

Non ci sono parole. I fatti li sapete tutti, dunque inutile ripeterli ancora una volta. Mi sembra di essere tornato indietro nel tempo, a quelle tragiche date che tutti ricordano, in partiolcare all'11 marzo 2004, giorno dell'attentato di Madrid. Una giornata orrenda, la colpa gettata sul poplo basco da parte di mezzo mondo... Oggi è diverso, ma il dolore e la rabbia sono gli stessi. Pagano sempre i soliti, quelli che si alzano alle 6 per prendere un treno e andare a lavoro o a scuola. Non c'è limite al peggio, adesso aspettiamo la reazione di Bush e co.: stavolta toccherà all'Iran?
domenica, giugno 26, 2005

Una bomba è esplosa alle 19 di ieri nel parcheggio dello stadio La Peineta, in prossimità di San Blas a Madrid. Una chiamata anonima da parte di ETA ha avvertito il giornale Gara e l'associazione basca per le emergenze stradali (DYA) della bomba piazzata nei pressi dello stadio di atletica, cosa che ha evitato ferimenti o peggio. Al momento dell'esplosione, infatti, la zona era già stata recintata ed il parcheggio era quasi vuoto. Lo stadio La Peineta è una delle parti principali del complesso presentato per ospitare le Olimpiadi del 2012, per l'organizzazione dell quali Madrid è in lizza con Parigi, Londra, Mosca e New York. Il comitato olimpico internazionale sceglierà la sede ufficiale il 6 luglio. E' la seconda volta che ETA colpisce i luoghi nei quali potrebbe svolgersi l'Olimpiade; a febbraio, un'autobomba dei terroristi baschi esplose al centro Ifema, che dovrebbe essere la sede di sei sport, compresi badminton e sollevamento pesi. L'esplosione, che ferì 43 persone, arrivò tre giorni dopo una visita d'ispezione del comitato olimpico internazionale. Il tentativo di boicottaggio di ETA è palese, così come le motivazioni politiche dell'attentato a La Peineta; proprio ieri, infatti, Ibarretxe ha prestato giuramento come Lehendakari (governatore) del Paese basco. Loro non lo vogliono, nessuno vuole loro.
Addio a Jon Idigoras.
Venerdì scorso si è spento in una clinica di Bilbao uno dei politici più noti e importanti del Paese Basco. Jon Idigoras, 69 anni, era stato tra i dirigenti più in vista di Herri Batasuna ed aveva fondato il sindacato LAB. Perseguitato e incarcerato ai tempi del franchismo, aveva riparato in Uruguay, paese dal quale era stato espulso nel 1976; questo provvedimento spinse moltissimi uruguagi alla lotta in strada, che costò il prezzo di sette vite umane. Tornato in Spagna, si era dimostrato uno dei leader politici più attivi e influenti della sinistra basca; con il passare del tempo si era allontanato dalla scena pubblica, probabilmente anche a causa della messa al bando del partito. La mia valutazione su Batasuna sta cambiando, comincio ad essere stufo dei loro discorsi, tuttavia questo lutto colpisce un politico ed un uomo vecchio stampo, del tutto degno di un grande rispetto.
Un'esplosione ha scosso oggi la zona vicino all'aeroporto usato dalla Ryan Air a Saragozza; ETA ha rivendicato l'attentato con una chiamata al quotidiano Gara alle ore 11:05, nella quale annunciava un attacco tra le 12 e le 14. La polizia ha trovato nelle vicinanze tre lanciarazzi, due dei quali vuoti. Non ci sono stati feriti, anche perchè le autorità hanno evacuato subito l'aeroporto, che si è dunque trovato pressochè deserto al momento dello scoppio. I testimoni hanno detto di aver udito due forti sibili simili al rumore di razzi appenna sparati, tuttavia c'è stata un'unica esplosione. Il portavoce della polizia ha rifiutato di commentare ai giornalisti la presunta notizia secondo cui una granata inesplosa sarebbe stata trovata vicino all'aeroporto. Questo attacco è l'ultimo dell'offensiva lanciata circa un mese fa dai terroristi baschi, una recrudescenza del conflitto iniziata dopo che Zapatero si dichiarò pronto ad intovolare una trattativa con ETA, a patto che essa si impegnasse a gettare le armi ed a rinunciare alla violenza. Per fortuna nessuno degli attacchi, compresa un'autobomba a Madrid, ha causato feriti gravi.

La catena del momento (grazie Goiko...).
1. Volume totale dei file musicali nel mio HD
900 mega
2. Ultimo CD che ho comprato
Boh, saranno cent'anni che non compro un cd...credo Tuttipazzi 1983-1992 dei Negazione
3. Canzone che sta suonando ora
Crawling dei Linkin Park
4. Cinque canzoni che ascolto spesso
Brain stew - Green Day, Two timing touch and broken bones - Hives, Abitudine - Subsonica, Moka - Linea 77, Cigaro - System of a Down
5. Cinque blogger a cui passo il testimone
Ormai l'hanno fatto tutti questo test...lo giro a chi passa di qui e ha voglia di perdere 2 minuti.
Quando il premier spagnolo Zapatero, circa una settimana fa, aveva annunciato di voler intraprendere la strada del dialogo per risolvere il problema basco, in molti avevano intravisto una possibile soluzione pacifica del conflitto. Sono bastati pochi giorni per far ricredere anche i più incalliti ottimisti. Prima le bombe di ETA, a segnalare il rifiuto verso il “deponete le armi” che era stato indicato da Zapatero come prima condizione per una trattativa; quindi l’arresto di Arnaldo Otegi, portavoce e figura carismatica di Batasuna, il partito dell’estrema sinistra indipendentista dichiarato fuorilegge due anni fa a causa di presunte connivenze col terrorismo. Otegi era stato convocato ieri a Madrid dal giudice Fernando Grande-Marlaska per deporre in merito ai finanziamenti ottenuti da ETA attraverso le “herriko tabernas”, i locali culturali della sinistra basca equiparabili ai circoli ARCI nostrani; dopo la testimonianza, durata quasi tre ore, il leader batasunista era uscito dal tribunale in manette per essere condotto in carcere con l’accusa di appartenenza ad ETA. I legali di Otegi hanno depositato oggi gli avalli bancari per la cauzione di 400.000 fissata dal giudice e il politico basco dovrebbe essere scarcerato in giornata. La tensione per questo arresto, tuttavia, è in continua ascesa. Il quotidiano Gara, una delle voci più autorevoli del Paese Basco, ha scritto che la regione si trova in un vero e proprio stato di emergenza. Mentre la gente manifestava nelle piazze, due bombe esplose a mezzogiorno hanno danneggiato seriamente la stazione di Barakaldo, cittadina distante 10 km da Bilbao; sebbene l’attentato non sia stato rivendicato, la firma sembra quella di ETA, che solo mercoledì scorso aveva provocato 52 feriti e ingenti distruzioni con un’autobomba piazzata a Madrid. Joseba Permach, importante membro di Batasuna, ha dichiarato che l’arresto di Otegi è totalmente discordante con le parole concilianti di Zapatero e rappresenta perciò un attacco diretto al processo di pace e alla soluzione democratica del conflitto basco-spagnolo. Parole dure, durissime, che gettano nella disperazione coloro che avevano creduto di poter iniziare un dialogo reale tra le parti, che, ricordiamolo, sono in guerra dai tempi del franchismo. EHAK, il partito comunista erede di Batasuna, da parte sua continua a non condannare gli attentati terroristici, alimentando il sospetto di forti legami con ETA. Una soluzione politica del conflitto torna ad essere una chimera.
mercoledì, maggio 25, 2005
WHY?



Queste ed altre foto si trovano sul sito di Eitb24.com.
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MADRID - Trentacinque tra feriti leggeri (otto) e contusi è il nuovo bilancio provvisorio dell'autobomba dell'Eta esplosa oggi alla periferia nord di Madrid. Secondo i dati dei servizi di assistenza medica del comune di Madrid, citati da Europa Press, quattro persone sono state ricoverate, ma di queste solo una versa in condizioni relativamente gravi. Il ministro dell'interno spagnolo Jose' Antonio Alonso ha reso noto che nel furgoncino fatto esplodere oggi c'erano fra i 18 e i 20 chilogrammi di esplosivo e che l'ordigno era quindi ''potente''.
ZAPATERO CONTRO IL TERRORE
L'autobomba, preannunciata al giornale basco Gara a nome dell'Eta, è esplosa stamane alla periferia nordorientale di Madrid facendo 25 feriti o contusi, di cui uno ricoverato, e spingendo il premier Josè Luis Rodriguez Zapatero a ribadire l'impegno a ''combattere e farla finita col terrorismo''.
L'esplosivo, che rappresenta un siluro contro la strategia di dialogo con l'Eta voluta dal governo, era contenuto in due zainetti all'interno di un furgoncino Renault rubato e posteggiato nei pressi di un concessionario Opel nel quartiere di San Blas, ed è detonato intorno alle 09:30. Venticinque persone sono rimaste leggermente ferite alle mani e al volto; un passante è rimasto travolto, riportando una forte contusione al torace, dall'onda d'urto dell'esplosione che è stata violenta ed ha causato un'alta nube nera poi dissoltasi. L'uomo è stato ricoverato in ospedale. Consistenti i danni materiali.
Al momento della detonazione la zona era già stata evacuata e cordonata dalla polizia avvisata dal quotidiano che aveva ricevuto la telefonata di avvertimento con un anticipo di 45 minuti.
Si tratta della seconda autobomba fatta esplodere dall'Eta nella capitale spagnola dopo quella che nel febbraio scorso aveva causato numerosi feriti davanti ad una zona fieristica alla periferia della città poco prima dell'arrivo di re Juan Carlos e del presidente messicano Vicente Fox per una inaugurazione.
La bomba è la sesta attribuita ai separatisti baschi dopo la risoluzione socialista che dà mandato al governo di dialogare con l'Eta - che nei mesi scorsi si era detta pronta a ciò - se questa abbandonerà la strada della violenza. Le precedenti bombe a basso potenziale erano esplose nel Paese Basco. La strategia socialista nei confronti dell'Eta, duramente respinta dal Pp ha di fatto portato a una rottura del 'patto antiterroristico' fra questo partito e il Psoe creata sotto il governo di Josè Maria Aznar e ha spinto il leader dell'opposizione Mariano Rajoy ad accusare Zapatero di ''tradire i morti'' del terrorismo.
I media hanno negli ultimi giorni parlato di contatti già esistenti fra Eta e governo e in particolare di una lettera inviata dagli indipendentisti a Zapatero lo scorso anno, nella quale gli offriva condizioni per il negoziato. La Moncloa ha smentito la cosa, ma il Pp continua a ritenere che l'esecutivo socialista menta. In questo clima si sono inseriti gli arresti di esponenti dell'Eta in Francia, violente dichiarazioni contro il partito fuorilegge Batasuna da parte dei ministri della difesa e della giustizia e la convocazione del leader di Batasuna Arnaldo Otegi oggi come imputato per partecipazione a banda armata davanti alla Audiencia Nacional a Madrid. Batasuna, considerata ala politica dell'Eta, ha commentato questi fatti affermando che non vanno nella direzione del negoziato.
Zapatero, parlando davanti al senato, ha sottolineato che l'unica cosa che resta da fare all'Eta è ''abbandonare le armi e sciogliersi''. Il premier ha ringraziato il partito Popolare (Pp), all'opposizione, il cui portavoce Pio Garcia Escudero gli ha espresso solidarietà e appoggio nella lotta antiterroristica. Escudero ha però sottolineato che questo nuovo attentato ''non sembra un desiderio di negoziato (da parte dell'Eta) se non piuttosto un tentativo di esercitare pressione''. Il Psoe ha risposto chiedendo l'unità di tutte le forze politiche, affermando che l'Eta non otterrà nulla con la violenza.
Secondo il leader di Izquierda Unida, Gasopar Llamazares, l'Eta non può voler ''dialogare e compiere attentati'' allo stesso tempo.
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Non ho nemmeno più un commento da fare. Basta, finitela, gettate le armi, anzi mettetevele dove dico io. Pace, per pietà.



Pace? ETA dice no (e accidenti a loro).

Una bomba firmata ETA è esplosa ieri mattina vicino alla casa di un uomo d'affari basco nella cittadina litoranea di Zarautz (presso Donostia-San Sebastian), fortunatamente senza provocare feriti. La bomba ha danneggiato il muro che separa la casa dalle rotaie della ferrovia e nessun componente della famiglia è stato colpito. Una seconda bomba, poi, è stata disinnescata in un parco della stessa Zarautz. Alle 3 di mattina una persona rimasta anonima ha telefonato alla polizia basca ed ha segnalato una scatola sospetta nel parco di Muntxo. La bomba era vicino ad una panchina e il visitatore gli ha dato dei calci, ha sentito un ronzio all'interno ed ha deciso di telefonare alla polizia. L'Ertzaintza ha isolato la zona e la squadra degli artificieri ha disattivato la bomba. Il dispositivo disinnescato consisteva di 2 chilogrammi di esplosivo, di un temporizzatore e di un detonatore rinforzati da esplosivo al plastico ed era stato predisposto per esplodere alle 5.30 di mattina. E' la seconda volta in otto giorni che ETA mette bombe in relazione alla "tassa rivoluzionaria", una forma di estorsione contro i commercianti nel paese basco effettuata, almeno secondo i terroristi, a scopo di autofinanziamento. Questi attentati sono la risposta all'offerta del governo di tenere colloqui con ETA, a patto che essa rinunci alla violenza e deponga le armi. Non ho davvero commenti da fare, sono abbastanza depresso per l'idiozia di questa gente. Amen.
In Euskadi il vento non gira...
Come volevasi dimostrare, le elezioni basche hanno confermato Ibarretxe presidente. Vittoria dunque al PNV, che perde però 4 seggi, mentre Patxi Lopez ed il PSOE hanno ottenuto il 5% dei voti in più e 18 seggi sui 75 del Parlamento basco. Arretra anche il PP (-4 seggi, evvai) a tutto vantaggio del PCTV-EHAK, il partito comunista basco che ha ottenuto l'appoggio dei batasunisti (9 seggi); 3 seggi per EB, i comunisti di Madrazo che avevo erroneamente definito vicini a Batasuna, e un parlamentare per Aralar, la lista indipendentista e non violenta che ottiene così il primo seggio della propria storia. Nessun parlamentare, infine, per Unidad Alavesa, il partito che pretende di staccare l'Araba da Euskal Herria.
Ecco i risultati precisi:
Dati generali
EAJ-PNV/EA 29
PSE-EE/PSOE 18
PP 15
PCTV-EHAK 9
EB 3
ARALAR 1
UA 0
Dati nelle province
Araba
EAJ-PNV/EA 8
PSE-EE/PSOE 7
PP 7
PCTV-EHAK 2
EB 1
UA 0
ARALAR 0
Bizkaia
EAJ-PNV/EA 11
PSE-EE/PSOE 6
PP 5
PCTV-EHAK 2
EB 1
ARALAR 0
Gipuzkoa
EAJ-PNV/EA 10
PSE-EE/PSOE 5
PCTV-EHAK 5
PP 3
EB 1
ARALAR 1
La Gipuzkoa è la regione più a sinistra di EH, mentre ancora troppa gente continua a votare PP (ma come fanno, mi domando); Ibarretxe ha fatto subito la famosa telefonata a Zapatero e i due hanno discusso di fissare un incontro: ovviamente, nessuna data precisa è stata scelta e non si sa di cosa dovrebbero parlare i due. Il risultato degli ex batasunisti mi sembra buono, così come quello del PSOE che sfrutta l'inerzia di trovarsi al governo in Spagna; rilevante il seggio di Aralar e confortante la conferma della sinistra schierata nettamente contro il terrorismo di Madrazo. Cambierà qualcosa? Non credo proprio, spero solo che tutte le parole spese a favore della concertazione Euskadi-Spagna non si rivelino menzogne (come sempre), ma portino ad un serio dialogo sulla questione dell'autonomia. Independentzia eta sozialismoa!

Giorno di elezioni.
Eh sì, io sono uno di quelli che ancora non sopportano l'invasione di parole inglesi, quindi "election day" lo lascio a politici italioti e vespai vari, visto che qui si parla di cose serie. Oggi in Euskal Herria si vota ed è un voto importante: il Parlamento regionale verrà rinnovato e sarà scelto il nuovo governatore. Per il PNV si ripresenta l'attuale Lehendakari, Juan José Ibarretxe, opposto a Patxi Lopez del PSOE, a Maria San Gil del PP e a Javier Madrazo, candidato del partito comunista che riceverà probabilmente anche i voti della sinistra nazionalista, ovvero degli ex Batasunisti e del neo partito subito cancellato, Aukera Guztiak. In Araba, poi, si presenta la conservatrice Enriqueta Benito, il cui obiettivo è quello di togliere la regione dai Paesi Baschi: no comment. In questi giorni di campagna elettorale, ovviamente, ognuno ha cercato di tirare l'acqua al proprio mulino: la San Gil ha attaccato i comunisti per aver stretto alleanza con la sinistra nazionalista, Ibarretxe ha promesso di voler intavolare subito un negoziato col governo di Madrid e ha detto che, se sarà eletto, telefonerà il 18 aprile a Zapatero (forse per parlare del Barcellona, o magari del tempo...), Lopez si è riempito la bocca con i concetti di pace e di unità politica in EH, mentre Madrazo ha fatto a parer mio il comizio più bello. In occasione del 74° anniversario della Seconda Repubblica spagnola, infatti, Madrazo è salito sul palco insieme ad un anziano membrro del partito di 92 anni, insieme al quale ha sventolato la bandiera repubblicana, quindi ha proferito parole di fuoco contro la monarchia, accusata di essere troppo conservatrice e di aver appoggiato la dittatura di Franco, e contro il PSOE, che secondo Madrazo dovrebbe "vergognarsi per aver difeso i reali spagnoli". Inutile dirvi per chi voterei e per chi farò il tifo, penso che si sia capito piuttosto bene! Purtroppo (mica tanto!) stasera partirò per la Festa della Birra di Primavera di Monaco di Baviera (ritorno previsto lunedì, non so proprio in quali condizioni...), dunque non potrò seguire i risultati delle elezioni. Speriamo bene, anche se Ibarretxe mi sembra sempre inattaccabile.
Avviso ai naviganti: per evitare di mischiare due cose un pò troppo distanti, calcio e politica, ho deciso di aprire un nuovo blog dedicato esclusivamente all'Athletic. L'indirizzo è http://athleticclubbilbao.splinder.com. Sarà difficile aggiornare entrambi e credo proprio che finirò per trascurare un pò questo, però prometto che, quando l'università me lo permetterà, tornerò con le mie inchieste (primo obiettivo: il giudice Garzon). Ciao a tutti, sostenete il nuovo Athletic blog!
mercoledì, marzo 30, 2005
Al ritorno dalle vacanzine di Pasqua, sono stato accolto da una notizia pessima che non fa che confermare il mio scetticismo sulla reale volontà degli spagnoli di instaurare un dialogo con la più vera classe politica basca. Aukera Gutziak, il nuovo partito della sinistra nazionalista, non potrà partecipare alle elezioni regionali del 17 aprile, visto che la Corte Suprema ha cancellato d'ufficio la candidatura della lista. Il motivo è sempre quella: AG è accusata (ma che accusa sarebbe, poi?) di essere la riedizione del fu Batasuna e, quindi, di avere le stesse connivenze con ETA. In base a questo ragionamento, non sarà quindi più possibile vedere un partito nazionalista di sinistra in Euskadi, visto che per Madrid vale l'equazione abertzale (sinistra)=batasunista=etarra. I responsabili del partito hanno presentato ricorso, ma al 90% hanno già perso anche quello. Non ho parole, tutto ciò a casa mia si chiama repressione politica, per gli spagnoli invece è giustizia.
Ho letto una bella notizia su gazzetta.it e voglio riportarla, perchè mi ha sinceramente commosso. L'altro giorno Israele giocava contro Eire una gara valida per le qualificazioni mondiali, al 91' il risultato era di 1-0 per gli irlandesi. Abbas Suan, 29 anni, arabo israeliano, ha segnato il gol del pareggio che lascia Israele in testa al girone 4, a pari punti con Irlanda e Francia. A fine partita, Suan ha detto: " Visto quanto era successo a Gerusalemme (Suan venne fischiato durante l'amichevole con la Croazia dagli ultras del Beitar, nazionalisti ebrei), sabato a Tel Aviv mi ha fatto effetto sentire quarantamila persone invocare il mio nome. Dedico il gol a ogni cittadino israeliano. E’ tempo di smetterla, non dobbiamo più distinguere tra ebrei e arabi, siamo un unico popolo. Penso che persone come me, Walid Badir e Abed Rabah (gli altri due arabi della selezione, ndr) siano il migliore esempio di convivenza fra ebrei e musulmani e costituiscano l’auspicio di un futuro migliore". Abbas Suan gioca nel Sakhnin, club piccolissimo, molto povero e formato in prevalenza da arabi israeliani (ma anche da un cristiano, il brasiliano Gavriel Lima, da ebrei e da due musulmani africani), capace di battere lo scorso anno l'Hapoel Haifa in finale di coppa col punteggio di 4-1. "Il venerdì - raccontano a Sakhnin - Abbas Suan e gli altri giocatori arabi vanno a pregare alla moschea e gli israeliani entrano in sinagoga. Siamo osservanti di religioni diverse, però pensiamo tutti alla stessa cosa, la pace". E' un'altra di quelle storie straordinarie che solo lo sport è capace di raccontare.

L'1-1 di Abbas Suan: molto più di un semplice gol. (foto Reuters, da www.gazzetta.it)
Kaixo a tutti! Ritornato a casa per le vacanze di Pasqua, approfitto del tempo libero per aggiornare il blog, fermo da troppo tempo. In sottofondo adesso ho i Linea 77, ve lo dico perchè vi consiglio di ascoltarli se ancora non lo fate (grandi testi, bella musica).
In vista delle elezioni. In EH si è formata una nuova lista per le prossime consultazioni elettorali. Da quel poco che ho capito sui vari siti di informazione, "Aukera Gutziak" (questo il nome, che dovrebbe significare Tutte le Opzioni) è una lista che non si candida ad erede di Batasuna, ma si propone come una via alternativa al dialogo con Madrid. Un dialogo che rischia seriamente di finire prima di cominciare davvero, visto che il "democraticissimo" governo del guru dei progressisti italioti, Zapatero, in un paio di giorni è già riuscito ad ordinare alla polizia di scoprire eventuali legami tra la nuova formazione, Batasuna ed ETA; legami che, a detta dei poliziotti, ci sarebbero eccome, vsto che il 4% dei firmatari in favore di Aukera avrebbero trascorsi "pericolosi". Tali trscorsi, in realtà, non sono altro che la partecipazione di queste persone alla "kale borroka", ovvero alla lotta di strada, che spesso si scatena durante le manifestazioni più calde. In pratica, Zapatero e co. stanno accusando Aukera di legami con ETA, e quindi di illegalità, perchè il 4% (!) dei suoi sostenitori ha partecipato a degli scontri di piazza con la polizia. Ci sarebbe da ridere se la cosa non fosse così seria. Il tentativo di delegitimazzione operato dal governo di Madrid nei confronti di una lista appena nata è evidente e perciò ancora più scandaloso: e poi vengono a parlare di collaborazione e di maggior attivismo politico nei Paesi Baschi! Schifosi, dovrebbero solo vergognarsi. Se in Italia applicassimo il medesimo criterio ai partiti attuali, quanti ne sparirebbero? O forse qualcuno si è scordato dei trascorsi "picchiatori" di gente come Storace e La Russa, tanto per fare due nomi di destra (ma anche a sinistra c'è chi partecipa o ha partecipato, in gioventù, a manifestazioni e scontri con la polizia). Un'altra prova che la Spagna democratica è un'utopia di chi ha troppi amici a Madrid.

(Eitb24)
Athletic. Dopo due sconfitte consecutive (0-2 a Barcellona e 1-2 scandaloso in casa col Getafe), i Leoni di Bilbao sono tornati a ruggire contro il Levante, schiantato al San Mamés con il punteggio di 3-1. Gara dominata dai biancorossi, che hanno rischiato seriamente solo dopo l'1-0 a causa del classico rilassamento che continua a colpire questa squadra quando va in vantaggio. Da segnalare la doppietta di Fernando Lllorente, che ha segnato i primi gol in Liga, l'11° centro stagionale di un fantastico Isma Urzaiz e i 90' in panchina di capitan Guerrero. Con l'infortunio di Yeste pensavo, e speravo, che Valverde decidesse di utilizzare di più il numero 8, ma Txingurri si è inventato ogni tipo di soluzione (Jonan titolare, Ezquerro trequartista centrale, Tiko dietro Isma dopo due stagioni giocate da mediano puro) pur di non mettere Julen, nonostante una forma apprezzabile mostrata dal giocatore contro Malaga e Albacete. Ostracismo? Antipatia? Ordini superiori? Non so. Ma sicuramente so che non sarò tra coloro che si dispiaceranno per l'addio di Valverde. Anzi, io non vedo l'ora che se ne vada, perchè come allenatore è molto bravo, ma il modo in cui tratta una bandiera come Julen non riesco proprio a digerirlo.
Fernando Llorente scocca il destro che regala il primo vantaggio all'Athletic: è il primo gol nella Liga per il giovane centravanti biancorosso, e spero proprio che sia solo l'inizio di una lunga serie. Aupa Nando! (foto As)
Il Centenario.

Julen Guerrero esulta dopo aver segnato il gol del 3-1 contro l'Albacete, centesima rete in Liga con la camiseta rojiblanca: sotto la casacca della squadra, una maglietta con un cuore rosso e la scritta "100 Athletic". Grazie per tutte le emozioni che ci hai regalato, Capitano! (foto As)
Valverde se ne va.
La notizia era nell'aria e io, nel post precedente, avevo già riferito dei contrasti interni tra Ernesto Valverde, coach dell'Athletic, e la dirigenza capitanata dal presidente Lamikiz. L'annuncio ufficiale è arrivato l'altro ieri: Valverde guiderà la squadra fino a giugno e quindi rassegnerà le proprie dimissioni. La conferenza stampa congiunta mister-presidente ha cercato di mostrare l'esistenza di un buon rapporto tra le parti e la versione ufficiale parla di mancanza di energie da parte di Valverde, che ha ribadito di non avere accettato offerte da altre squadre e di non essere in contrasto con Lamikiz per questioni monetarie; da parte sua, il presidente ha elogiato Txingurri, dicendo di ritenerlo il miglior allenatore possibile, e ha fatto intendere di volerlo convincere a ripensarci. Sinceramente, mi sembrano un mucchio di cazzate. Penso che Valverde a settembre allenerà una grande squadra e percepirà uno stipendio nettamente maggiore, così come credo che Lamikiz si sceglierà un allenatore gradito (Valverde se l'è trovato) e in linea con i suoi desideri, mentre Txingurri aveva manifestato più volte alcune perplessità rigurado a certe scelte societarie (come, ad esempio, l'iscrizione all'Intertoto). Per il dopo-Valverde impazza il totoallenatore: oggi "Marca", il maggior quotidiano sportivo spagnolo, rivela l'interessamento del club per Michael Laudrup, mentre ieri era girata una voce importante riguardo a Mendilibar, allenatore dell'Eibar, rivelazione della Segunda Division. Si fanno inoltre i nomi di Irureta, Manè e Lotina, tutti tecnici baschi molto preparati. A me piacerebbe moltissimo vedere in panchina Jabo Irureta, o magari il buon vecchio Clemente; di sicuro, quello che preferisco di meno è Laudrup, che ha l'aggravante di essere un ex madridista. Un in bocca al lupo a Valverde per il prosieguo della carriera, anche se, come chi legge il blog sa, non mi è mai rimasto troppo simpatico.
Askatasuna.
L'associazione in difesa dei diritti dei prigionieri politici baschi ha indetto ieri una manifestazione sul problema, sempre attuale, della dispersione degli incarcerati nelle prigioni spagnole, condizione che li tiene lontani da casa e dai familiari. Lo slogan "Euskal presoak Euskal herrira" (prigionieri baschi nei Paesi Baschi) è stato scandito dalle migliaia di persone delle sette capitali basche che hanno risposto alla chiamata di Askatasuna, la quale ha invitato il governo spagnolo ad un gesto di civiltà e ha richiamato quello basco ad un maggiore impegno per sollecitare la risoluzione del problema. La manifestazione è stata dedicata alla memoria di Juanjo Urrutia, rifugiato da 15 anni in Uruguay e morto martedì scorso. Molte persone si sorprenderebbero nel conoscere le storie di confinati e rifugiati baschi; quando avrò un pò di tempo, ne parlerò.

(foto Eitb24)
Addio alla UEFA.
Caro Simone, rispondo al tuo commento con un intero post. Nemmeno io sono riuscito a capacitarmi di questa eliminazione, ma purtroppo quest'anno va così: una domenica i ragazzi fanno l'impresa (vittoria al Bernabeu dopo 6 anni), la domenica successiva fanno la frittata, in questo caso perdendo in casa da una formazione rispettabilissima, però tutt'altro che irresistibile. Questo è il calcio, bellezza. Isma Urzaiz, uno che di partite ne ha giocate a centinaia, ha detto che l'Athletic è senza dubbio superiore agli austriaci, ma che il calcio è uno sport e in quanto tale non è esatto: basta un errore (e i Leoni ne hanno commessi anche troppi) per perdere, magari dopo un'imbattibilità casalinga in Europa che durava da 30 anni. Dispiace essere usciti così, dopo aver eliminato i forti turchi del Trabzonspor al primo turno, dopo aver passato il girone con la perla del 7-1 allo Standard Liegi (vittoria in assoluto più larga dei biancorossi in una competizione europea), dopo lo 0-0 di Vienna, al termine di una partita dominata, che lasciava presagire ben altra gara di ritorno. Dispiace uscire anche perchè, nel prossimo turno, ci sarebbe stata la sfida con il Saragozza, un'altra compagine non trascendentale. Ma, soprattutto, dispiace da matti vedere le fratture che si stanno creando all'interno della società: Valverde che non vede la sconfitta come un disastro, mentre il presidente Lamikiz sostiene che è stata una disfatta; la società che iscrive la squadra all'Intertoto senza il consenso del mister; il mister stesso ed Ezquerro che tergiversano e non si decidono a rinnovare il contratto. Segnali di tensione assolutamente non incoraggianti. L'unico modo per vedere il bicchiere mezzo pieno è considerare che la UEFA era oggettivamente la competizione più sacrificabile e che era impensabile giungere fino in fondo in Europa, nella Liga e in Coppa del Re con risultati positivi; magra consolazione, però adesso tecnico e giocatori potranno concentrarsi al meglio su campionato e Copa, per inseguire, come vuole Lamikiz, la Champion's e il titolo nella coppa nazionale. Per tornare al match con l'Austria Vienna, i Leoni si sono meritati l'eliminazione a fronte di una condotta di gara distratta, come se la qualificazione fosse scontata; il gol di Yeste al 20', su calcio di rigore dubbio (il fallo di mano è sembrato fuori area), ha ulteriormente rafforzato le convinzioni dei giocatori, che hanno finito per beccare due gol da polli su altrettante "disattenzioni" difensive capitalizzate al meglio dal ceco Sionko; in situazioni del genere, penso ad Aitor Ocio, prodotto del vivaio rojiblanco che gioca titolare nel Siviglia terzo in classifica, e mi sento veramente male. Inspiegabili i cambi di Valverde, che al 70', con due gol da segnare per qualificarsi, invece di mettere tre o quattro punte ha inserito Tiko per Gurpegi e Llorente per Ezquerro (perchè togliere Santi?): sarebbe stato meglio osare, tanto la partita era già compromessa. Da segnalare l'assoluta inciviltà dei tifosi austriaci, che hanno spaccato 300 seggiolini della Preferencia Norte e li hanno scagliati sul pubblico basco: complimenti vivissimi.

Lafuente (portiere di coppa) e Del Horno osservano impotenti il pallone dell'1-2 che si infila in rete: l'Athletic è fuori dalla UEFA. (foto As)
lunedì, febbraio 21, 2005
Un trionfo atteso sei anni.
Era dal novembre del 1999 che l'Athletic Bilbao non vinceva al Bernabeu. Nel 1999 andavo in quarta superiore, ero all'inizio della mia storia d'amore più lunga e importante e, soprattutto, cominciavo a simpatizzare per una squadra della Liga con la maglia biancorossa. Sabato sera i Leoni sono stati grandissimi, a cominciare dall'atteggiamento tattico. A inizio stagione ho criticato spesso Ernesto Valverde, tecnico che non amo, però non ho alcun problema ad ammettere che adesso ha trovato i giusti correttivi ai suoi errori precedenti e sta azzeccando tutto, anzi ne sono felice. Il 4-2-3-1 classico che Txingurri usa in casa diventa, in trasferta, un 4-4-2 molto coperto e ottimo per il contropiede veloce (Urzaiz sta in panchina e davanti giocano i due peperini Ezquerro ed Etxeberria); il Real, privo di molti titolari, ha affrontato i Leoni in manera sconsiderata ed è stato tagliato a fettine dalle sovrapposizioni e dalle rapidissime ripartenze dei ragazzi di Valverde. Il primo tempo, piuttosto noioso e privo di grandi occasioni, è stato segnato dal gol fantasma di Iraola: Andoni ha preso palla a centrocampo, ha visto Casillas fuori dai pali e da 45 metri ha fatto partire un tiro spettacolare, teso e potente, che ha superato il portiere merengue, ha colpito la parte inferiore della traversa ed è rimbalzato ben oltre la linea di porta prima di rientrare in campo. L'arbitro Delgado e il guardalinee non hanno visto, e pure io devo dire che, da casa, non avevo avuto l'impressione del gol, tale era la velocità del missile scagliato da Iraola. Quando ho visto le immagini ho pensato che il destino del match fosse segnato, perchè segnare al Bernabeu non è la cosa più semplice del mondo e se si mettono a rubare gol buoni è un dramma...ma non avevo fatto i conti con la garra dei Leoni. Nella ripresa i biancorossi hanno dominato e si sono portati giustamente sul 2-0. Quando sono entrati Raul, Zidane e Ronaldo era troppo tardi, e poi Aranzubia era in vena di miracoli. La serie positiva dell'Athletic si allunga a dieci partite, mentre quella di vittorie consecutive del Real si ferma a sette; il Barça scappa e io ne sono felicissimo.
Le mie pagelle sulla partita:
Aranzubia 7,5: inizio titubante, non trattiene un paio di palloni semplici e dà l'impressione di non essere in serata. Col passare dei minuti acquista sicurezza e nella ripresa si erge a protagonista con tre interventi da fenomeno: sullo 0-1, solo contro Figo, esce basso e toglie il pallone dai piedi del portoghese, respingendo poi il tiro seguente con un riflesso da gatto, quindi dice no a un destro da due metri di Zidane e ad un colpo di testa ravvicinato di Ronaldo. Stravince il duello con Casillas.
Murillo 6,5: schierato come terzino destro, spinge pochino ma annulla totalmente un cliente difficile come Solari. Buca, come al solito, un paio di palloni di testa, però gioca nel complesso una delle migliori partite della stagione.
Del Horno 7,5: quando Asier vede merengue è simile al toro con la muleta davanti: incazzato e travolgente. Domina la fascia di competenza, anche se palesa le tipiche incertezze in fase di contenimento, mette cross insidiosi in mezzo e si propone per la conclusione. Segna il primo gol con il suo classico inserimento di testa sul secondo palo: un gigante.
Luis Prieto 6,5: non è bello a vedersi ma è senza dubbio un difensore efficace. Davanti a Owen non si intimorisce e sfodera una partita da vero centrale basco, senza risparmiare botte e ardore.
Gurpegi 7: sono straordinarie la maturità e la duttilità tattica di questo ragazzo. Schierato in difesa come centrale, randella, corre per tre e non disdegna mai di spazzare la palla in curva; è un cuore biancorosso, sente il match e sfodera una prestazione superba. Fondamentale.
Iraola 8: hombre del partido. Si presenta con una sassata da 45 metri che beffa Casillas, ma siccome non gliela danno buona continua ad attaccare come un matto. Sulla destra semina scompiglio e ridicolizza l'inguardabile Raul Bravo; sfiora il gol con un pallonetto dopo una serpentina in area da urlo e, infine, raccoglie la meritata soddisfazione personale col piatto destro dello 0-2 (spiazzando peraltro Casillas). Questo ragazzo è un giocatore eccellente e, per nostra fortuna, ama l'Athletic: la mia speranza è di vederlo con la maglia zurigorria almeno per altri 10 anni.
Orbaiz 7,5: un altro elemento di caratura superiore. Mediano moderno, capace di impostare come di spezzare il gioco altrui, davanti alla coppia Beckham-Gravesen si erge a dominatore assoluto del centrocampo. Suo l'assist dello 0-1, ma soprattutto suoi un senso della posizione straordinario e la capacità rara di non sprecare un pallone. Vedendolo giocare sabato sera mi è venuta in menta la puntata di Controcampo di due settimane fa, nella quale Piccinini e soci lamentavano l'insostibiluità di Pirlo per il gioco milanista, ovviamente ritenendolo il milgior regista del mondo: si vede che non hanno mai visto giocare Pablo, che già due anni fa, prima del grave infortunio che lo ha tenuto fuori la scorsa stagione, era ritenuto da Saez il miglior mediano della Liga. Voi tenetevi Pirlo, io mi tengo stretto Orbaiz.
Tiko 6: sottotono, si vede poco e non dà un grandissimo apporto alla causa biancorossa. Un paio di tentativi da dimenticare sono stati la cosa più appariscente del suo match.
Yeste 7: inizia contratto, poi si rende conto della libertà assoluta di cui gode (d'altronde, Luxemburgo aveva detto di non aver alcuna paura dell'attacco dell'Athletic) e sfodera una prestazione da grande giocatore. In pratica, tutte le azioni offensive passano dal suo sapiente piedo sinistro, che raramente sbaglia un appoggio o un'apertura. Davanti ad Aragones, ct della Spagna, dimostra di essere il numero 10 più in forma della Liga. Un campione vero, speriamo che anche lui segua l'esempio dei senatori del club.
Etxeberria 5,5: brutta partita per il capitano. Fuori dal gioco e dal match, si mangia un gol fatto e sbaglia diversi contropiede interessanti. Peccato, ma non può sempre essere un'iradiddio.
Ezquerro 7: ha una tecnica mostruosa e non perde occasione per esibirla. Da solo traumatizza la coppia Helguera-Samuel e impreziosisce la sua prestazione con l'assist dello 0-2 ad Iraola. Uno degli amici con cui guardavo la partita è rimasto impressionato dalla sua bravura: questo è Santi, un giocatore poco pubblicizzato ma con due piedi difficili da trovare in qualsiasi altro campionato.
Lacruz 6: entra al posto di Tiko e dà sostanza alla difesa.
Solabarrieta e Casas s.v.
Valverde 8: imposta una partita tatticamente splendida e raccoglie i frutti del suo lavoro con una vittoria storica. Ha la fortuna di allenare un gruppo formato da giovani forti e attaccati alla maglia, ma ha anche un merito non da poco, quello di valorizzarli e di attingere con profitto dal vivaio. Anche l'era Clemente, quella degli ultimi due scudetti, iniziò così (e speriamo di non aver tirato la gufata!).


I gol di Del Horno e Iraola. (foto As)

Il Madrid è a terra e Andoni esulta: questa è la felicità. (foto Marca)
martedì, febbraio 08, 2005
Una storia romantica.


Sul giornale di oggi ho trovato una storia, la storia di un bandito e di un campione di calcio. Il giornalista abusava di parallelismi con la canzone di De Gregori e si rifugiava spesso in luoghi comuni, però questa vicenda mi ha colpito ugualmente. Immaginate un ragazzo, quello che vedete nella foto a destra; un pastore sardo trascinato in eventi più grandi di lui, costretto alla fuga, alla vita da randagio di una "Primula Rossa". E immaginate un altro giovanotto, un lumbard, chiuso e taciturno ma fenomenale con la palla tra i piedi, talmente fenomenale da trascinare il Cagliari ad uno storico scudetto. Il bandito è tifoso di quella squadra, una squadra che in quel momento simboleggia la voglia di riscatto di un'intera regione, un pò come l'Athletic per i baschi; per vedere all'opera quell'inimitabile attaccante, il fuggiasco si camuffa e sfida la polizia entrando allo stadio e tifando insieme a migliaia di altre persone. Quando viene beccato, tre giocatori di quel Cagliari vanno a salutarlo in tribunale; tutti, calciatori, allenatore e dirigenti, sapevano delle "visite" allo stadio del bandito. 40 anni in prigione, poi la grazia. E per prima cosa, il bandito manda un saluto al campione, che ringrazia commosso e lo invita a trovarlo. Un incontro che si concretizzerà fra pochi giorni. Una storia strana e commovente, che rimanda ad un calcio dal sapore antico. Una maglia come seconda pelle, la voglia di rappresentare qualcosa per qualcuno e non solo il desiderio di ingrassare il conto in banca, la passione per un gioco, per una squadra e per un bomber che arriva a mettere in pericolo la propria libertà. Sembra un film hollywoodiano, ma non lo è. E' la storia di Graziano Mesina e di Gigi Riva, la Primula Rossa e Rombo di Tuono.

Il gol di Riva in Vicenza-Cagliari 1-2 del 18 gennaio 1970: tutta una regione segue col fiato sospeso le imprese di una squadra che, attraverso un pallone, le sta restituendo dignità.
lunedì, febbraio 07, 2005
Furto al Riazor.
(As)
Capitan Etxebe, Gurpegi e Prieto protestano con il guardalinee, su segnalazione del quale l'arbitro Pino Zamorano ha fischiato all'86' un rigore più che dubbio in favore del Depor. Rigore trasformato da Tristan per l'1-1 finale, dopo che Orbaiz aveva portato in vantaggio i Leoni con un bolide da 30 metri ad inizio ripresa. Due punti rubati ai biancorossi, che si vendono ancora rimontati (per l'ennesima volta quest'anno) dopo il 2-2 di Valencia. Ci consoliamo con il raggiungimento della semifinale di Copa del Rey, ottenuta grazie alla vittoria per 1-0 a Valladolid (decide Yeste su rigore, che a onor del vero per me non c'era). Athletic in semifinale dopo diversi anni, in compagnia di Betis, Osasuna e una tra Atletico Madrid e Numancia; la Coppa in Spagna non è un torneo di terz'ordine come in Italia, dunque questo risultato è già molto buono. Anche se ci manca un trofeo da 20 anni e il desiderio di tornare a vincere si fa davvero bruciante...