Leira (Comité gallego).
La miseria di due punti in quattro partite: è troppo presto per parlare di Athletic in crisi? Se si analizza il gioco, certamente sì; anche ieri, infatti, i Leoni di Bilbao hanno disputato una partita discreta, giocandosela alla pari con il Betis e mostrando di meritare almeno il pari. Tuttavia la classifica piange, e non poco. Da che mondo è mondo, nel calcio contano i risultati, quindi la risposta alla domanda iniziale non può che essere una: no, non è troppo presto per parlare di crisi. Le cause di questa partenza angosciante a parer mio sono tre. In primo luogo, la rosa. Come succede ormai da diversi anni, l'Athletic non ha avuto mercato, nè in entrata nè in uscita; sono stati promossi alcuni giovani del vivaio (uno di essi è Casas, che ha esordito proprio ieri), ma risulta evidente che non è possibile affrontare Liga, Coppa del Re e Uefa con la miseria di 23 giocatori, diversi dei quali ancora da svezzare ad alti livelli. Ci vuole tempo per abituarsi al salto dalla squadra B alla Primera Divisìon, e non tutti possono avere la classe e la personalità di Del Horno e Iraola, due che si imposero non appena fecero capolino in prima squadra. Le soluzioni: monetizzare vendendo un paio di pezzi pregiati (ma il cuore piange...) o cercare di assicurarsi giocatori a fine contratto o dal costo contenuto (per esempio Cruchaga e Unai, due difensori decenti e non irraggiungibili). Il secondo problema è la difesa. L'assenza di Mari Lacruz, fuori 6 mesi per infortunio, si sta rivelando più pesante del previsto. I suoi sostituti, per vari motivi, non hanno convinto: Karanka è sempre più lento, Murillo ha confermato la propria fragilità, Gurpegi non è un difensore di ruolo. Se poi anche Prieto resta fuori per il turnover, le cose là dietro precipitano. Terzo problema: l'evidente stato confusionale di Txingurri Valverde. Io non discuto la formazione iniziale (un pò di riposo serve a tutti), però davvero non capisco le sostituzioni del tecnico basco. Sul punteggio di 2-1 per il Betis sono entrati: Etxebe al posto di Arriaga (e qui niente da dire), Del Horno al posto di Casas (ok, serviva ad aumentare la spinta) e Murillo (?) al posto di Karanka. Ovvero un centrocampista offensivo e due difensori. Ma come? Perdi, devi recuperare, in panchina hai Jonan, Iraola e il giovane Azkorra, che dovrà diventare l'erede di Urzaiz al centro dell'attacco, e metti due difensori? Una scelta francamente incomprensibile. Nel dopo-partita, Valverde ha dichiarato che ora le cose si fanno difficili, visto che l'Athletic dovrà cercare la vittoria sabato contro il Real. Un'impresa non impossibile visto lo stato di forma dei Galattici, però non va dimenticato che la squadra bilbaina è riuscita a rivitalizzare il Deportivo (umiliato ieri dal Valencia), lo stesso Valencia e anche il Betis, squadra che ancora non aveva vinto. La partita di ieri ha seguito la falsariga delle ultime uscite dei biancorossi: ritmo alto, gioco offensivo e molte azioni d'attacco da ambo le parti. Il Betis è passato al 37' con Juanito, lasciato libero di colpire in area dopo una mischia seguita ad un corner; Urzaiz ha rimesso le cose a posto dopo 60 secondi, concretizzando l'azione nata dalla battuta a centrocampo, poi nella ripresa il Betis è uscito fuori e ha meritatamente segnato il 2-1. L'Athletic si è svegliato dopo il gol subito, ma le speranze di rimonta si sono infrante su Juanito (respinta sulla riga di porta dopo una conclusione a botta sicura di Etxeberrìa) e sull'arbitro Puentes Leira, che ha negato un rigore clamoroso ad Urzaiz. Inutile appellarsi a sfortuna, arbitraggio o calendario difficile, visto che i biancorossi non hanno ancora vinto una partita ufficiale. Attendiamo fiduciosi, sperando che i Leoni tornino a ruggire con gli odiati nemici di sempre, gli sbruffoni del Real Madrid.
Fran Yeste sanguinante è il simbolo di un Athletic in crisi.
mercoledì, settembre 22, 2004
Puntualmente Baltasar Garzon, il procuratore espressione paradigmatica di una giustizia globalizzata mirante ad operare contro il dissenso politico, ha colpito ancora. Dopo aver chiuso per tre anni tutti le sedi della coalizione basca "Batasuna", Garzon ha inaugurato la nuova normativa del mandato di cattura europeo chiedendo il trasferimento davanti alla giustizia spagnola di tre giovani francesi, rei di militare nell'organizzazione giovanile SEGI, ritenuta responsabile di appoggiare il separatismo basco. I fatti. Ivos Machicotte, Haritza Gallaraga e Amala Rekarte, tre giovani di età compresa tra i 22 ed i 25 anni, si trovano perseguiti da un mandato di cattura europeo emesso dal magistrato spagnolo Garzon che non ha perso tempo nell'applicare la normativa prevista dal nuovo strumento giudiziario fatto proprio dal diritto francese. Già nel marzo del 2002 Garzon aveva emesso un mandato di cattura internazionale contro i tre giovani francesi, a suo avviso responsabili dell'organizzazione SEGI, costituita da giovani nazionalisti operanti al di quà dei Pirenei (oltre che ovviamente in teritorio basco spagnolo) e ritenuta in odore di illegalità in Spagna. Nella sua lotta contro il terrorismo basco (meglio sarebbe dire contro tutto ciò che provenga o abbia a che vedere con EH), ritenuta dal giudice iberico una delle priorità della sua azione politica giudiziaria, l'organizzazione è stata accusata di praticare la violenza urbana (Kale Borroka) e di sostenere il gruppo terroristico ETA. In altri termini è stato teoricamente costruito un "dossier SEGI" il cui processo deve tenersi entro il mese di marzo 2005 a Madrid, nonostante l'opposizione degli avvocati della difesa che, legittimamente, hanno chiesto alla magistratura francese di rigettare la richiesta di Garzon "perchè i fatti sono stati commessi sul territorio nazionale" dello stato transalpino. Al di là del dibattito giudiziario che tale agire provocherà, resta il fatto che, grazie alla normativa prevista dal cd. mandato di cattura europeo, è ormai possibile ad un qualsiasi Garzon debordare con i propri teoremi politici oltre i confini nazionali e pretendere la testa di quanti non si sono allineati a tale Nuovo Ordine. Purtroppo sul punto molte persone, anche apertamente dichiaratesi di ispirazione libertaria tacciono, come tacquero quando il "compagno" Garzon decise tempo fa di chiudere in EH i centri culturali "Herriko Tabernas". Per la seconda volta mi vedo costretto a concludere con il seguente inciso: "..altro che Europa...". Ai lettori ogni eventuale ed ulteriore commento...

martedì, settembre 21, 2004
Euskal presoak.
Mi ricollego al discorso inizato ieri da Txomin sui prigionieri politici baschi. Secondo i dati forniti dal quotidiano Gara (www.gara.net) a fine agosto, i detenuti incarcerati erano 670, il numero più alto da quando è finita la dittatura di Franco. Di queste 670 persone, 551 si trovano in Spagna (distanza media da Euskal Herria: 580 km), 79 in Francia (distanza media: 800 km) e solo 40 in Euskadi. Tutto ciò in barba a una legge della Comunità Europea che riconosce il diritto dei prigionieri di scontare la pena nelle carceri più vicine alla propria casa. A questo punto, la domanda, come direbbe il buon Antonio Lubrano, nasce spontanea: prigionia o confino?
Tenere i detenuti così lontano dalle famiglie non è ingiusto solo nei confronti di chi sta in carcere, ma anche (anzi, soprattutto) in quelli dei parenti, costretti a trasferte interminabili per potere vedere i loro cari. Un aspetto non trascurabile della vicenda riguarda l'alto numero di incidenti stradali in cui sono stati coinvolti, e lo sono tuttora, i familiari dei prigionieri; tali incidenti avvengono al ritmo di 2 al mese. Nel 2003 furono 25, ben 6 più del 2001 e 12 più del 2000. Dal 1981, anno in cui venne deciso di trasferire lontano da Euskal Herria i detenuti politici baschi, 13 persone sono morte duranti i viaggi per visitare i propri parenti.
La distanza da casa, le detenzioni ingiuste e ingiustificate che si protraggono oltre la pena stabilita ed i trattamenti vergognosi cui vengono sottoposti i detenuti sofferenti di malattie incurabili, costretti alla prigione anche in presenza di tumori e ulcere perforanti, hanno provocato la nascita del movimento Euskal Presoak, che chiede solamente il trasferimento dei prigionieri nelle carceri basche e un miglioramento delle loro condizioni di vita. A prescindere dalla fede politica e dagli ideali, un pò di umanità da parte dei governi spagnolo e francese sembrerebbe doverosa.
Per informazioni potete visitare il sito di Euskal Presoak Euskal Herrira (I Prigionieri Baschi nei Paesi Baschi): www.etxera.org.
lunedì, settembre 20, 2004

Il mondo dell'informazione è oggi pressochè esclusivamente focalizzato sulla questione mediorientale e sul terrorismo di matrice islamica. Certamente problema di stretta attualità e che merita la dovuta attenzione.
Vorrei solo ricordare, attesa anche la specifica caratterizzazione di questo blog che, ad agosto del 2004, ben 535 erano ancora i detenuti politici baschi rinchiusi nelle carceri spagnole e francesi, l'80% dei quali senza aver subito condanne definitive, con detenzioni spesso giustificate da non meglio chiarite esigenze cautelari.
Forse a qualcuno potrà sembrare un dato irrisorio o comunque un problema di poco rilievo ma così non è se solo lo si rapporta all'esiguità territoriale e di popolazione di EH. Una soluzione, magari da ricomprendersi in un quadro più ampio e che si proponga di risolvere la cd. questione basca, credo si imponga anche se Spagna e Francia non mi paiono affatto del parere.
Ed intanto l'Ertzainzta carica pesantemente i lavoratori della Naval di Sestao in sciopero (16/9/04) provocando 19 feriti... alla luce di quanto sopra prospettato un bel viatico non c'è che dire....
Altro che Europa!!
Athletic Club Bilbao - Deportivo La Coruña 1-2 (55' Iraola, 56' Pandiani, 91' Luque)
Vaffanculo. Vaffanculo a Valverde che, ogni tanto, mette in campo della gente in modo quasi autolesionistico (Bordas al posto di Tiko nei primi 45'...risultato: 1 tiro in porta). Vaffanculo sempre a Valverde: ma la vuoi mettere quella cazzo di seconda punta un pò prima (e Azkorra in panca cosa ci fa?)? Vaffanculo al Deportivo: fate un punto in 2 partite e venite a vincere con noi? Vaffanculo al palo di Tiko al 90' e vaffanculo doppio al gol di Luque al 91'. Vaffanculo sentito ai Leoni e soprattutto alla difesa; non si può essere rimontati 3 volte su 3, non si può beccare gol un minuto dopo averlo fatto, non si può prendere il 2-1 a partita finita. Ma soprattutto vaffanculo a me e al messaggio che ho mandato a Emi: "Gooooooooool de Iraolaaaaaaaaaaa"...non avevo nemmeno finito di inviarlo che già il SuperDepor pareggiava. Mi sta bene, così imparo a cantare vittoria al 10' del secondo tempo. Molta gente mi giudicherà un esagerato, però ieri sera ho capito una cosa: non me ne frega più nulla della serie A e del campionato italiano, la mia squadra ormai è solo e soltanto l'Athletic, e se l'Athletic perde a me girano le palle per una settimana. Popatik eman.
venerdì, settembre 17, 2004
In questi giorni nel blog si parla quasi esclusivamente di calcio, però ieri l'Athletic Bilbao tornava a giocare in Europa dopo 6 anni e non si può davvero far finta di niente!
Trabzonspor-Athletic 3-2
Trabszonspor: Petkovic; Emrah, D'Haene, Erdin, Celadeddin; Gokdeniz, Huseyin, Thijs (Hasan, min.79), Lee (Augustine, min.86); Fatih, Yilmaz.
Athletic Club: Aranzubia; Javi Gonzalez, Murillo, Prieto, Del Horno; Gurpegi, Tiko (Orbaiz, min.65); Iraola (Urzaiz, min.52), Yeste, Etxeberria; Ezquerro (Arriaga, min.72).
Reti: 25' Javi González (autogol), 27' Yilman, 69' Gokdeniz, 73' Gurpegi, 80' Del Horno.
Arbitro: Stuart Dougal (Scozia). Note: ammoniti Murillo e Tiko. Spettatori 18.000 circa.
L'Athletic bagna il suo esordio in Coppa Uefa con una sconfitta dal risvolto comunque positivo, grazie alla benedetta regola dei gol segnati in trasferta. Al 70', sul risultato di 3-0 per i turchi del Trabzonspor, l'avventura europea sembrava già finita, ma la famosa "garra" biancorossa è venuta fuori ed ha permesso ai ragazzi di Valverde di salvare partita e qualificazione. Ma andiamo con ordine. Il tecnico dei bilbaini, scesi in campo con la tradizionale maglia a strisce verticali e non con l'obbrobrio scelto dall'ex presidente Ugartetxe (grazie Lamikiz!), stupisce un pò tutti spedendo in campo come centravanti Santi Ezquerro, giocatore tecnicamente sopraffino ma dotato di poca confidenza con il gol; alle sue spalle l'unica novità è la conferma di Murillo al posto di Karanka, mentre Gurpegi è regolarmente negli undici nonostante la squalifica sospesa che pende sul suo capo e che ne aveva messo in dubbio l'utilizzabilità. L'inzio è di marca basca: Etxebe è scatenato sulla destra e mette dentro almeno 3 cross interessanti, ma non riceve la dovuta collaborazione dai compagni d'attacco. Esauritasi la sfuriata iniziale, l'Athletic inizia a subire le manovre dei turchi, che sono attualmente primi in campionato e vengono da 5 vittorie di fila in casa; la pressione del Trabzonspor sfocia al 25' nell'autogol di Javi Gonzalez, che devia goffamente un crossetto innocuo alle spalle del'incolpevole Dani Aranzubia. Due minuti dopo Yilmaz approfitta di una corta respinta del portiere e deposita in rete la palla del 2-0. La squadra di Ziya Dogan è padrona del campo e non lascia nemmeno un'occasione da gol all'Athletic, visibilmente scosso ed incapace di reagire. Nella ripresa Valverde prova a rimediare, inserendo Isma Urzaiz e Orbaiz nei primi 20', però sono ancora i turchi a segnare con Gokdeniz, che realizza il 3-0 dopo aver dribblato anche il portiere. A questo punto il match sembra già perso, la qualificazione diventa un miraggio. Però l'Athletic non è una squadra come le altre, dentro di sè ha uno smisurato orgoglio e la determinazione feroce di chi scende in campo per rappresentare un intero popolo. La garra, appunto. Nelle ultime due gare di campionato i baschi si erano sempre fatti rimontare, ma adesso tocca a loro. Il portafortuna è il giovane Arriaga, che entra in campo al 72' e fa in tempo a vedere il gol di Gurpegi, che scaglia un sinistro rabbioso e imparabile da fuori area. I Leoni ci credono e all'80' Yeste approfitta di un errore della difesa avversaria e serve Del Horno, terzino sinsitro incredibilmente freddo in zona gol: Asier non si smentisce e manda alle spalle di Petkovic la palla del 3-2, ovvero della speranza. Ci sarebbe anche un rigore su Etxebe allo scadere, però all'Athletic può andare bene così. Una partita già persa è stata riaperta in 7 minuti, e io non posso che essere orgoglioso dei mei zurigorria. Fra 13 giorni, al San Mamés, i Leoni si giocano la permanenza in Europa. Sarà durissima, ma basta crederci.

Asier Del Horno: il suo gol tiene accesa la speranza di passare il turno.
martedì, settembre 14, 2004
L'Athletic Club Bilbao ha un nuovo presidente, Fernando Lamikiz. Sinceramente non ho capito molto del suo programma (mastico pochissimo il castigliano) e non so bene cosa proponesse, però il fatto che abbia ricevuto il 55,48% dei voti, nonchè la benedizione di alcuni importanti personaggi della storia zurigorria (tra cui quella dell'ultimo tecnico a vincere la Liga con l'Athletic, Javier Clemente), mi rassicura abbastanza. Intanto Lamikiz ha già operato una scelta che mi ha positivamente colpito: il neo-presidente ha infatti stabilito che tutte le formazioni giovanili dovranno giocare con la classica maglia a strisce biancorosse della prima squadra. Non è poco, anzi, è una decisione fortemente tradizionalista che non può non far gioire tutti i tifosi, sconcertati dalle mattane dell'ex presidente pro tempore Ugartetxe (per chi non lo conoscesse, è il simpatico personaggio che voleva far mettere la pubblicità sulle maglie...no comment). Lamikiz sta inoltre cercando di rimediare ad un'altra idiozia di Ugarmerde, ovvero vorrebbe accantonare le orribili camisete "moderniste" per la UEFA. Se il buongiorno si vede dal mattino, quella di Lamikiz potrebbe essere una presidenza davvero felice.

Eccolo qua il nuovo presidente: in bocca al lupo!
lunedì, settembre 13, 2004
Kaixo a tutti i visitatori del Blog, un grazie particolare a Edo per la sua estrema gentilezza e disponibiltà e per avermi ufficialmente invitato a postare sul suo Blog. Il mio nick è Txomin che potrà dire poco a nulla a molti, ma non a chi conosce la storia, quantomenno quella più frecente, di Euskadi (sull'argomento avrò modo comunque di tornare magari nei prossimi articoli). La passione per Euskadi mi ha spinto, dopo l'ennesimo viaggio estivo in EH, a cercare on line ulteriori informazioni ed elementi di contatto con questa realtà.. ..un giorno mi imbatto nel sito di Edo, scrivo un paio di commenti a suoi articoli... avviene il contatto ed eccomi oggi qui a postare sul suo blog!! Lungi da me il pensiero di propagandare dogmi e/o ideologie. Mi piacerebbe solamente condividere la mia passione per EH con quante più persone possibili, cercando di sensibilizzarle in ordine a questa realtà a noi così vicina...Ovviamente ogni argomento è utile, socio-politico, culturale, folkloristico, musicale (il dinamismo e la ecletticità dei musicisti baschi è davvero contagiosa) ed infine .... sportivo. Sì perchè se ami Euskadi non puoi non supportare un locale team calcistico (o di pelota ma al proposito credo che per quanto mi riguarda ci vorrà ancora un pò di tempo)!!! Io tifo Atlethic (altra passione comune con Edo che cercherò di suggellare a breve con la mia iscrizione al club italiano dei leones).
Passando invece ad argomenti più concreti prendo spunto dall'articolo del 11/9/04 e mi permetto una breve osservazione: credo che alcune volte l'approccio degli Stati "forti" al fenomeno terrorismo venga fuorviato da una unilaterale visione del problema.... Alcune volte bisognerebbe sapere ascoltare un pò anche gli altri...diversamente credo che non si farà altro che versare benzina su un fuoco che già divampa alto....
GORA EUSKAL HERRIA
2° giornata di Liga:
Athletic-Valencia 2-2
Athletic: Aranzubia; Javi González, Murillo, Prieto (Tiko, min.79), Del Horno; Orbaiz, Gurpegi; Iraola (Arriaga, min.86), Yeste, Joseba Etxeberria; Urzaiz (Ezquerro, min.74).
Valencia: Cañizares; Curro Torres, David Navarro, Marchena, Carboni; Albelda, De los Santos (Aimar, min.46); Xisco (Vicente, min.64), Di Vaio, Fiore; Corradi (Angulo, min.64).
Reti: 15' Urzaiz, 20' Iraola (rig.), 65' Di Vaio, 77' Angulo.
Arbitro: Rodríguez Santiago (Colegio Castellano-Leonés).
Note: ammoniti Del Horno e Aranzubia per l'Athletic, Corradi, Marchena, Curro Torres e Albelda per il Valencia. Partita giocata davanti a 38.000 spettatori, compreso il neo-presidente Fernando Lamikiz. Prima del fischio d'inizio, l'Athletic ha omaggiato un giocatore, Fernando Amorebieta, e tre giocatrici, Iraia Iturregi, Zuriñe Gil e Ainhoa Murua, laureatisi recentemente campioni europei under 19.
Trovarsi in vantaggio di due gol alla fine del primo tempo, dominare i campioni di Spagna in carica e doversi accontentare di un punto: non è certo positivo il bilancio finale della partita dell'Athletic, che, come troppe volte in passato, non è stato in grado di gestire il netto vantaggio conquistato nella prima metà di gara ed ha finito per farsi raggiungere. E dire che le cose, per i Leoni di Bilbao, erano iniziate davvero bene: al 15' Isma Urzaiz, partito titolare, trovava il gol dell'1-0 grazie ad una conclusione sotto porta propiziata da un assist al bacio di capitan Etxeberria. 5 minuti dopo il raddoppio: Yeste veniva affrontato da Navarro e cadeva in area. Rigore dubbio e molto generoso, trasformato con sicurezza da veterano dal giovane Iraola. Nella ripresa, Ranieri faceva marcia indietro su alcune scelte sciagurate, inserendo Aimar, Vicente e Angulo al posto degli evanescenti Xisco, Corradi e De los Santos; i risultati arrivavano al 65' con il gol di Di Vaio, viziato però da un fallo di mano dell'attaccante italiano visto da tutti fuorché dal signor Rodríguez Santiago (una compensazione per il rigore all'Athletic?). Portatosi sull'1-2 il Valencia ci credeva, iniziava a spingere con continuità e perveniva all'immeritato pareggio con Angulo. Strana storia quella del centrocampista bianconero: già annunciato dall'Arsenal, è rimasto in Spagna in seguito al mancato accordo tra le società (ed è venuto a rompere le palle a noi...). Il computo finale dei tiri (16-6 per l'Athletic) rende bene l'idea sul tipo di partita vista al San Mamés; peccato che i Leoni siano ancora una volta caduti preda della paura di vincere, che spesso li attanaglia nei momenti topici delle gare, ed abbiano finito per lasciare la vittoria per strada. Ora i bilbaini hanno 2 punti in classifica, punti che avrebbero potuto tranquillamente essere 6 con una gestione migliore dei vantaggi acquisiti sia con l'Osasuna che con il Valencia; i tifosi biancorossi possono consolarsi pensando che, la scorsa stagione, nelle prime due giornate di Liga erano arrivate due sconfitte...per lo meno quest'anno abbiamo mosso la classifica.

Murillo può solo osservare Di Vaio, che ha appena stoppato il pallone con un braccio e si appresta a scoccare il tiro dell'1-2: la rimonta del Valencia è inziata e si concretizzerà con il pareggio di Angulo.
sabato, settembre 11, 2004

New York, 11 settembre 2001

Barcellona, 19 giugno 1987: l'attentato più sanguinoso di ETA
Finirà mai?
venerdì, settembre 10, 2004
Da oggi questo blog ha un nuovo autore: il suo nick è Txomin e si è dimostrato molto attento e competente sulle questioni riguardanti Euskadi, in special modo quelle politiche (anche se la passione per l'Athletic c'è, eccome!). Credo che con i suoi post precisi e accorati potrà dare un'ottima mano alla causa di EH. Ongi etorri Txomin!

martedì, settembre 07, 2004
Occorre fare un pò di chiarezza sulla situazione politica in EH, visto che ETA, data per morta qualche mese fa dopo un paio di arresti eccellenti, è tornata a farsi viva (anzi, direi che ha urlato in faccia a Zapatero la sua rabbia con 4 bombe 4). Premetto che, abitando in Italia, anche per me è difficile scrivere cose precise e circostanziate, soprattutto per quanto riguarda i rapporti tra la sinistra abertzale e indipendentista e il terrorismo; proverò a togliere qualche ragnatela con dei documenti e non con delle elucubrazioni che servirebbero sinceramente a poco.
La proposta di libera associazione Ibarretxe (presidente del Governo Autonomo Basco).
Premessa: «I cittadini di Araba, Bizkaia e Gipuzkoa,nell’esercizio della propria volontà democratica e del rispetto ed attualizzazione dei propri diritti storici raccolti nello Statuto e nella Costituzione, manifestano la volontà di formalizzare un patto politico di convivenza con lo Stato spagnolo basato sulla libera associazione.Si includono l’impegno di non esercitare unilateralmente il diritto di autodeterminazione ed il riconoscimento esplicito dell’obbligo di aprire un processo di negoziazione e accordo con lo Stato».
ESTRATTO DELLA PROPOSTA DEL GOVERNO DI LAKUA (sede del Parlamento Basco).
Come parte integrante del Popolo Basco, noi cittadini e cittadine dell’attuale Comunità Autonoma di Euskadi, composta dai territori di Araba, Bizkaia e Gipuzkoa, nell’esercizio della nostra volontà democratica ed in virtù del rispetto e dell’attualizzazione dei nostri diritti storici raccolti nello Statuto di Gernika e nella Costituzione spagnola, manifestiamo la nostra volontà di formalizare un nuovo Patto Politico per la Convivenza.
Questo Patto Politico si materializza nella proposta di un nuovo modello politico di relazione con lo Stato spagnolo, basato sulla libera associazione e compatibile con le possibilità di sviluppo di uno Stato composito plurinazionale ed asimmetrico (...)
Nella normazione articolata della proposta si contemplano, fra l’altro:
Articolazione del diritto di decidere:
(...) Si attribuisce al Parlamento Basco la facoltà di regolare e gestire la realizzazione di consultazioni democratiche tramite referendum (...)
Conformemente alla sentenza del Tribunale Supremo del Canada, che interpreta il Diritto internazionale vigente, si include l’impegno a non esercitare unilateralmente il diritto di autodeterminazione ed il riconoscimento esplicito dell’obbligo di aprire un processo di negoziazione e accordo con lo Stato.
A questo proposito, quando le consultazioni proponessero di alterare, integralmente o sostanzialmente il modello e regime di relazione politica con lo Stato spagnolo, come pure le relazioni con l’ambito europeo ed internazionale, regolamentate nel nuovo Statuto, ed i cittadini e cittadine baschi, nell’esercizio democratico della loro libera decisione, manifestassero la loro volontà chiara ed inequivocabile in proposito, le Istituzioni basche e quelle dello Stato spagnolo si intenderanno impegnate a garantire un processo di negoziazione per stabilire le nuove condizioni politiche che permettano di materializzare, di comune accordo, la volontà democratica della società basca.
Riconoscimento della cittadinanza basca:
Si riconosce formalmente la condizione di cittadinanza basca a tutte le persone che risiedano
amministrativamente in uno dei municipi della Comunità Autonoma di Euskadi (...)
Inoltre, si attribuisce al Parlamento Basco lo sviluppo costituzionale dei diritti fondamentali
relativi alla partecipazione ed alla rappresentatività della cittadinanza basca nella vita politica,
economica e sociale della Comunità di Euskadi, regolando a tale scopo la creazione ed il
riconoscimento di partiti politici, organismi sindacali ed associazioni imprenditoriali.
Riconoscimento della nazionalità basca:
(...) Si stabilisce ufficialmente il riconoscimento della nazionalità basca per tutti i cittadini e cittadine baschi, con la stessa validità della nazionalità spagnola (...)
La nazionalità basca sarà totalmente compatibile con la nazionalità spagnola, in modo che non sia necessario rinunciare alla nazionalità spagnola per godere della cittadinanza basca e viceversa.
Partecipazione della società civile:
Fra i diritti della cittadinanza basca, si articola nel nuovo Statuto Politico la partecipazione della società civile non solo nell’ambito socioeconomico, ma anche nel resto degli ambiti sociali, culturali ed educativi che conformano l’azione politica delle istituzioni basche. Inoltre, si regoleranno gli elementi essenziali dell’iniziativa legislativa popolare rispetto al Parlamento Basco (...)
Libertà di relazioni con la Comunità Forale di Navarra e con i Territori Baschi di Iparralde (Paese Basco settentrionale, sotto occupazione francese, N.d.T.):
Lo sviluppo di queste basi si fonda sul diritto che spetta ai cittadini e cittadine della Comunità Basca, a quelli della Comunità Forale di Navarra ed a quelli di Iparralde, come membri del Popolo Basco, di stabilire i vincoli politici e le relazioni interne che considerino più adeguate per il loro sviluppo e benessere, senza altra limitazione che la loro volontà.
(...) Proponiamo una cosa molto semplice:
Primo: Che la Comunità Basca e la Comunità Forale di Navarra possano stabilire i vincoli politici e le relazioni interne a livello municipale, territoriale che considerino più adeguate, senza altra limitazione che la volontà delle rispettive cittadinanze.
(...) Quarto: Quanto alle relazioni con Iparralde, si propone la facoltà di firmare trattati ed accordi
bilaterali che permettano di rafforzare le relazioni e gli strumenti di cooperazione, a livello municipale e territoriale, utilizzando le potenzialità della cooperazione transfrontaliera (...)
La configurazione di un Potere Giudiziario Basco Autonomo:
(...) La normazione di un Potere Giudiziario autonomo, comporta il riconoscimento del Tribunale Superiore di Giustizia di Euskadi come cuspide dell’organizzazione giudiziaria basca, riservando al Tribunale Supremo le competenze riguardanti l’unificazione della dottrina e la risoluzione dei conflitti di competenza e giurisdizionali. Questa riserva di competenze al Tribunale Supremo, insieme alla garanzia di applicazione delle stesse regole processuali e degli stessi diritti fondamentali che valgono per il resto dello Stato, assicurano, senza dubbio, il rispetto scrupoloso dell’unità e dell’indipendenza giurisdizionale, si dispone, inoltre, un ambito di coordinamento con il quadro statale ed europeo.
Sulla base di queste considerazioni, la normazione articolata della proposta contempla, fra l’altro, i
seguenti aspetti:
-L’organizzazione giudiziaria basca ha il suo culmine nel Tribunale Superiore di Giustizia di Euskadi, davanti al quale si esauriranno le successive istanze processuali.
-La competenza degli organi giurisdizionali nella Comunità di Euskadi si estende a tutti gli ordini, istanze e gradi, indipendentemente dal diritto applicato e senza esclusioni, vale a dire comprese le competenze che attualmente spettano alla Audiencia Nacional.
-Al Tribunale Supremo spetterà l’unificazione della dottrina e la risoluzione dei conflitti di competenza e giurisdizionali. Inoltre, si riconosce la giurisdizione che, a protezione e salvaguardia dei diritti fondamentali, spetta al Tribunale Costituzionale ed al Tribunale Europeo per i Diritti
Umani.
Garantire la nostra identità ed incrementare il nostro autogoverno:
Si propone la distribuzione dell’esercizio del potere pubblico fra lo Stato e le Istituzioni Basche nei seguenti termini (...): nell’ambito della Comunità di Euskadi restano riservate allo Stato, con carattere esclusivo, le seguenti politiche e materie:
-Nazionalità spagnola, legislazione per stranieri e diritto d’asilo, senza pregiudizio per il carattere condiviso delle politiche di emigrazione ed immigrazione, in funzione della loro incidenza sulle politiche sociali della Comunità di Euskadi.
-Difesa e forze armate.
-Regime di produzione, commercio, detenzione ed uso di armi ed esplosivi.
-Sistema monetario.
-Regime doganale.
-Marina mercantile, registrazioni navali ed immatricolazione di aeromobili, controllo dello spazio
aereo.
-Relazioni internazionali, senza pregiudizio delle azioni aventi ripercussioni all’estero che si riconoscono alla Comunità di Euskadi nel presente Statuto.
Inoltre, nell’ambito della Comunità di Euskadi, spetta allo Stato stabilire la legislazione comune negli ambiti di seguito indicati:
-Legislazione penale, penitenziaria e processuale, senza pregiudizio per le particolarità del diritto sostantivo basco (...)
La Comunità di Euskadi concorrerà agli oneri generali corrispondenti alle politiche esclusive dello Stato nel suo ambito territoriale, mediante il versamento di una quota globale nell’ambito dell’Accordo Economico.
Euskadi in Europa e nel mondo con voce propria:
(...) La Comunità di Euskadi, come parte integrante del Popolo Basco, ha diritto di partecipare con voce propria all’Europa e di sviluppare le relazioni sociali, economiche, politiche e culturali in ambito internazionale che siano necessarie alla difesa del suo autogoverno e come proiezione della sua identità nel mondo.
(...) Diaspora:
Il Nuovo Statuto Politico Basco riconosce come cittadini e cittadine baschi, con tutti i dirittiinerenti a questa condizione, compresa la nazionalità basca, tutte le persone residenti all’estero che abbiano avuto la loro ultima residenza amministrativa nella Comunità di Euskadi.
Insediamento di un sistema bilaterale di garanzie con lo Stato, che impedisca la modificazione unilaterale del patto sottoscritto: (...)
Insediamento di una Commissione Euskadi-Stato come foro di dialogo politico bilaterale per la prevenzione di conflitti e per l’armonizzazione delle politiche pubbliche (...)
-Un adeguamento del Tribunale Costituzionale, mediante la costituzione di una corte specifica che dirima i conflitti nei quali siano parte in causa le Istituzioni Basche.
-L’impegno di non applicazione da parte dello Stato di misure coercitive o che comportino la sospensione unilaterale di politiche o disposizioni adottate (...).
La proposta, presentata il 25/10/2003, è stata dichiarata incostituzionale e sovversiva dal governo Aznar. Zapatero, allora all'opposizone, proponeva un accordo tra tutti i partiti firmatari della Costituzione per bloccare il Plan Ibarretxe. Araba e Nafarroa, regioni storicamente legate alla Spagna, si sono chiamate fuori, mentre la maggioranza dei cittadini baschi si esprimeva a favore della proposta. L'iter di approvazione (o meglio, di bocciatura, viste le indicazioni provenienti da Madrid) è tuttora in corso.
venerdì, settembre 03, 2004
Il terrorismo non va in vacanza...
(ANSA) - MADRID, 21 AGO - Due attentati dell'Eta in Galizia compiuti nel porto sportivo di Baiona e nel Real Club Nautico di Sanxenxo hanno causato 4 feriti. Una telefonata ad un giornale aveva avvisato della presenza di due ordigni la cui esplosione era stata programmata per le 13. Le zone sono state evacuate, ma a Sanxenxo 4 persone, 2 spagnoli e 2 portoghesi, sono state colpite dalle schegge del contenitore dei rifiuti dove era stata collocata la bomba.
(ANSA) - MADRID, 28 AGO - Un piccolo ordigno e' esploso oggi a Santiago de Compostela senza causare feriti, e la polizia ha fatto esplodere un altro ordigno a La Coruna. L'esplosione era stata preceduta da una telefonata al quotidiano basco Gara che a nome dell'Eta avvisava del collocamento delle bombe. Con quelle di oggi sono 4 le bombe fatte esplodere dall'Eta in Galizia nell'arco di una settimana. L'ordigno esploso a Santiago de Compostela e' quello che preoccupa di piu' in quanto la localita' e' meta di pellegrinaggi.
Come commentare notizie del genere? Il governo spagnolo andava ripetendo che ETA non era logisticamente in grado di tornare a colpire, ma nel mese di agosto i terroristi baschi sono tornati a farsi sentire a gran voce, tanto che Zapatero ha chiesto nuovamente di deporre le armi. Io mi limito ad aggiungere che la gente in EH non ne può più di ETA, che adesso mi sembra davvero uno dei maggiori ostacoli alle concessioni per il Paese Basco.

Riecchime! Sono tornato dalle vacanze proprio in tempo per seguire la prima giornata di Liga. Ecco com'è andata:
CA Osasuna-Athletic Club Bilbao 1-1
Osasuna: Sanzol; Izquierdo, Cruchaga, Josetxo, Corrales; Ortiz (Muñoz, m.75), Puñal, Pablo García, Moha (Delporte, m.86); Webó (Cuéllar, m.52), Milosevic.
Athletic: Aranzubia; Iraola (Javi González, m.65), Gurpegi, Luis Prieto, Del Horno; Tiko (Angulo, m.75), Orbaiz; Etxeberria, Jonan (Urzaiz, m.59), Yeste; Ezquerro.
Reti: 17' Etxeberria, 41' Milosevic.
Arbitro: Daudén Ibáñez del Comitato Aragonese.
Note: espulso Josetxo (O) al 1'st. Ammoniti Milosevic (m.27), Pablo García (m.35) e Puñal (m.48) per l'Osasuna, Iraola (m.51), Yeste (m.70), Orbaiz (m.92) e Javi González (m.94) per l'Athletic. Partita disputata davanti a 14.972 spettatori. Prima del fischio d'inizio, la golfista navarra Carlota Ciganda ha ricevuto dei fiori in omaggio alla sua vittoria nel Campionato Europeo. Al 3' del secondo tempo tre giovani hanno attuato una pacifica invasione di campo.
Poteva andare meglio, però il pareggio all'esordio non è da buttare. E' vero che negli ultimi tre anni l'Athletic aveva sempre vinto a Pamplona, ma non bisogna dimenticare la buona caratura dei navarri, che la scorsa stagione sfiorarono la UEFA, e le insidie sempre presenti nei derby. Peccato per il secondo tempo giocato male nonostante la superiorità numerica dal 1', frutto dell'espulsione di Josetxo per una brutta entrata ai danni di Ezquerro; paradossalmente, da quel momento l'Osasuna è venuta fuori (prima non aveva meritato il pareggio) e ha sfiorato più volte il 2-1, mentre i Leoni sono sembrati accontentarsi del punto a causa di un notevole calo fisico. Dal punto di vista tattico, il tecnico Valverde ha messo in campo la squadra con quel 4-2-3-1 che ci ha dato tante soddisfazioni in passato; Gurpegi centrale difensivo al posto di Lacruz (rotto 6 mesi) è una buona cosa, soprattutto perchè libera un posto da mediano al forte Orbaiz. Dei nuovi (ovviamente 4 giovani del Bilbao B, non ci sono soldi per gli acquisti) ha giocato solo Angulo, mancino talentuosissimo destinato a diventare una stella del club. Il calendario per i Leoni ora si fa drammatico (nell'ordine: Valencia, Deportivo, Betis e Real Madrid), ma resto convinto che le squadre forti è meglio incontrarle subito, così ci si toglie il pensiero. Complimenti finali a Etxebe per il primo gol stagionale: la mancata convocazione nella Seleccion spagnola (Aragonés è un folle...) deve aver caricato a mille il confermato capitano (confermato perché anche quest'anno Guerrero non avrà spazio...non è stato nemmeno convocato al Sadar di Pamplona).
Parentesi UEFA: i primi avversari dei biancorossi saranno i turchi del Trabzonspor, che l'anno scorso fecero fuori il Parma; sarà dura...
Jonan Garcia, una delle speranze dell'Athletic del futuro