Mi fa ridere chi arriva a giustificare le sporche "operazioni contro-terroristiche" del governo spagnolo con la scusa che queste vengono rivolte solo contro i membri di ETA. Dico che mi fa ridere per due motivi: il primo è che, come ho già ampiamente scritto, decine di innocenti sono stati incarcerati, torturati e perfino uccisi da GAL, Guardia Civil e compagnia brutta; il secondo è che gli spagnoli hanno avuto il coraggio di colpire anche i politici indipendentisti baschi, negando così uno dei principi basilari della democrazia. L'esempio più lampante di quanto ho appena detto è la vicenda di Josu Muguruza, il parlamentare di Herri Batasuna assassinato il 20 novembre 1989. Muguruza si trovava a Madrid per partecipare ad una seduta del parlamento spagnolo, che si sarebbe svolta il giorno successivo; quella sera, stava cenando al ristorante dell'hotel Alcal con altri membri di HB, quando due uomini armati fecero irruzione ed aprirono il fuoco verso il tavolo dei politici baschi. Muguruza venne ucciso così, come in un film sulla mafia americana degli anni '30. Era il direttore del quotidiano in euskera "Egin" ed era stato rifugiato in Iparralde prima di essere esulso dal governo francese, che ben sapeva i rischi che Muguruza avrebbe corso una volta tornato in Spagna; la polizia, infatti, non perse tempo e lo incarcerò per i soliti sospetti di collusione con ETA. Muguruza uscì nel 1987 e, con molto coraggio, intraprese la doppia carriera di giornalista e politico, finita il 20 novembre di due anni dopo a causa di questo agguato criminale. Gli assassini del politico di HB morirono a loro volta in circostanze poco chiare, ovviamente prima di aver potuto fare i nomi dei mandanti. Una grande folla accorse a Bilbao per i funerali di Josu Muguruza, le cui ceneri vennero disperse nei pressi del monolite di Amaiur; dal giorno del suo omicidio, gli indipendentisti baschi eletti a Madrid lasciano vuoti i propri seggi e disertano le sedute parlamentari. Concludo con una domanda: in questo caso, chi sono stati i veri terroristi?

I funerali di Josu Muguruza (1989).
Ieri sera, a Genova contro la Spagna (Etxeberria capitano nella ripresa: che schifo...), si è svolta quella che probabilmente è stata l'ultima recita in azzurro di Roberto Baggio, il più grande talento italiano degli ultimi 30 anni nonchè mio idolo supremo. Nonostante un affaticamento muscolare, Roby è sceso in campo, ha sfoderato alcuni tocchi deliziosi, ha giocato bene ed ha cercato il gol, che purtroppo non è arrivato (sarebbe esploso lo stadio). L'unica nota stonata? La fascia di capitano che ha indossato solo nel secondo tempo: meritava di esserlo dall'inizio. A fine gara, Baggio ha ringraziato tutti e ha detto che la partita di ieri sarà il suo ricordo più bello con la maglia della Nazionale; era emozionato e, come lui, tutti noi suoi tifosi, cha abbiamo gioito, trepidato e ci siamo emozionati ancora una volta (non mi capitava di seguire una partita dell'Italia con la partecipazione di ieri da anni). Il Trap ha ribadito che non ci sarà posto per Roby agli Europei, confermando che l'Italia è il paese degli stronzi; in Argentina, quando Bochini, bandiera dell'Independiente, disse che a fine stagione si sarebbe ritirato, il ct lo convocò per i Mondiali del 1986 come premio alla carriera. Bochini giocò pochissimo (c'era un certo Maradona) ma chiuse da Campione del Mondo. Ovviamente a Roby non succederà; d'altra parte, se uno con la sua classe ha giocato solo 56 partite in nazionale (Del Piero è a quota 60 e passa) e non ha mai partecipato ad un Europeo, un motivo ci sarà. Io penso che sia perchè siamo un paese di stronzi masochisti: in qualsiasi altro posto del mondo, Roby avrebbe giocato in nazionale fino a 40 anni. Grazie di tutto, campione!

mercoledì, aprile 28, 2004
Quando si parla di baschi la giustizia spagnola (anche quella sportiva) non riesce ad essere misurata e obiettiva, non c'è niente da fare. Un esempio lampante è quello di Carlos Gurpegi, 24 anni, classico mediano di contenimento in forza all'Athletic Bilbao; dopo la prima partita dello scorso anno (il derby con la Real Sociedad), un controllo antidoping ha stabilito che il buon Carlos aveva un livello troppo alto di Norandrosterone 19, solitamente causato dall'uso del famigerato Nandrolone. Il giocatore è stato perciò immediatamente fermato. L'Athletic, un club che è sempre stato in prima linea nella lotta al doping, ha subito disposto ricorsi su ricorsi e nuovi test, atti a dimostrare l'innocenza di Gurpegi. Gli esami dell'Università di Extremadura, una delle migliori per quanto riguarda medicina, hanno infine stabilito che Gurpegi produce in maniera naturale troppo Norandrosterone, una sostanza che viene normalmente prodotta dal corpo umano in piccole quantità. Tuttavia, la giustiza sportiva spagnola, ignorando le prove a favore, ha condannato il giocatore a 2 anni di squalifica, un periodo di tempo esagerato se si pensa che gli altri giocatori spagnoli risultati positivi al Nandrolone (tra cui il grande Pep Guardiola) sono stati tutti condannati a pene di 4 mesi al massimo. Accanimento verso i baschi e verso un club che fa dell'orgoglio euskera una bandiera? Probabilmente sì. Per fortuna, la Commissione di Disciplina Sportiva spagnola ha accettato le tesi dell'Athletic e ha sospeso la squalifica di Gurpegi a tempo indeterminato, decidendo di sottoporre il centrocampista di Pamplona ad altri test. Personalmente non ho una grande predilezione per Gurpegi, mediano buono più a picchiare come un fabbro che a far gioco, tuttavia devo riconoscere che è un mastino veramente rognoso (l'ho visto marcare Zidane e giuro che non gli ha fatto vedere una palla); in ogni caso, non è giusto che lui venga squalificato per due anni (con le prove che lo scagionano, peraltro), mentre altri giocatori vengono sospesi per modo di dire (uno per tutti, Davids). Adesso Carlos gioca con questa spada di Damocle sulla testa, e l'unica cosa che i tifosi (e tutti gli amanti dello sport) possono fare è mostrargli il loro supporto. Tramite questo link (http://www.athletic-club.net/apoyogurpegi.asp?idi=2) è possibile compilare un modulo per dare il nostro appoggio al giocatore. ¡¡Gurpegi justicia!!


Non ci potranno mai obbligare a pensare quello che non vogliamo.
Mentre voi pensate, sentite e sognate, io sarò libero! (Olaia, ragazzo basco ucciso)
E queste sono altre "gentilezze" della Guardia Civil di cui sotto:


Unai Romano, prima e dopo l'arresto da parte della Guardia Civil.

Iratxe Sorzabal, sottoposto alla tortura con elettrodi.
E poi si incazzano se li chiami fascisti...

Questo è lo stemma ufficiale della Guardia Civil spagnola. Credo che non servano commenti...
Un'idea divertente trovata sul blog Aldiladelmondo: prendi il libro più vicino. Aprilo alla pagina 23. Trova la prima frase degna del benché minimo interesse. Posta il testo della frase nel tuo blog insieme a queste istruzioni...questo il mio risultato: "E poi vuoi imbarcarti per vedere il mondo. Bè, allora va' laggiù e da' un'occhiata oltre la prora. Cosa vedi?". "Acqua, solo acqua. E l'orizzonte". "Questo è il mondo che vedrai. Hai bisogno di doppiare il Capo Horn per vederne dell'altro". (H. Melville, "Moby Dick").
L'altro ieri sono andato a ritirare le foto della mia trasferta bilbaina e l'amico che mi aveva accompagnato, di fronte alla mia estrema felicità, mi ha chiesto, con il tono un pò paternalistico di chi sa di parlare con un minorato mentale: "Ma come ti fanno a piacere quei bascacci di merda (questo ovviamente l'ha detto per scherzo, sennò l'avrei ammazzato lì)?". Come fanno a piacermi??? Vi faccio un esempio. Premessa: io odio i francesi, è più forte di me, li detesto. Domanda: chi è uno dei più grandi eroi della storia francese? Risposta: il paladino Orlando. La storia insegna che Orlando venne ucciso dagli Arabi nella gola di Roncisvalle, ed il suo fu un sacrificio consapevole che permise a Carlo Magno di riparare in patria senza danni dopo l'attacco degli islamici (com'è vero che la storia si ripete...). In realtà, il paladino fu vittima di un gruppo di pastori baschi (Roncisvalle è al confine tra la Navarra e l'Iparralde), che assalirono la colonna di Carlo Magno di ritorno in Francia dopo l'infelice spedizione di conquista in terra iberica. Il motivo dell'agguato è semplice: i pastori erano infuriati perchè Carlo Magno aveva raso al suolo le mura di Pamplona (città cristiana, senza alcuna presenza araba) durante il suo primo passaggio, dimostrando l'intenzione, una volta divenuto sovrano anche della Spagna, di non concedere autonomia ai baschi. Questo episodio di indipendentismo è così famoso in Euskal Herria che, ancora oggi, vengono organizzate manifestazioni a Roncisvalle per ricordare il gruppo di pastori che riuscì a sconfiggere un re. E c'è ancora qualcuno che mi chiede come fa a piacermi questo popolo!

Il paladino Orlando, ucciso dagli indomiti baschi che già nel Medioevo lottavano per la propria indipendenza.
Nel marzo 1984 morì, vittima della sua stessa azione, l'algerino Jean Pierre Cherid, uno dei principali mercenari dei Gal (aveva lavorato anche per il BVE - batallon vasco espanol). Il documento d'identità che Cherid aveva addosso al momento della morte era intestato ad un cittadino di Madrid al quale la Guardia Civil aveva sequestrato i documenti circa un mese prima; la vedova di Cherid fece richiesta di pensione al Ministero dell'interno spagnolo. Da dove nascevano i legami tra il governo della Spagna ed un sinistro mercenario nordafricano? Per capirlo bisogna fare un balzo indietro fino al 1971, quando, nell'ambito di un accordo tra il Ministro dell'interno francese, Raimond Marcelin, e quello spagnolo, Tomas Garicano Goni, il regime franchista diede ospitalità ai membri dell'OAS, l'organizzazione paramilitare francese che combattè contro l'indipendenza dell'Algeria. In quell'occasione, il governo spagnolo decise di combattere il movimento basco attraverso una strategia parallela e recutò la prima manovalanza proprio tra i militanti neofascisti internazionali riparati in Spagna, tra i quali spiccava, guarda caso, il nome dell'ex OAS Jean Pierre Cherid. Altro bacino di reclutamento di mercenari erano i gruppi mafiosi di Bordeaux e di Marsiglia: il gruppo di Gilbert Perret, composto da Joseph Zurita, Marc Obadia, Mohamed Khiar e Maxime Szonek, si rese protagonista di numerosi attentati mortali nel Paese basco settentrionale. Per quanto riguarda i GAL, fu la malavita francese a fornire il maggior numero di mercenari, come risulta dalle inchieste realizzate in proposito; tra gli accusati spiccavano Roland Sampietro e Patrik de Carvalho, poi condannati per l'uccisione dei rifugiati Xabier Perez de Ardenaza e Tomas Perez Revilla, che vennero mostrati in una foto mentre facevano da scorta alla leader della destra francese Simone Veil.
Gli appartenenti ai GAL godevano di ampie coperture da parte degli apparati di sicurezza spagnoli anche per le loro attività criminali, sempre che il "caso" non ponesse fine alla loro vita. Così fu per Carlos Gaston, indicato come reclutatore di mercenari GAL e accusato da più parti di far parte di una rete di narcotrafficanti, morto in circostanze poco chiare nel 1996. Le morti misteriose o perlomeno "opportune" per gli strateghi della guerra sporca furono numerose. Tra queste, quella di Pedro Sanchez, arrestato nel 1984 in Iparralde con trentotto fotografie di rifugiati baschi e morto in carcere dopo aver minacciato il commissario Amedo di rivelare aspetti compromettenti delle attività dei GAL; Angel Duce, ex poliziotto accusato e condannato per l'uccisione del deputato di Herri Batasuna Josu Muguruza, che, uscito dal carcere per un permesso dopo solo cinque anni - era stato condannato a 96 anni - morì in un incidente stradale nel 1997; embolia cerebrale è stata invece la causa della morte di Juan de Dios Rubio, neonazista e narcotrafficante, poche settimane dopo la sua implicazione nell'uccisione di Josu Moguruza.
mercoledì, aprile 21, 2004
Come ho scritto nel post su Marey, alcune volte la polizia francese ha arrestato dei mebri dei GAL, anche se poi li ha quasi sempre rilasciati su pressione del governo spagnolo. Tali arresti rendono ancora più chiara la strategia complessiva e l'organizzazione di questa banda armata. Pochi giorni dopo il rilascio di Marey, la polizia francese fermò un ex legionario spagnolo, trovato con 35 fotografie e relativi dati di rifugiati baschi provenienti direttamente dalla polizia spagnola, e più precisamente da Francisco Alvarez (il commissario di Bilbao sospettato di essere il creatore dei GAL), il cui numero telefonico venne ritrovato in diversi documenti; delle 35 persone che comparivano nella documentazione sequestrata, 28 caddero sotto i colpi dei GAL fra l'ottobre del 1983 e il febbraio del 1986, mese nel quale venne conclusa questa attività paramilitare. Le azioni erano generalmente così a colpo sicuro e calcolate così minuziosamente che la popolazione basca iniziò a sospettare che potessero essere frutto di un lavoro congiunto: la polizia spagnola indicava nome e caratteristiche del rifugiato, la polizia francese ne comunicava il domicilio e le abitudini ed i mercenari si occupavano della sua eliminazione sulla base delle informazioni così ottenute. La mancanza assoluta d'indagini su questi attentati, tanto da parte francese che da parte spagnola, pareva confermare questi sospetti; il trascorrere del tempo e la rilevanza numerica dei casi dimostrò, dopo anni, che questo fu effettivamente lo schema messo in atto per gli omicidi politici in Iparralde. Uno degli attentati più gravi dei GAL fu compiuto a Bayonne in un bar frequentato da rifugiati baschi, dove ne vennero uccisi quattro e feriti molti altri. Due membri del commando vennero arrestati subito dopo l'azione e la loro identità, così come quella di altri mercenari, dimostrò in maniera inequivocabile che coloro che conducevano la guerra sporca si trovavano a Madrid. Gli attentati dei GAL non ebbero tutti l'esito desiderato e, naturalmente, vennero commessi errori; gli autori dell'omicidio di un ferroviere francese, ucciso per sbaglio presso la stazione di Hendaye nel marzo 1984, vennero arrestati dalla polizia spagnola e dichiararono di essere membri dei GAL. Il vicepresidente del governo spagnolo Alfonso Guerra rilasciò una dichiarazione sorprendente per il grado di conoscenza dell'organizzazione che dimostrava:" Sono individui che hanno chiesto di entrare a far parte dei GAL, ma che non appartengono a questo gruppo". Domani parlerò dei metodi di reclutamento dei mercenari a partire dalla morte di uno di loro, l'algerino Pierre Cherid.
Segundo Marey, un uomo innocente.
Sebbene l'omicidio di Lasa e Zabala sia stato riconosciuto come la prima azione dei GAL, questa sigla apparve ufficialmente solo due mesi dopo, il 4 dicembre 1983, quando venne rapito il cittadino di Iparralde Segundo Marey. Marey venne confuso con un'altra persona (Mikel Lujua, dirigente di ETA) e, accusato di essere un etarra, fu portato in territorio spagnolo e sottoposto a feroci interrogatori sui rifugiati baschi, di cui ovviamente non poteva sapere nulla. Dieci giorni più tardi, Marey venne rilasciato nel Paese basco francese, appena qualche ora dopo la liberazione di 4 agenti spagnoli arrestati dalla polizia transalpina durante un tentativo di rapimento di un dirigente di ETA a Hendaye. L'azione venne rivendicata da una formazione fino ad allora sconosciuto, i Grupos Antiterroristas de Liberaciòn, con una nota nella quale si diceva: "In seguito alla recrudescenza degli omicidi, estorsioni e sequestri compiuti dall'organizzazione terrorista ETA in territorio spagnolo, ma programmati e diretti dal territorio francese, abbiamo deciso di porre fine a questa situazione. Ad ogni assassinio di ETA seguirà una vendetta." Oltre a questa dichiarazione di principio dei GAL, la nota conteneva un punto nel quale si spiegava la liberazione di Marey come consequenziale a quella dei quattro agenti di polizia: "come segnale di buona volontà e per ricambiare il gesto del governo francese (liberazione dei quattro agenti di polizia spagnoli) noi liberiamo Segundo Marey, arrestato dalla nostra organizzazione per aver collaborato con i terroristi di ETA". Il processo sul rapimento di Marey ha visto accusati l'ex ministro dell'interno Jose Barrionuevo, Rafael Vera, segretario di stato per la sicurezza, Julian San Cristobal, direttore generale per la sicurezza, Francisco Alvarez, ex dirigente del mando Lucha Contraterrorista ed altri funzionari di polizia. Stavolta, al contrario di quanto accaduto nel caso di Lasa e Zabala, sono stati condannati anche i menbri del governo e dell'apparato statale spagnolo, anche se la sentenza, condannando Barrionuevo e Vera per "detenzione illegale" e "malversazione di fondi pubblici", sancisce solo l'illegalità dell'azione contro Marey e non l'esistenza della banda armata dei GAL e, quindi, della guerra sporca in Euskal Herria.

Segundo Marey, la prima vittima "ufficiale" dei GAL; è morto a 69 anni, il 13 agosto del 2001, a Bayonne (Iparralde).
domenica, aprile 18, 2004
Dato che la domenica è il giorno internazionalmente dedicato al giuuuuuoco del calcio, apro una parentesi nella mini-inchiesta sui GAL (non preoccupatevi, affezionati lettori, quella torna domani...a proposito, a fine mese faccio un esame per vedere se l'avete imparata, o almeno letta
) per parlare di Julen Guerrero, il Capitano dell'Athletic. Guerrero rappresenta un caso più unico che raro di attaccamento alla maglia: nel 1998, quando lo volevano Real Madrid, Juventus e altre squadre importanti di mezza Europa, lui rinnovò il contratto dichiarando il suo amore incondizionato per il club. Non per nulla, in Euskadi è un eroe, ed è l'unico giocatore per cui i tifosi provano un affetto totale, che lo pone in cima ad ogni sondaggio di popolarità tra i giocatori biancorossi. Negli ultimi due anni, Julen è stato relegato in panchina; ha 31 anni, è in forma, nelle poche occasioni in cui scende in campo gioca bene, ma non trova posto tra i titolari. Qualcuno dice che ha fatto il suo tempo, ma la maggiroanza dei tifosi (me compreso) crede che sia la società a volerlo cacciare per togliersi dalle palle un contratto oneroso (siglato in tempi di vacche grasse) e, soprattutto, un uomo scomodo per la dirigenza, una persona che dice ciò che pensa e che è in grado di catalizzare l'attenzione di tutti i fan. Il presidente Ugartetxe ha in mente cose losche (ad esempio, mettere la pubblicità sulla maglia...ricordo che l'Athletic è l'unica squadra al mondo senza pubblicità e senza sponsor tecnico) e vuole toglierci anche Julen , un centrocampista elegantissimo, dal dribbling secco e dal gol facile, ma soprattutto un uomo eccezionale. ¡¡Guerrero justicia!!

Il processo per l'omicidio di Lasa e Zabala.
Fin dal primo giorno fu chiaro che le udienze sarebbero state difficili, in quanto era lo Stato stesso ad essere implicato. Felipe Bayo, una guardia civil, fu fatto comparire in aula il giorno della sua deposizione drogato e in mutande. Il poliziotto Rafael Barranco mancò a varie citazioni e fu alla fine non riconosciuto come attendibile, arrivando a confessare ricorrenti idee di suicidio. L'ex guardia civil Olivar riconobbe di avere terrore degli uomini del gruppo di informazione facente parte del suo corpo di polizia. Molti testimoni ritrattarono quello che avevano detto e riconosciuto durante l'istruttoria. Pochi di loro ratificarono quello che avevano deposto, ma tutti hanno riconosciuto di rischiare grosso.
Gli imputati.
Esecutori materiali.
Enrique Dorado Villalobos: era sergente della Guardia Civil nei gruppi antiterrorismo (AT) e a capo di uno di essi nel comando di Intxaurrondo presso Donostia. La Audiencia Nacional di Donostia lo ha rinviato a giudizio nel 1992 come autore di torture ai danni di un ex militante di ETA. Secondo quanto dichiarato dal testimone Pedro Migueliz il 9 gennaio, Dorado gli confessò di essere l'autore insieme a Felipe Bayo dell’omicidio di Lasa e Zabala.
Felipe Bayo: ex guardia civil. Nell'agosto del 1996 fece delle dichiarazioni esplosive che lo resero uno dei principali testimoni. Alte cariche politiche e militari gli fecero visita urgente in carcere per evitare che crollasse e rivelasse tutto. Quando depose in udienza, disse di aver dimenticato tutto quello che aveva dichiarato nel 1996.
Gli organizzatori.
Angel Vaquero: era nel 1983 il capo diretto del gruppo di informazione di Intxaurrondo, un uomo grigio e privo di condizionamenti. Fu l'elemento chiave nell'apparato che aveva organizzato il suo comandante.
Enrique Rodriguez Galindo: nel 1983 era colonnello nella caserma di Intxaurrondo. Legato al narcotraffico tramite alcuni suoi diretti collaboratori, fu poi promosso generale, nonostante fondati sospetti lo indicassero fra gli organizzatori della guerra sporca in Iparralde. Malgrado il controllo che esercitava Galindo, il CESID riuscì a infiltrare nella caserma di Intxaurrondo uno dei suoi agenti, incaricato di una doppia missione: una come membro del gruppo di informazione della Guardia Civil e una come agente di spionaggio dell'esercito. Pedro Gomez Nieto, così si chiamava l'agente, riuscì ad accattivarsi la fiducia di Galindo e a raccogliere delle conversazioni fra loro due in alcune registrazioni che forniscono un notevole supporto documentario all'accusa. La difesa degli imputati ha sempre negato l’autenticità delle copie delle suddette registrazioni. Questi sono alcuni dei frammenti che chiamano pesantemente in causa Galindo.
26 settembre 1983. Rodriguez Galindo - "...Quando meno se lo aspettano prepariamo un altro colpo, poi dopo tre-cinque mesi gli diamo un secondo colpo. Dopo sette mesi li colpiamo per la terza volta...si tratta cioé di fare a loro quello che loro fanno a noi, senza rivendicare nulla". Gomez Nieto -"Il problema che vedo, comandante, è la rapidità, che non ci sia il tempo di attaccare e fuggire". R.G. - "Beh, allora si resta uno, due, tre giorni di più... in modo da passare in Iparralde quanto vuoi, tanto le spese ve le pagano. Quindi, bisognerebbe già andare a cercare i posti lassù...". 29 settembre 1983. Rodriguez Galindo -"Avete delle armi illegali?" Gomez Nieto -"No". R.G. -"Questo è un altro problema, perché devo subito trovare tre pistole. Il mitra è già a disposizione. Bisogna provare il mitra e le munizioni. Lì, nella galleria di Santa Barbara, a mezzogiorno o quando potete, tirate 200 colpi ciascuno, in modo che ognuno conosca perfettamente la propria arma".
I servizi segreti.
Dialogo tra Perote (dirigente del CESID) e Gomez Nieto nel 1985: Perote - "Perché quando fecero fuori Zabala e l'altro.." Gomez Nieto - "Furono due colpi alla testa". P.- "Cioé li hanno ammazzati, non sono morti naturalmente". G.N. - "Macché! Prima, gli fecero scavare due buche, poi i buchi glieli facemmo noi..."
I politici.
Julen Elorriaga: governatore di Gipuzkoa. Accusato di essere stato a conoscenza dei fatti, di aver favorito il sequestro e avergli dato copertura politica. L'ex poliziotto Lopez Carrillo, uomo di fiducia di Elorriaga, non esita ad accusarlo di essere implicato nel sequestro, nella tortura e nell'assassinio dei due giovani. La notte del sequestro, all'alba del 16 ottobre, poté sentire Galindo che informava il governatore: "Due pesci medi sono finiti dall'altra parte". Galindo e Elorriaga, mascherati con dei cappucci, andarono a vederli durante gli interrogatori.
Jorge Argote: avvocato del Ministero dell'Interno. Accusato di essere stato a conoscenza dei fatti, averli coperti ed aver ostacolato le indagini. Ha coordinato tutta l'equipe di avvocati della difesa e si è mosso sempre nei circoli riservati con la massima capacità di decisione.
Rafael Vera: segretario per la Sicurezza dello Stato e uomo del PSOE. Precedentemente incarcerato per la sua responsabilità nel sequestro di Segundo Marey. Accusato in questo processo di occultamento di dati e appropriazione indebita di fondi riservati. Vera ha assicurato di non sapere nulla delle attività delittuose che svolgevano i corpi dipendenti dal Ministero dell'Interno sotto la sigla dei GAL. Secondo la testimonianza di San Cristobal, Vera nel 1983 conosceva le attività di informazione che svolgevano in Iparralde le varie polizie e il CESID. Era a conoscenza del verbale di fondazione dei GAL, elaborato nel luglio 1983, e preparò dei documenti in difesa degli agenti intercettati dalla polizia francese.
I grandi assenti: più in alto di Vera c'erano solo Narcis Serra, in qualità di Vicepresidente, e Felipe Gonzalez, Presidente del Governo. Nella sua dichiarazione finale Vera ha detto: "Sono stufo di fare da capro espiatorio per coprire le responsabilità penali per la guerra sporca e la corruzione di chi stava più in alto di me". Luis Roldan, ex Direttore Generale della Guardia Civil, al momento detenuto per utilizzo indebito di fondi pubblici, è comparso come testimone il 2 febbraio. Ha dichiarato che Vera e Argote lo avevano incaricato di eliminare Bayo, e ha concluso dicendo: "non sono sul banco degli imputati tutti quelli che dovrebbero esserci". In effetti, né Serra né Gonzalez né la Monarchia sono finiti sul banco degli imputati.
Il 26 aprile del 2000 è stata resa pubblica la sentenza.
Felipe Bayo: condannato a 67 anni, 8 mesi e 2 giorni di carcere per duplice omicidio.
Enrique Dorado: la stessa pena per gli stessi delitti.
Angel Vaquero: condannato a 69 anni di carcere.
Enrique Rodriguez Galindo: condannato a 71 anni di carcere. Autorevoli membri dell'esecutivo di Madrid hanno chiesto l'indulto "per i servigi resi alla patria spagnola".
Julen Elorriaga: condannato a 71 anni di carcere.
Jorge Argote: assolto.
Rafael Vera: assolto.
Il tribunale non ha proceduto per le accuse di torture, lesioni, banda armata, occultamento e appropriazione indebita di denaro pubblico.
Il caso di Lasa e Zabala.
Il 15 ottobre 1983 Joxean Lasa e Joxi Zabala, due rifugiati baschi che avevano riparato nell'Iparralde, trascorsero la giornata in compagnia di altri fuoriusciti; quindi, a sera inoltrata, salutarono il gruppo e si avviarono verso casa, una casa che non avrebbero mai raggiunto. Nessuno seppe più nulla dei due giovani di Tolosa (città dei Paesi Baschi spagnoli, omonima di quella francese), rapiti dai GAL in quella notte autunnale a Bayonne. Due anni dopo, a Busot, una cittadina nei pressi di Alicante (circa 800 km da Bayonne), un cacciatore scoprì i poveri resti di due corpi umani, resi irriconoscibili dalla calce viva che era stata versata loro addosso; un'informativa sul macabro ritrovamento venne inoltrata a tutte le caserme della Guardia Civil, compresa quella della Gipuzkoa, ma solo nel 1995 le famiglie di Lasa e Zabala ne vennero a conoscenza. Il test del DNA dimostrò che i cadaveri corrsipondevano a quelli dei due desaparecidos baschi; le prove raccolte stabilirono inoltre che i giovani erano stati torturati a lungo, portati ancora vivi a Busot (dove avevano dovuto scavare la propria tomba) e qui finiti con un colpo di pistola alla testa; le torture erano state atroci e prolungate, e da varie testimonianze risultò che, durante il trasporto ad Alicante, la macchina era stata fermata più volte a causa delle grida spaventose delle vittime, rinchiuse nel bagagliaio. Le famiglie chiesero ed ottennero di poter seppellire i loro cari nella propria città, ma il governo spagnolo riuscì a trasformare anche i funerali in una pagina di repressione. Guardia Civil ed Ertzaintza (polizia basca), infatti, non permisero alla popolazione di Tolosa di rendere omaggio ai feretri e, mediante uno spiegamento incredibile di forze, sequestrarono le auto funerarie; poco dopo, arrivarono addirittura a caricare parenti ed amici durante la cerimonia al cimitero. L'istruttoria del processo durò alcuni anni, mentre le udienze vere e proprie, durate tre mesi, si sono concluse nel marzo del 2000. Domani ne parlerò.
mercoledì, aprile 14, 2004
Ho un problema...questo blog è nato per far conoscere a più gente possibile le indegne schifezze che vengono quotidianamente commesse in EH da un governo cosiddetto "democratico", e fin qui ci siamo. Ora, però, sento il desiderio di postare anche su altre cose che mi coinvolgono: musica, cinema, letteratura, fumetti, attualità, me stesso... Cosa fare? Aprire altri blog mi resta faticoso, scrivere qui di cose estranee a EH non mi sembra giusto, finirei per perdere il filo e per tradire l'idea di partenza. Se conoscessi qualche blog che parla delle categorie succitate potrei provare ad entrarci, ma so già che i miei gusti sono particolari e non durerei molto... Che palle!
Le prime testimonianze sui GAL.
Fouce e Dominguez, come scritto ieri, furono i primi ex-membri dei GAL a fornire informazioni su questi corpi speciali. Nello specifico, i due agenti indicarono i nomi dei mandanti degli omicidi politici perpetrati dai GAL nel loro periodo di attività (febbraio 1983-novembre 1987); tali mandanti risultarono essere Josè Barrionuevo, ministro dell'interno del governo socialista dal 1982 al 1988, Rafael Vera, segretario di Stato per la sicurezza, Julian San Cristobal, direttore generale per la sicurezza, Francisco Alvarez, ex dirigente del comando Lucha Contraterrorista ed altri funzionari di polizia. Questi sinistri personaggi vennero poi imputati e condannati nel processo sul rapimento e le torture a Segundo Marey, un cittadino dell'Iparralde che fu vittima di un clamoroso scambio di persona e della cui vicenda parlerò più avanti. Altre testimonianze importanti seguirono quella di Fouce e Dominguez. Tra queste, la principale fu senza dubbio quella di Juan Alberto Perote, ex dirigente del Cesid (servizi segreti spagnoli) accusato della divulgazione di documenti riservati; tali documenti provarono senza ombra di dubbio l'esistenza di un progetto parapoliziesco nell'Iparralde il cui fine era l'eliminazione di etarras e rifugiati baschi. Le dichiarazioni di Fouce, Dominguez e Perote provocarono un vero e proprio terremoto sul governo socialista di Gonzalez, che, non a caso, venne poi sconfitto dai popolari di Aznar nelle elezioni del 1996. Sulla base degli elementi raccolti furono aperti nove procedimenti giudiziari riguardanti crimini compiuti dai GAL; il primo fu quello di Mary, ma il più importante, soprattutto per capire i metodi da regime sudamericano dei GAL (e quindi del governo spagnolo), fu quello sul caso di Lasa e Zabala. Domani ne parlerò diffusamente.
Eccomi tornato dalla montagna! 3 giorni di alcool, calcio/rugby e Play2...una Pasqua diversa, che mi ci voleva. Ma bando alle ciance e passiamo subito alle cose serie: il mio dossier sui G.A.L., costruito grazie alle informazioni trovate in rete.
G.A.L.: Grupos Antiterroristas de Liberacion. E’ questa la sigla della forza armata clandestina che ha fatto più morti in Francia negli ultimi 30 anni; ho scritto Francia, e non Spagna, perché è proprio nell’Iparralde (Paesi Baschi francesi) che i militanti di ETA ed i fuoriusciti della parte spagnola di Euskal Herria si sono sempre rifugiati, ed è lì che il governo di Madrid ha perpetrato i suoi assassinii politici più spregevoli. G.A.L., commandos formati da mercenari, pluriomicidi, macellai reduci da innumerevoli “guerre sporche”. G.A.L., corpi speciali creati al solo scopo di uccidere e torturare etarras (membri di ETA) o presunti tali, secondo il sinistro motto "Colpirne uno per educarne cento". E’ incredibile il livello di disinformazione che ancora regna sovrano intorno alla storia di queste bande di assassini a piede libero, sicuramente ben peggiori delle squadracce fasciste di mussoliniana memoria. Anzi, a pensarci bene è già strano che si sappia qualcosa dei G.A.L., considerata la cura maniacale con cui il governo spagnolo ha sempre tentato di occultare le sue porcate. Scrivere un dossier sui G.A.L. richiede davvero moltissimo spazio, perciò dividerò questa mini-inchiesta in varie puntate. Questa prima parte è una specie di introduzione. Dicevo prima di come sia stato già molto l'essere venuti a sapere dell’esistenza di questi corpi; il merito di ciò è probabilmente del processo contro gli assassini di Joxean Lasa e Joxi Zabala (uccisi nel 1983 nella prima azione dei G.A.L), che si è concluso nel Marzo del 2000. Di questa vicenda e dell’esito del processo parlerò in seguito. Nel 1995, anche in seguito all’inizio del processo (solo in quell’anno, infatti, fu possibile identificare i cadaveri dei due giovani, scoperti peraltro a 800 km dal luogo dell’omicidio), due presunti membri dei G.A.L. decisero di vuotare il sacco. I loro nomi erano Amedo Fouce e Miguel Dominguez, e quello che dissero avrebbe trascinato nel fango anche il capo del PSOE degli anni ’80, Felipe Gonzalez. Come ho già scritto una volta, socialisti e popolari sono divisi su tutto, ma non sulla repressione nei Paesi Baschi, che viene ritenuta una priorità da ogni governo, a prescindere dal suo colore. Cosa rivelarono i due ex-membri dei G.A.L. lo scriverò domani. Per ora, concludo con le parole del Primo Ministro francese (non un vecchietto di un bar di Parigi) Laurent Fabius, rilasciate in un’intervista del 1986: "l’idea di eliminare fisicamente i militanti baschi in territorio francese non mi sorprende; non spettando a me questa decisione, non l’ho presa, ma se avessi dovuto l'avrei fatto".
Volevo scrivere dei GAL, ma ho trovato moltissimo materiale e lo voglio mettere a posto per fare una cosa sintetica ed esauriente...purtroppo mi manca il tempo! Domani parto per la montagna e torno lunedì...tre giorni senza scazzi, solo con gli amici, un pallone e la play2! Un saluto a chi passa di qua, statemi bene!
mercoledì, aprile 07, 2004

Eh sì, mio caro kassovitz, quando il Mandril perde è sempre un piacere! E c'è ancora più soddisfazione se le merdengues vengono umiliate dopo essere passate in vantaggio e aver iniziato a giocare con una superficialità ed una supponenza tremende... Complimenti sbruffoni!
Ecco come la Spagna tratta gli indipendentisti (in questo caso, un gruppo di manifestanti catalani finiti in mano alla Guardia Civil):

Ed ecco come in Euskadi si risponde ai metodi di quei porci (mi associo):

Poco fa ho trovato un documento incredibile sui GAL, gruppi paramilitari creati dal governo spagnolo per far sparire i dissidenti baschi (un metodo molto simile a quelli usati dalle dittature sudamericane); ne parlerò domani perchè ora devo proprio uscire.

Heart-shaped box
She eyes me like a pisces when I am weak
I've been locked inside your Heart-Shaped box for a week
I was drawn into your magnet tar pit trap
I wish I could eat your cancer when you turn back
Hey
Wait
I've got a new conplaint
Forever in debt to your priceless advice
Hate
Haight
I've got a new complaint
Forever in debt to your prieless advice
Hey
Wait
I've got a new complaint
Forever in debt to your priceless advice
Meat-eating orchids forgive no one just yet
Cut myself angel's hair and baby's breath
Broken hymen of your highness I'm left black
Throw down your umbilical noose so I can climb right back
In un libro molto famoso, "Splendori e miserie del gioco del calcio", Eduardo Galeano ha scritto che il calcio, in molte occasioni, porta alla ribalta odi e rancori latenti tra popoli. Galeano cita il caso dell'ex-Jugoslavia, in cui la guerra civile scoppiò prima negli stadi, tra tifoserie serbe e tifoserie croate, e quindi tra i due paesi. Logico, perciò, che l'odio provato dagli spagnoli per i baschi (e viceversa) si sia spesso riversato anche sulle partite di football. In Euskal Herria non esistono gruppi di tifosi organizzati per il timore di eventuali collusioni con i separatisti, ma non c'è altrettanta vigilanza nei confronti delle squadre non basche, come dimostra questo tragico episodio che vado a raccontare. Nel 1998, la Real Sociedad di Donostia è impegnata in una partita di Coppa del Re contro l'Atletico Madrid, squadra che, come il Real Madrid, ha una tifoseria di estrema destra. Al termine della partita Ricardo Guerra, dell'Atletico, si avvicina al giovane Aitor Zabaleta e lo uccide con una coltellata. Guerra è membro del Frente Atletico, il gruppo di ultras che ama cantare questo coro: “Fuera, fuera maricones, negros, Vascos, Catalanes, fuera, fuera” (Via i gay, i neri, i baschi e i catalani) sulle note dell'inno spagnolo, e che si reca alle partite con bandiere con la svastica e striscioni razzisti. La giustiza spagnola ha condannato Guerra a 19 anni di reclusione, ma ha dovuto metterci del suo stravolgendo le motivazioni del gesto dell'ultrà biancorosso: secondo una corte di Madrid (sarà un caso?), infatti, l'omicidio di Zabaleta non è stato un atto razzistico verso il popolo basco, bensì una semplice vendetta per le sassate prese da un pullman dell'Atletico due settimane prima a Donostia. A voi decidere dove sta la verità...

La foto di Aitor Zabaleta esposta allo stadio Anoeta di Donostia, la domenica dopo l'omicidio.
Come tutte le nazioni del mondo, anche Euskal Herria ha la propria nazionale di calcio, l'Euskal Selekzioa (o, più semplicemente, Euskadi). La squadra è composta principalmente dai giocatori dei due club migliori della CAV, Athletic Bilbao e Real Sociedad (la squadra di Donostia), più alcuni giocatori navarri e baschi francesi come Lizarazu del Bayern Monaco. In Spagna esistono quattro sotto-nazionali: Euskadi, Catalunya, Galizia e Navarra, nata giusto qualche mese fa; le più antiche sono le prime due, che giocarono contro la loro prima partita ufficiale nel lontano 1930 (Catalunya-Euskadi 0-1, al Montjuic di Barcellona). Durante la dittatura franchista, la squadra di Euskadi (così come quella catalana) girò il mondo per ben tre anni, nel tentativo di far conoscere la terribile situazione delle minoranze sotto il fascismo del bastardo Generalissimo; nel 1937 Euskadi disputò partite in Francia, Est Europa e Scandinavia, sia contro club che contro nazionali, vincendo quasi tutti gli incontri (14 vinte, due pareggiate, due perse); quindi si spostò in Messico (17 partite nel 1937, con 13 vittorie, un pareggio e 3 sconfitte) e a Cuba (7 vittorie su 7 incontri tra il 1937 ed il 1938). Nel 1938/39 la selezione disputò il campionato messicano di Prima divisione, vincendo il titolo. L'anno successivo, alla ripresa della Liga spagnola, i giocatori decisero di rimanere all'estero e la FIFA li minacciò di squalifica a vita; uno di loro tornò, gli altri restarono in esilio e alcuni riuscirono a trovare un ingaggio in Sudamerica (Isidro Langara e Angel Zubieta, tra gli altri, giocarono in Argentina e Messico). Euskal Selekzioa fu costretta ad interrompere l'attività, che riprese però pochi anni dopo la morte di Franco: il 16 agosto 1979, allo stadio San Mames di Bilbao, Euskadi e Irlanda scesero in campo per una partita memorabile, terminata 4-1 per la selezione basca. Dpo altri due match tra il 1979 e il 1980, 4-0 contro la Bulgaria e sconfitta 5-1 con l'Ungheria, vi fu una pausa di 8 anni. Nel 1988, Euskadi-Tottenham inaugurò la serie di partite annuali della nazionale basca, che si disputano al San Mames nella settimana di Natale. Il parlamento basco ha chiesto più volte di riconoscere alla Selekzioa lo status di Scozia, Galles e Irlanda del Nord, nazioni che non esistono ma che disputano per proprio conto, e non come Gran Bretagna, le più importanti competizioni internazionali. Tale decisione, però, non è ancora stata presa a causa delle pressioni del governo spagnolo, che non intende concedere ad Euskadi (nè alla Catalunya o alla Galizia) il minimo straccio di indipendenza, nemmeno quella sportiva; nel 1998, il parlamento basco aveva approvato una legge per separarsi, almeno nello sport, dalla Spagna, ma il governo di Madrid l'ha dichiarata incostituzionale e ha bloccato il progetto. Repressione a tutto campo? Sembra proprio di sì...
I risultati degli ultimi 25 anni:
| Año |
Lugar |
Rival |
Resultado |
Goleadores |
| 1979 |
San Mamés |
Irlanda |
4-1 |
Dani (2) - Satrustegi - Zamora |
| 1979 |
Atotxa |
Bulgaria |
4-0 |
Dani (2) - Idigoras - Satrustegi |
| 1980 |
Mendizorrotza |
Hungria |
1-5 |
Amorrortu |
| 1988 |
San Mamés |
Tottenham |
4-0 |
Uralde (2) - Julio Salinas - Bakero |
| 1990 |
San Mamés |
Rumania |
2-2 |
Uralde - Jon Andoni Goikoetxea |
| 1993 |
Anoeta |
Bolivia |
3-1 |
Guerrero - Julio Salinas (2) |
| 1994 |
San Mamés |
Rusia |
1-0 |
Guerrero |
| 1995 |
San Mamés |
Paraguay |
1-1 |
Ziganda |
| 1996 |
San Mamés |
Estonia |
3-0 |
Ziganda - Idiakez - Andrinua |
| 1997 |
San Mamés |
Yugoslavia |
3-1 |
Guerrero (3) |
| 1998 |
Anoeta |
Uruguay |
5-1 |
Ziganda (2) - De Paula - Idiakez - Urrutia |
| 1999 |
San Mamés |
Nigeria |
5-1 |
Guerrero - Mendieta - De Paula - Idiakez - De Pedro |
| 2000 |
San Mamés |
Marruecos |
3-2 |
Urzaiz (2) - De Pedro |
29-12-01 EUSKADI-GHANA 3-2 San Mames
28-12-02 EUSKADI-MACEDONIA 1-1 San Mames
27-12-03 EUSKADI-URUGUAY 2-1 San Mames
