L'ultima parte del Rapporto di Amnesty sulla Spagna.
Carceri e centri detentivi
Sono state riferite notizie di crescenti tensioni nelle carceri, violenze tra detenuti e maltrattamenti ad opera del personale carcerario. Listituto di pena di Salto del Negro, a Las Palmas de Gran Canaria, è stato segnalato tra quelli con una grave situazione di sovraffollamento. A maggio il carcere di Quatre Camins, in Catalogna, è divenuto teatro di gravi disordini che hanno coinvolto fino a 130 detenuti. Sei di essi e cinque agenti di custodia sarebbero rimasti feriti. Nel mese di giugno AI ha richiesto al governo catalano informazioni su denunce individuali di maltrattamenti e sulle misure che intendeva assumere per alleggerire il sovraffollamento. A ottobre le autorità hanno risposto che si era verificato uno straordinario accrescimento della popolazione carceraria catalana come ovunque in Europa, causato in parte dalla politica giudiziaria nazionale e, per laltra parte, dall'incessante incremento di cittadini stranieri che costituivano circa il 28 per cento del totale dei detenuti. Il governo catalano ha anche affermato di aver previsto a bilancio somme ingenti per la costruzione di nuovi penitenziari.
Per tutto l'anno, il continuo arrivo di immigrati africani sulle spiagge delle isole Canarie ha sollevato preoccupazioni umanitarie. A marzo, sette organizzazioni, tra cui AI, hanno espresso preoccupazione per le inaccettabili condizioni e per le difficoltà di avere accesso all'assistenza legale nel centro detentivo per immigrati situato nel vecchio aeroporto di Fuerteventura. Più tardi sono state aperte nuove strutture per alleviare il sovraffollamento, ma anche queste sono apparse inadeguate. Le autorità hanno riconosciuto che i centri erano fonte di gravi problemi e stavano perciò studiando nuove misure.
Diritto a protestare pacificamente
Alla vigilia di due summit dellUnione Europea svoltisi in Spagna, a Barcellona in marzo e a Siviglia in giugno, AI ha chiesto alle autorità di fare in modo che, durante le manifestazioni, l'ordine pubblico fosse mantenuto nel rispetto del diritto alla protesta pacifica. L'organizzazione si è anche detta preoccupata perché le autorità avevano bloccato i confini per impedire lingresso nel Paese ad alcuni manifestanti apparentemente pacifici, violando così i loro diritti alla libertà di espressione e di riunione.
A settembre, a seguito della sospensione di Batasuna, un giudice inquirente ha emesso un'ordinanza che sembrava ampliare l'ambito del divieto di effettuare qualunque assembramento o dimostrazione se organizzati in relazione alla coalizione nazionalista basca o alla sua sospensione. Un successivo decreto avrebbe stabilito che le manifestazioni organizzate da altri partiti o da singoli cittadini non erano sottoposte a tale divieto. Ciò nondimeno, il preciso ambito di applicazione di tale divieto non è stato chiarito. AI ha sollecitato le autorità spagnole e basche a garantire che le recenti disposizioni giudiziali non impedissero il diritto alla libertà di espressione e di protesta pacifica nei Paesi Baschi.

Sbarrate pure le porte di un giornale, non riuscirete mai a sbarrare quelle delle nostre menti...
E così la Trapattonia è finalmente fuori...la favolosa combine di Svezia e Danimarca (fenomenali) ha reso inutile la striminzita vittoria sui vergognosi bulgari, forse i peggiori dell'Europeo, che, pur privi di cinque titolari (tra cui Stilian Petrov e il forte Peev), sono riusciti a segnare il loro primo gol nella competizione (bravo Materazzi, ha fatto un fallo che nemmeno in Seconda categoria). C'è poco da appellarci al "biscotto" scandinavo, alla sfiga o allo sputo di Totti: l'Italia ha fatto schifo sul piano del gioco, punto e basta. Su tre partite, ha disputato un buon primo tempo contro la Svezia, un pò poco per chi ha la pretesa di vincere l'Europeo; d'altra parte, con Trapattoni in cabina di regia l'Italia ha vinto solo due partite (con Ecuador e Bulgaria, i classici squadroni) sulle sette disputate nelle fasi finali di Giappone-Corea 2002 e Portogallo 2004. Poche scuse, siamo stati ridicoli sia due anni fa che in questi giorni. A mio modesto parere, la nazionale va rifondata completamente: oltre al Trap e a Carraro, bisogna trombare: a) i giocatori logori fisicamente e che non rendono più (Cannavaro, Del Piero, Vieri); b)tutti quei fighetti che non ci sentono minimamente per la maglia azzurra (Camoranesi in primis); c) coloro che non ci incastrano niente con la nazionale (Materazzi, Oddo e compagnia brutta). Vinciamo titoli Under 21 da anni, ma con la nazionale maggiore non combiniamo niente; la Repubblica Ceca (3 vittorie su 3, anche con le riserve delle riserve) ha in rosa ben 8 giocatori che vinsero l'Europeo giovanile due anni fa: sarà forse un caso?


Cassano (uno tra i pochi a salvarsi) piange, Baros segna e la Repubblica Ceca esulta.
Ieri mi è arrivata da Bilbao la maglia dell'Euskal Selekzioa...è bellissima, sono ancora in piena esaltazione! Un grazie di cuore a Txemi che me l'ha spedita e ad Emi che si è dovuto sorbire le mie palle perchè la camiseta non arrivava...Eskerrik asko! A proposito, Emi, se passi di qua dimmi un pò come devo fare a rendere i soldi a Txemi.

Ecco la sacra maglia dell'Euskadi; venne usata per la prima volta il 12 maggio 1915, in un memorabile Euskadi-Catalunya 1-0 giocato a Madrid. Il nome della squadra non era ancora Euskal Selekzioa, bensì Seleccion Norte, visto che riuniva le federazioni di Bizkaia, Gipuzkoa e Cantabria (quest'ultima regione non fa parte dei Paesi baschi); i giocatori, però, erano tutti baschi. Per tale motivo, alcuni ritengono che la prima partita ufficiale della Selekzioa sia quella del 1930 sempre contro la Catalunya (1-0 per Euskadi al Montjuic di Barcellona), mentre in realtà la storia della Nazionale basca è iniziata a tutti gli effetti nel 1915, come riporta lo stemma sulla camiseta verde.
Non posso non espimere soddisfazione per la partita di ieri tra Spagna e Portogallo: i lusitani, squadra per cui tifo in questi Europei, hanno vinto 1-0 con gol del mio amato Nuno Gomes (attaccante sottovalutato al massimo, è una seconda punta fortissima ma purtroppo lo hanno sempre messo centravanti e ha reso meno di quanto avrebbe potuto) e la Spagna è tornata a casa. Che risate! E' una nazione troppo disunita e ciò si vede anche quando gioca la Seleccion, con gente che non si passa il pallone e liti nello spogliatoio. A me dispiace solo per il tecnico Saez, che comunque ha dimostrato di avere idee abbastanza confuse (Raul andava tolto dalla formazione titolare). In ogni caso, speriamo che la Bulgaria faccia fuori la Trapattonia così la mia estasi sarà completa.
Una notizia di cronaca su ETA, che riporto così come l'ha data l'Adnkronos: Nove elementi di spicco dell'organizzazione separatista basca Eta, tra cui Benito Fermin Martinez Bergara, detto il 'Demonio' e ritenuto il capo dei riservisti, sono stati arrestati in Francia dalla polizia in un'operazione dell'antiterrorismo scattata all'alba a Limoges, Angers e Le Mans. Oltre a Bergara e' stato in seguito identificato anche Ignacio Lopez de Vergara Astola, sospettato dal ministero dell'Interno di essere il responsabile del reclutamento e dell'addestramento dell'Eta. La polizia spagnola, che teme l'inizio di una ''campagna estiva'' dell'organizzazione terroristica e che ha collaborato alle indagini preliminari sui riservisti 'in sonno' dell'Eta rifugiati in Francia in attesa di incarichi operativi, commenta positivamente gli arresti, definendoli di importanza vitale. Martinez Bergara e' considerato uno dei membri storici del gruppo che fece parte del ''commando di Madrid'' alla fine degli anni '80. E' sospettato di aver partecipato al sequestro nel 1979 del delegato del ministero dell'Industria in Navarra Ignacio Astiz, liberato cinque giorni dopo il rapimento l'11 giugno, e di diversi furti di esplosivo. Ha 48 anni, e' nato in Navarra nel 1956, e nel 1999 e' diventato il responsabile dell'apparato logistico dell'Eta, sostituendo Eusebio Arzalluz Tapia che, secondo gli investigatori, si sarebbe rifugiato a Cuba. In precedenza, avrebbe partecipato anche al sequestro dell'imprenditore Javier Jauregui, sempre in Navarra. Arrestato in Francia nel 1983, Martinez Bergara ha ottenuto poi la liberta' vigilata ed e' ritornato clandestinamente in Spagna dove e' entrato a far parte del 'commando di Madrid' di Jose' Luis Urrusulo Sistiaga e Antonio Gabiola Goyogana.
E adesso, i risultati delle elezioni in Spagna. Il Psoe ha vinto con il 43,3% dei voti, mentre il Partito Popolare si è fermato al 41,3%. Terza forza politica l'alleanza di partiti nazionalisti Galeusca (che comprende il moderato Partito Nazionalista Basco), che ha ottenuto il 5,2% delle preferenze. Izquierda Unida, la coalizione che comprende i comunisti, ha raggiunto il suo minimo storico, con 4,1% dei voti. In Euskal Herria, il Psoe ha superato nettamente il Pp confermandosi prima forza; il risultato più notevole, però, è stato quello della lista nazionalista Herritarren Zerenda, che, dopo aver evitato la messa al bando, è stata votata da circa 120.000 elettori. Il risultato di Herritarren Zerrenda ha costituito la vera sorpresa di queste elezioni. La sua percentuale di voti ha superato quella ottenuta in precedenza dalle liste annullate di AB (piattaforma della sinistra indipendentista, messa fuori legge) del 14 marzo. E benché l'elettorato distinguesse perfettamente il senso di questa lista, è necessario richiamare l'attenzione sul fatto che la sua campagna si è basata su cittadine e cittadini che, fino ad alcune settimane fa, non avevano alcuna notorietà nell'ambito politico. Il prossimo riscontro per HZ saranno le elezioni del parlamento autonomo delle Province basche, in programma nella primavera del 2005. Arnaldo Otegi, rappresentante storico della sinistra basca e dirigente di Batasuna, ha detto di considerare HZ vincitrice morale delle elezioni europee e ha chiesto al presidente del Governo spagnolo, José Luis Rodríguez Zapatero, di prendere nota dei risultati di HZ, perché "la sinistra indipendentista basca non può essere sconfitta nemmeno elettoralmente". Inoltre, ha criticato il fatto che i partiti nazionalisti baschi abbiano preferito stringere alleanze con altre formazioni, invece che con forze basche.

Oggi volevo pubblicare un'altra parte del rapporto di Amnesty, però non posso non dire nulla della partita di ieri dell'Italia. Premesso che io tifo per il Portogallo e che ieri ho esultato sul gol (fantastico) di Zlatan Ibrahimovic, devo dire che la partita, e quindi il 90% dell'Europeo, l'ha persa il Trap. Nessuno mi toglie dalla mente che questo anziano signore, da tutti ritenuto il tecnico più vincente d'Italia, in realtà abbia sempre raccolto meno di quanto avrebbe dovuto per le squadre che ha allenato. Con la Juve ha dominato in Italia, però in Europa, con la regola dei gol in trasferta, ha vinto pochino, perchè segnare un gol e mettersi tutti davanti al portiere, Platini compreso, non sempre ha reso. Ricordo ancora oggi la partita di ritorno della finale di Coppa UEFA tra Juve e Athletic nel 1977 (1-0 per i bianconeri all'andata): gol immediato di Bettega, poi solo catenaccio con i baschi che rimontano fino al 2-1 e rischiano di vincere. Tornando a ieri, il Trap, che stava dominando, in 5 minuti ha tolto due punte (Cassano e Del Piero, fin lì ottimi) per inserire due cursori esterni di centrocampo, Fiore e Camoranesi; lo schema è passato ad un 4-5-1 inguardabile, e infatti io ho profetizzato ai miei amici: Ora ci assediano per mezz'ora, e prima o poi pareggiano. Detto fatto. Camoranesi (ma che bel giocatore, è valsa proprio la pena di naturalizzarlo) ha fatto contro-crossare indisturbato il suo uomo, Zambrotta ha ciccato il pallone e Ibra si è inventato quel gol di tacco. Ripeto, la partita l'ha persa il Trap. Se davvero Cassano e Del Piero fossero stati stanchi, poteva sostituirli con Di Vaio e uno tra Fiore e Camoranesi, ma la sua scusa non regge: lui voleva solo cambiare il modulo. Così facendo ha regalato campo e iniziativa alla Svezia, fin lì praticamente inesistente, che ha poi raggiunto un pari meritato per ciò che ha fatto nella ripresa. I giornalisti sono stati scandalosi, nessuno ha detto che il Trap è un rincoglionito e tutti hanno parlato di sfortuna o, meglio ancora, della futura combine tra Svezia e Danimarca. Vergognosi. Sembra scontato che l'Italia ne darà 3 alla Bulgaria, ma con Trap in panchina ciò non è affatto detto; e poi, secondo me, se Svezia e Danimarca si mettessero d'accordo non sarebbe uno scandalo. A parte per noi italiani, moralisti infiniti. Ricordo (e concludo) che, ai Mondiali del 1974, l'Italia rifiutò una proposta di combine della Polonia per poi mandare capitan Mazzola negli spogliatoi polacchi alla fine del primo tempo, con gli azzurri sotto 1-0. Risultato finale: 2-1 per la Polonia e Italia a casa. Passa il tempo, ma noi restiamo sempre gli stessi.
mercoledì, giugno 16, 2004
Il buon vecchio Emi mi ha dato una bella notizia, è in arrivo per me un pacco da Bilbao che dovrebbe contenere la maglia dell'Euskal Selekzioa più una misteriosa sorpresa...non vedo l'ora che il postino me lo consegni! Intanto ringrazio Emi e Txemi...ti sono vicino Leone.
Purtroppo non ho tempo per postare il rapporto di Amnesty, voglio andarmi a vedere Grecia-Spagna; voglio solo segnalare che l'Athletic ha presentato le nuove maglie per la UEFA, che potete vedere qui. A mio parere sono orrende, anche perchè noi ci gloriamo di giocare da sempre con la maglia a strisce zurigorriak (biancorosse), e come me la pensano sia Etxeberria che Dani Aranzubia, i due nazionali; per Gurpegi, invece, sono giovanili e accattivanti, ma credo che il navarro sia l'unico a cui piacciano quegli obbrobri. Tra l'altro, Etxebe, capitano da quando Julen Guerrero non gioca più titolare, ha espresso il suo rammarico perchè la dirigenza non ha consultato i giocatori prima di presentare le nuove camisete "europee": un ulteriore strappo tra i calciatori e il direttivo. Ugartetxe, facci un favore: DIMETTITI!
Dopo un'assenza forzata dovuta alle elezioni (ho fatto il segretario al seggio), torno a scrivere sul mio blog, anche se oggi non dirò nulla su Euskal Herria. Innanzi tutto, ringrazio tutti i lettori: il contatore ha passato quota 1000, un risultato quasi impensabile per me quando ho deciso di iniziare quest'avventura. Eskerrik asko!
Prima annotazione: le elezioni. Comincio col dire che non ho trovato schede nulle divertenti: un paio di "Andate a lavorare", un "Gattuso titolare" e poco altro. Niente a che vedere con mio padre, che si beccò una scheda foderata di mortadella con la scritta "Adesso mangiatevi anche questa". Altri tempi, forse, anche se adesso mi sembra che ci siano più banditi di quando governava la DC. Il risultato elettorale mi ha deluso. Forza Italia ha perso il 4%, però i voti che ha lasciato per strada non sono andati all'opposizione, bensì sono passati ad AN (+1,qualcosa%), all'UDC, che ha fatto un risultatone, e alla Lega, che ha beneficiato più del previsto della commozione per le condizioni di Bossi, peraltro rinforzata ad arte un paio di giorni prima del voto da alcune foto sofferenti del leader padano (ma ce l'avrà sempre duro?). Il Listone dell'Ulivo è stato un buco nell'acqua, anche se Fassino e co. non vogliono ammetterlo: DS, Margherita, Comunisti Italiani e SDI hanno preso gli stessi, identici voti delle precedenti elezioni e non hanno nemmeno sfiorato quel 36-37% che erano sicuri di raggiungere. Alle amministrative è andata meglio, ma quelle sono elezioni particolari, dove contano parecchio i rapporti personali, e quindi non sono molto attendibili. Il vero trionfatore è Bertinotti, abile come sempre a cavalcare i sentimenti del popolo di sinistra non espressi dall'Ulivo. L'affermazione di RC e Verdi pone un problema serissimo per il Listone, più grave, a parer mio, di quello della Casa delle Libertà. Se Berlusconi e soci, infatti, dovranno solo confrontarsi sul peso diverso delle forze della coalizione, Prodi e compagnia si troveranno ad affrontare una questione spinosissima: senza Bertinotti non vanno al governo, ma con lui non è possibile governare a causa delle sue idee, ferme al 1946 o forse anche prima. In due parole, sò cazzi.
Seconda annotazione: gli Europei. Ho visto solo una partita, Svezia-Bulgaria: spettacolo, 5 gol e numeri davvero di alta scuola. La Svezia è forte, ha un attacco fantastico ma in difesa mi sembra molto vulnerabile; la Bulgaria, che aveva giocato bene fino al 2-0 di Larsson e poi ha perso la testa, non è una squadra materasso: certo, ha una difesa inguardabile, però fa girare bene la palla e costruisce molte occasioni da gol. Molto bravo Martin Petrov, l'esterno sinistro: corsa, dribbling e piede vellutato. Sull'Italia solo una considerazione: non si può giocare con tre mezzepunte dietro Vieri e ricorrere sistematicamente al lancio dalla difesa (saltando, di fatto, proprio i fantasisti). Trap conferma di essere in fase di rincoglionimento pesante: in panchina ha uno dei migliori centrocampisti del mondo, Pirlo, e continua a mettere due medianacci di contenimento anche se il gioco latita. Complimenti. La mia formazione è questa (4-4-2 a rombo): Buffon; Oddo, Nesta, Cannavaro, Panucci (o Favalli); Gattuso a destra, Pirlo mediano, Zambrottta a sinistra, Totti dietro le punte; Del Piero (o Cassano), Vieri. Siamo l'Italia, bisogna osare. Conlcudo con qualche breve commento: Zidane superbo, Spagna macchinosa ma devastante sugli esterni (visto com'è forte Etxeberria?), Grecia coriacea, Inghilterra che si rifarà, mi spiace per il Portogallo.
Mi hanno sempre affascinato i serial killer, quindi non ho potuto resistere quando ho beccato questo test. Che serial killer sarei? Ecco la risposta:
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Congratulations, if you were a serial killer you would be... |
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Ted Bundy |
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In the early to mid 1970s Ted Bundy would murder over 30 young women. Most were attacked while walking in parks, found later to have been raped and strangled to death, but sometimes Bundy would go as far as breaking into their houses as they slept and beating them to death with a crow bar.
After being caught and convicted of the murders, Bundy accepted prison, acquired a new name and started his killing spree all over again. Soon after, Bundy was caught, but not before taking the lives of 3 more women.
Almost all of Bundy's victims were young white girls with long dark hair parted down the middle, all were raped, beaten and sodomized.
kill count: 30+
mercoledì, giugno 09, 2004
Il rapporto di Amnesty sulla Spagna (parte 5).
Minorenni stranieri non accompagnati.
Nel mese di maggio, AI ha pubblicamente espresso profonda preoccupazione a proposito di una dichiarazione del governo della città autonoma di Melilla, con la quale questo preannunciava che in futuro non avrebbe più accordato protezione a minorenni stranieri non accompagnati che entrassero in città. L'organizzazione ha reiterato precedenti appelli ai governi spagnolo, regionale ed autonomo affinché si attengano agli standard internazionali sull'assistenza e la tutela dei minorenni non accompagnati. A giugno, il Comitato delle Nazioni Unite per i diritti dell'infanzia ha dichiarato di essere profondamente allarmato dalle condizioni dei bambini stranieri non accompagnati […]. Il Comitato ha raccomandato che le autorità spagnole adottino nove misure urgenti per migliorare le condizioni dei minorenni, tra cui impedire le espulsioni irregolari ed indagare efficacemente le denunce di maltrattamenti.
A seguito della pubblicità negativa creata dalla situazione di minorenni marocchini e dopo un appello del pubblico ministero annesso all'Alta Corte di giustizia per l'annullamento di molte espulsioni da Melilla in quanto illegali, il numero di tali espulsioni è sensibilmente diminuito nel corso dell'anno. Sono stati riferiti anche miglioramenti delle condizioni di vita in alcuni dei centri di accoglienza. Malgrado ciò, nei mesi di giugno e luglio sono pervenute denunce relative alluso illegale di una cella di punizione al centro di accoglienza di Fuerte de la Purisima a Melilla. Alcuni bambini hanno raccontato di essere stati picchiati per aver disobbedito a regole disciplinari e chiusi in tale cella, che era minuscola, sporca e priva di finestre. Un insegnante e una guardia di sicurezza sono stati accusati di aver picchiato i bambini dentro la cella e di aver incoraggiato i ragazzi più grandi a commettere atti di violenza. Il pubblico ministero di Málaga ha quindi ordinato la chiusura della cella di punizione. Sono state avviate inchieste giudiziarie in merito alle denunce ed anche per le dichiarazioni di alcuni bambini che denunciavano di essere stati maltrattati fisicamente e molestati sessualmente.
Nel mese di dicembre, il centro di accoglienza La Montañeta, a Las Palmas de Gran Canaria, che un pubblico ministero pare abbia descritto come infernale, è stato chiuso dopo che diversi bambini avevano denunciato di essere stati maltrattati, stuprati e soggetti ad altri abusi sessuali da parte di internati più grandi. Sono state riferite anche aggressioni ai danni di assistenti ed insegnanti. È stato espresso il timore che la situazione esplosiva dei centri di accoglienza delle isole Canarie incluso quello di Puerto del Rosario a Fuerteventura stesse alimentando pressioni politiche per ripristinare la pratica di rimpatriare i minorenni contro la loro volontà.
Ogni nazione ha bisogno di una bandiera, un simbolo capace di racchiudere lo spirito di un popolo. Anche Euskal Herria ha la propria, l'ikurriña, che ha una storia recente e molto travagliata (come quasi tutte le cose basche). Il vessillo venne creato nel 1894 dall'ideologo del nazionalismo basco, Sabino Arana, che prese a modello l'Union Jack britannica e usò i colori rosso (il popolo), verde (l'antica legislazione basca) e bianco (la tradizione cattolica); in realtà, l'ikurriña rappresentava inizialmente la sola Bizkaia, e ancora oggi i navarri (in particolare quelli del sud, che non parlano l'euskera) stentano a riconoscersi in questo vessillo. La bandiera venne esposta al congresso del PNV (Partito nazionalista basco) nel 1906 e, da lì in poi, conobbe una grande diffusione, fino a venire usata dai partigiani baschi (non solo bizkaini) durante la Guerra Civile. Il franchismo fece naturalmente sparire l'ikurriña e ne proibì l'utilizzo; Franco disse: "La bandiera basca non esiste", mentre un suo ministro dichiarò: "I baschi prima di issarla dovranno passare sul mio cadavere". Con la morte del dittatore, nel 1975, anche l'ikurriña tornò alla vita; nel 1977, Iribar e Kortabarria, capitani di Athletic Bilbao e Real Sociedad, entrarono in campo stringendo la bandiera basca, nuovo esempio di come lo sport possa veicolare valori non solo agonistici. Oggi l'ikurriña può essere esposta anche negli uffici pubblici, accanto alla bandiera spagnola, ma sovente viene issata sola senza che vi siano troppi problemi. Sono passati i tempi in cui gli etarras appendevano le bandiere sui tralicci dell'alta tensione, sfidando polizia e Guardia Civil a rimuoverle! In ogni caso, l'ikurriña resta tuttora un vero e proprio simbolo di libertà.

Iribar (a destra) e Kortabarria entrano in campo con la bandiera del Paese Basco.
Senza parole...

Il rapporto di Amnesty sulla Spagna (parte 4; questa riguarda da vicino EH).
Detenzione in incommunicado.
Molte persone trattenute in incommunicado (detenzione in cui non è possibile telefonare, parlare col proprio avvocato o ricevere visite, ndr) poiché sospettate di appartenere a ETA hanno denunciato di essere state sottoposte a tortura o a maltrattamenti da parte di membri della Guardia civil o della polizia. Nei mesi di agosto e settembre, diverse persone arrestate in seguito alla campagna basca kale borroka (guerriglia urbana), che è stata collegata a ETA, sarebbero state detenute in incommunicado fino a quattro giorni. Diversi detenuti hanno denunciato di essere stati picchiati, molestati sessualmente, sfiniti da esercizi fisici ai quali erano stati costretti e sottoposti alla bolsa, una tecnica che provoca asfissia poiché la testa viene incappucciata con buste di plastica strette intorno al collo.
A novembre il Comitato delle Nazioni Unite contro la tortura ha espresso profonda preoccupazione per il modo in cui la detenzione in incommunicado ha facilitato atti di tortura. Il Comitato ha raccomandato, tra l'altro, l'introduzione della videoregistrazione durante gli interrogatori di polizia e Guardia civil, che dovrebbe poi essere messa a disposizione del magistrato competente. Il Comitato ha anche raccomandato che i detenuti in incommunicado siano sottoposti ad una visita medica effettuata congiuntamente da un medico legale nominato d’ufficio e da un medico di fiducia del detenuto.
*Gli avvocati di Unai Romano Igartua, che aveva denunciato di essere stato torturato nel settembre 2001, hanno presentato appello contro una decisione, emessa a luglio, di archiviare il caso nei confronti di tre agenti della Guardia civil. Durante la detenzione in incommunicado, la testa di Unai Romano si gonfiò a tal punto che egli divenne di fatto irriconoscibile e perse temporaneamente la vista, apparentemente a causa delle gravi percosse inflittegli dagli agenti. Essi hanno affermato, invece, che Unai Romano si era procurato le ferite da sé (ah ah ah; io ho postato la foto di Unai Romano, era quel ragazzo la cui testa era divenuta viola a forza di botte, chi l'ha vista la ricorderà per forza...ndr).
*A marzo un giudice inquirente ha stabilito che Iratxe Sorzabal Diez, una presunta appartenente a ETA, non era stata torturata fisicamente da agenti della Guardia civil l'anno precedente, sebbene potesse essere stata minacciata e molestata. Iratxe Sorzabal è ricorsa in appello (la ragazza di cui si parla è stata sottoposta alla tortura con elettrodi; ho postato anche le foto che ritraevano la sua pelle dopo il "trattamento", ndr).

Questo è ciò che fanno a chi non può difendersi...bastardi.
mercoledì, giugno 02, 2004
2 giugno, festa della Repubblica...mi sveglio a mezzogiorno e accendo la tv, su Italia 1 c'è "Secondo voi" che domanda alla gente: siete orgogliosi di essere italiani? In mezz'ora di trasmissione, non ho sentito una sola persona dire: "No, cazzo, questo paese è una merda, ha i monumenti più belli che vengono tenuti malissimo, ha paesaggi splendidi sfregiati da abusi edilizi obbrobriosi, ha una classe dirigente inqualificabile ed è governato da insulsi omuncoli, mere controfigure di persone con un carattere ed un'idea". Zero. Le uniche critiche le ho sentite contro (guarda un pò) la magistratura. E tutti ad esaltare il carattere degli italiani, con riferimenti a Quattrocchi e a quella frase presa di peso da un film con Stallone o Chuck Norris. Mi sono rotto i coglioni di sentir dire che gli italiani hanno un bel carattere, sono buoni generosi disinteressati ecceccecc. Ma che cazzo di generalizzazioni fa ancora la gente? La chiusura del programma è stata indegna: un sedicente opinionista, tal Del Debbio, ha detto che l'84% degli italiani è orgoglioso di esserlo e sta anche aumentando il consenso verso la missione in Iraq. Caro Del Debbio, io capisco che anche tu sei sul libro paga di Berlusconi e devi sparare un pò di cazzate, ma Cristo santo, cerca di non tirare queste bombe H, non ci crede nessuno.
2 Giugno, festa della Repubblica. Io non sono orgoglioso di essere italiano, anzi, vedere la parata dell'esercito (ricordo che i militari sono quegli allegroni che sparano e uccidono per lavoro) mi ha davvero schifato.
Il rapporto di Amnesty sulla Spagna (parte 3).
Tortura e maltrattamenti motivati da razzismo.
Nel mese di aprile AI ha lanciato una campagna per chiedere alle autorità l'adozione di una strategia nazionale contro il razzismo. Contemporaneamente, l'organizzazione ha pubblicato un significativo rapporto in cui attestava la frequenza e lampiezza delle denunce di maltrattamenti motivati da razzismo. Nonostante l'esistenza di leggi e codici che tutelano da condotte discriminatorie ed arbitrarie, l'individuazione delle persone in base alla razza è stata pratica comune e l'uso discriminatorio dei controlli di identità ha causato maltrattamenti e abusi da parte di funzionari pubblici nei confronti di persone di origine straniera. Le donne straniere senza documenti sono state particolarmente a rischio di subire stupri o altre gravi aggressioni di tipo sessuale durante la custodia. Gli immigrati soggetti alle procedure di espulsione non sono stati trattati con dignità o trasparenza, mentre l'impunità di cui hanno goduto i responsabili degli abusi si è manifestata in modo specifico quando le vittime appartenevano a minoranze etniche o erano cittadini stranieri.
Il ministro dell'Interno ha assicurato ad AI limpegno assoluto del governo, della magistratura e delle forze dell'ordine nella lotta al razzismo, negando di fatto che i funzionari pubblici si comportassero in modo razzista. Egli non ha fornito risposte sostanziali al rapporto lanciato da AI. Nel mese di giugno, durante un'audizione dinanzi ad una commissione parlamentare, il ministro ha risposto a numerose domande in merito al rapporto. Egli ha ammesso che vi erano stati alcuni casi di maltrattamenti, ma li ha definiti casi isolati. Alcuni deputati hanno sollecitato il governo a dar seguito a molte delle specifiche raccomandazioni contenute nel rapporto, e in particolare a quella che auspica la creazione di un programma nazionale per la lotta al razzismo.
Nel mese di novembre, il Comitato delle Nazioni Unite contro la tortura che ha esaminato il quarto rapporto periodico della Spagna sull'applicazione della Convenzione delle Nazioni Unite contro la tortura ha espresso preoccupazione per le segnalazioni di maltrattamenti razzisti ai danni di immigrati e per le denunce di stupri e abusi sessuali. Il Comitato ha raccomandato che la definizione di tortura presente nel codice penale spagnolo fosse ampliata, inserendo tra i moventi anche la discriminazione di ogni genere.
*A marzo, Claudia Peña Ureña e sua sorella Brunilda Ureña Ureña, cittadine della Repubblica Dominicana, hanno denunciato di essere state aggredite ed insultate in modo razzista da due agenti della Polizia nazionale intervenuti a seguito di una segnalazione per disturbo della quiete pubblica a Torrejón de Ardoz, dove si stava svolgendo una festa di compleanno. Diversi bambini piccoli erano presenti alla festa. Secondo quanto riferito, Claudia Peña è stata presa a calci al volto e alla testa dopo essere stata gettata a terra e in seguito calpestata. Il padre ha dichiarato che, quando si è recato alla polizia per sporgere denuncia, gli è stato detto che non poteva farlo ed è stato cacciato a forza dalla stazione di polizia, a quanto sembra dopo essere stato insultato, minacciato e colpito con calci e pugni. Un referto medico su Claudia Peña ha rilevato contusioni multiple. Nel mese di maggio un tribunale ha prosciolto le due donne dall'accusa di disobbedienza all'autorità. Un'altra udienza, fissata per settembre, in cui sarebbero state esaminate le denunce di maltrattamenti presentate dalle due donne, è stata rinviata perché, secondo quanto riferito, gli agenti coinvolti erano in vacanza. A dicembre gli agenti sono stati prosciolti per insufficienza di prove, tra cui la mancata comparizione in tribunale di alcuni testimoni.
*Nel mese di marzo un agente della Polizia nazionale è stato condannato a 12 anni di reclusione per aver aggredito sessualmente una donna colombiana, J., nel 2001 a Valladolid; in aprile ad un altro agente è stata inflitta una condanna a 4 anni di reclusione per l'aggressione sessuale, avvenuta nel 1998, ai danni di una donna peruviana, Miriam Rosa Verástegui Templo. Nel caso di J., la corte ha sottolineato che, considerato che la donna era entrata irregolarmente in Spagna, si trovava in una posizione particolarmente vulnerabile nei confronti dell'agente di polizia. Entrambi gli agenti hanno presentato appello contro le condanne, che non erano definitive; perciò sono rimasti in libertà.